Maresca candidatura Campania centrodestra
Catello Maresca
📍 Napoli

3 Ottobre 2025

pietro.cassio

Regionali in Campania, cresce l’ipotesi Maresca: candidatura simbolica per la coalizione

Il puzzle delle candidature per le elezioni regionali in Campania continua a rimescolare le carte. Dopo il passo indietro di Giosy Romano, nome considerato competitivo e radicato sul territorio, nel centrodestra prende quota l’ipotesi di una candidatura simbolica, quella del magistrato Catello Maresca, oggi consigliere comunale a Napoli.

Un nome che torna con forza sul tavolo delle trattative, proprio nei giorni in cui Maresca è stato nuovamente oggetto di minacce, a testimonianza del peso e del valore simbolico della sua battaglia di magistrato contro la camorra. La sua eventuale discesa in campo sarebbe letta come una scelta identitaria, coerente con le battaglie del governo Meloni in Campania: dal “modello Caivano” agli interventi nella Terra dei Fuochi.

Secondo osservatori politici, quella di Maresca potrebbe configurarsi come una “candidatura di bandiera”: difficile pensare a una vittoria netta contro il centrosinistra guidato da Roberto Fico, ma utile per dare un segnale forte e consolidare i rapporti con un profilo che, in prospettiva, potrebbe essere candidato al Parlamento nelle Politiche del 2027.

Catello Maresca, il magistrato simbolo della lotta alla camorra

Nato a Napoli nel 1972, Catello Maresca è noto per la sua attività di magistrato antimafia. La sua carriera giudiziaria è legata a indagini di alto profilo, tra cui l’arresto del superboss Michele Zagaria, figura centrale del clan dei Casalesi. Proprio per il suo impegno, Maresca ha spesso vissuto sotto scorta, diventando simbolo della lotta alla criminalità organizzata in Campania.

Dal 2021 è anche impegnato in politica: candidato sindaco di Napoli con il centrodestra, riuscì a ottenere un risultato importante pur in un contesto complesso, consolidando la sua immagine di uomo delle istituzioni prestato alla politica. Successivamente è entrato in Consiglio comunale, continuando a farsi portavoce di battaglie civiche e istituzionali.

Una candidatura alla Regione lo proietterebbe in una sfida ancora più ampia, offrendo al centrodestra la possibilità di misurarsi con un profilo civico ma con una forte connotazione etica e istituzionale.

Le parole di Edmondo Cirielli

Parallelamente, continua a restare sul tavolo anche l’opzione di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e storico dirigente della destra campana. Intervenuto a Napoli a margine del forum Panorama, Cirielli ha confermato la sua disponibilità:

«Sono pronto se serve, ma senza sgomitare. La valutazione è nelle mani della presidente Meloni, che dovrà capire se è giusto impegnare un viceministro degli Esteri in una campagna elettorale regionale in un momento così delicato per l’Italia».

Un messaggio chiaro: la candidatura Cirielli resta in campo, ma non a tutti i costi. Il viceministro ha anche aperto a ipotesi civiche, citando con favore il nome di Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Confindustria Napoli, pur sottolineando che lo stesso imprenditore ha già dichiarato di non essere interessato.

«Sarebbe una bella immagine – ha aggiunto –: la sinistra candida il capo degli assistenzialisti, noi candidiamo il capo degli imprenditori».

Il profilo civico: Jannotti Pecci

Tra i nomi civici rimasti in gioco, Costanzo Jannotti Pecci rappresenta uno dei profili di maggiore prestigio. Geologo e imprenditore, guida il Gruppo Minieri e ricopre ruoli di primo piano nel settore turistico, termale e industriale. Oggi è presidente di Confindustria Napoli e figura di riferimento per il mondo delle imprese campane.

La sua candidatura avrebbe un forte valore simbolico: contrapporre al centrosinistra guidato da Roberto Fico una figura proveniente dalla società civile, in grado di incarnare il volto dell’impresa e dello sviluppo economico. Tuttavia, la sua disponibilità resta incerta: senza un suo coinvolgimento diretto, la pista appare meno praticabile rispetto a Maresca e Cirielli.

Regionali Campania Jannotti Pecci
Costanzo Jannotti Pecci, presidente degli industriali di Napoli, in corsa come candidato civico del centrodestra

Piantedosi: «Guardiamo alle contraddizioni del centrosinistra»

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che da Caivano ha invitato a non concentrarsi solo sulla mancata ufficializzazione del candidato del centrodestra.

«Non guardiamo alle difficoltà della coalizione, ma alle contraddizioni che ci sono nell’altro campo» ha detto. Poi ha aggiunto: «Per me la politica deve avere il suo primato, ma a volte anche dai tecnici può venire una buona politica. Vedrete che la scelta del centrodestra sarà la più giusta ed efficace».

Un intervento che sposta il focus: mentre nel centrodestra si discute di nomi e strategie, il ministro mette in evidenza le divisioni interne al fronte progressista, impegnato a compattarsi intorno alla candidatura di Roberto Fico.

Maresca candidatura Campania, il senso politico

Perché allora puntare su Maresca? In termini strettamente elettorali, la sua candidatura non garantirebbe numeri sufficienti per insidiare Fico, ma offrirebbe al centrodestra un’immagine forte, etica e coerente con i temi che più stanno a cuore all’elettorato di Giorgia Meloni: legalità, sicurezza, lotta alla criminalità.

La sua figura potrebbe inoltre ricompattare una coalizione divisa sui nomi e dare un messaggio netto: il centrodestra non sceglie per convenienza, ma per visione. Anche se “di bandiera”, la candidatura di Maresca rappresenterebbe un segnale di rinnovamento, utile per tracciare la rotta verso le prossime sfide politiche.

Il confronto con Fico

Sul fronte opposto, il centrosinistra si presenta con un candidato di peso nazionale come Roberto Fico. Ex presidente della Camera, leader riconosciuto del Movimento 5 Stelle e sostenuto dal Partito Democratico, Fico è una figura in grado di mobilitare un elettorato ampio e consolidato.

Il confronto con Maresca sarebbe uno scontro tra due mondi: la politica istituzionale nazionale e la società civile che resiste alla criminalità. Una sfida sbilanciata nei numeri, ma significativa nei simboli e nelle narrazioni.

Le prossime ore decisive

La scelta definitiva non può più attendere. Tra i tavoli romani e le pressioni campane, il centrodestra deve sciogliere il nodo per non perdere ulteriore tempo prezioso. Tre strade restano aperte:

  • Cirielli, il politico esperto, simbolo di continuità istituzionale;
  • Jannotti Pecci, il civico imprenditore, volto dell’impresa e dello sviluppo;
  • Maresca, il magistrato, candidato di bandiera e simbolo della legalità.

Ogni opzione ha un significato politico diverso. Ma la tempistica stringe: con le elezioni alle porte, la coalizione non può più permettersi ulteriori rinvii.

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