All’inaugurazione dell’anno accademico il sindaco rilancia su Medicina e ruolo strategico dell’università nelle aree interne
Benevento – “I giovani, e noi con loro, devono sognare di cambiare il Paese, non di cambiare paese”. È la frase che sintetizza l’intervento del sindaco di Benevento Clemente Mastella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Sannio, alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico.
Un discorso che ha intrecciato politica, cultura e questione meridionale, con un richiamo esplicito al ruolo delle università nelle aree interne del Mezzogiorno.
Università come argine alla marginalità
Per Mastella, gli atenei rappresentano “il filo d’Arianna per uscire dalla marginalità sociale”, soprattutto nei territori lontani dai grandi centri economici. Un riferimento che ha evocato anche Antonio Gramsci e i suoi “Quaderni”, con l’idea di un “blocco storico” che rischia di frantumarsi in un contesto di difficoltà socio-economiche per il ceto medio.
Il sindaco ha insistito sul valore dell’università come strumento di equità sociale, definendola “antidoto alla lotteria genetica”, cioè alla condizione per cui un giovane del Nord dovrebbe avere più opportunità, a priori, rispetto a un coetaneo del Sud o delle aree interne.
Un passaggio che richiama il tema strutturale della mobilità giovanile e della fuga dei talenti, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sui territori meridionali.

Il nodo Medicina all’Unisannio
Nel suo intervento, Mastella ha posto l’accento anche sul potenziamento del corso di laurea in Medicina dell’Università del Sannio, progetto sul quale ha rivendicato un ruolo personale nella fase iniziale.
“Occorre alimentare con risorse e mezzi il corso di laurea in Medicina”, ha affermato rivolgendosi direttamente al presidente Fico presente in sala, sottolineando come si tratti del “coronamento di questa istituzione accademica”.
Un appello che si traduce in richiesta concreta di investimenti e rafforzamento strutturale, in un momento in cui il sistema sanitario regionale è al centro del dibattito pubblico.
Cultura, responsabilità e democrazia
Mastella ha arricchito il suo intervento con riferimenti letterari e filosofici, richiamando l’Ulisse dantesco e il pensiero di Montaigne, in un parallelo tra conoscenza e responsabilità.
Le università, secondo il sindaco, sono “vaccino potenziale contro l’inverno demografico e la desertificazione sociale”, oltre che presidio per la democrazia.
Un messaggio che si inserisce nel più ampio confronto sul ruolo degli atenei nel contrasto allo spopolamento delle aree interne e nella costruzione di nuove prospettive occupazionali.
Un messaggio politico al territorio
L’inaugurazione dell’anno accademico è diventata così anche occasione per ribadire una linea politica: trattenere i giovani, rafforzare l’offerta formativa locale e ridurre il divario territoriale.
Il messaggio “cambiare il Paese, non cambiare paese” assume in questo contesto un valore simbolico che va oltre la retorica istituzionale, toccando una delle questioni più sensibili per il Mezzogiorno: la possibilità di costruire futuro senza dover emigrare.
Resta ora da verificare se alle parole seguiranno investimenti e politiche coerenti con l’obiettivo indicato.


