Malzoni Hospital
📍 Avellino

23 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Miracolo di Natale al Malzoni Hospital: diventa mamma dopo dieci anni di attesa

Al Malzoni Research Hospital una donna di 43 anni diventa mamma dopo dieci anni di tentativi e una gravidanza ad altissimo rischio

Un Natale che difficilmente potrà essere dimenticato. Dopo dieci anni di attesa, tentativi, cure e difficoltà mediche, Samantha, 43 anni, e suo marito Carmine, 44, di Parolise, hanno potuto stringere tra le braccia la loro bambina. La piccola Kesya è nata al Malzoni Research Hospital. Questo ha coronato un percorso lungo e complesso, che si è trasformato in un vero e proprio miracolo di Natale.

Dieci anni di attesa e cinque tentativi di fecondazione assistita

Il cammino verso la maternità è stato tutt’altro che semplice. Samantha si era sottoposta a quattro fecondazioni assistite. Tre di queste senza esito e una conclusasi con un aborto alla decima settimana. Solo al quinto tentativo la gravidanza ha avuto un esito favorevole. Parte delle tecniche di procreazione medicalmente assistita erano state eseguite anche presso un centro pubblico. Questo prima che la coppia decidesse di rivolgersi a una struttura altamente specializzata.

Una gravidanza ad altissimo rischio

La gestazione è stata classificata come particolarmente complessa. Questo a causa dell’età della paziente, della presenza di numerosi miomi, di una severa endometriosi e di un sospetto accretismo placentare. Per questo motivo Samantha è stata seguita dal dottor Raffaele Petta, direttore del Servizio di Gravidanza a Rischio del Centro di Fecondazione Assistita di Napoli. Ha avuto un monitoraggio intensivo basato su controlli clinici ed ecografici frequenti, flussimetrie e profili biofisici. Soprattutto, nelle fasi avanzate della gravidanza.

Malzoni Hospital
Il Malzoni Hospital

Il parto al Malzoni Research Hospital

Alla 38ª settimana di gestazione, la paziente è stata ricoverata presso il reparto di Ostetricia del Malzoni Research Hospital, diretto dalla dottoressa Annamaria Malzoni. Alla luce del sospetto accretismo placentare, si è deciso di procedere con un taglio cesareo. Questo è stato eseguito direttamente dal professor Carmine Malzoni, insieme ai dottori Lucio De Vito e Raffaele Petta, con il supporto dell’équipe ostetrica e infermieristica della sala operatoria.

La nascita della piccola Kesya

Alle ore 16:27 del 5 dicembre è nata Kesya, con un peso di 3,340 chilogrammi e una lunghezza di 51 centimetri. La neonata è stata immediatamente affidata alle cure del dottor Angelo Izzo, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale. Un momento di gioia intensa, atteso e conquistato dopo anni di sofferenza e speranza.

Un intervento chirurgico estremamente complesso

L’intervento si è rivelato particolarmente delicato a causa della presenza di voluminose varici uterine, molteplici miomi e di un accretismo placentare esteso. La placenta, fortemente aderente alla parete dell’utero, ha reso necessario un lavoro chirurgico di grande precisione per evitarne l’asportazione. L’imponente emorragia è stata contenuta grazie all’applicazione di punti emostatici e a uno stipato tamponamento uterino.

Cos’è l’accretismo placentare

Come spiegato dal professor Carmine Malzoni, l’accretismo placentare è una delle condizioni ostetriche più temibili. Questa condizione è più frequente nelle gravidanze ottenute con fecondazione assistita. La placenta aderisce in modo anomalo alla parete uterina, penetrando nello strato muscolare e rendendo difficoltoso o impossibile il distacco. Ciò comporta rischi di emorragie potenzialmente fatali che possono richiedere l’asportazione dell’utero. Nel caso di Samantha, l’intervento è riuscito a preservare l’utero e a mettere in sicurezza la paziente.

Il ringraziamento della famiglia

«Questo è il più bel Natale della nostra vita e quest’anno per la prima volta lo festeggeremo in tre», ha dichiarato Samantha. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al professor Carmine Malzoni per la competenza chirurgica dimostrata. Inoltre, al dottor Raffaele Petta per il supporto costante durante la gravidanza. Infine, a tutto lo staff medico e paramedico del Malzoni Research Hospital. Hanno reso possibile la realizzazione di un sogno atteso per dieci lunghi anni.

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