Il presidente del Consiglio regionale descrive in un’intervista rilasciata a Fanpage la nuova fase della legislatura 2025-2030: più spazio al confronto politico e un rapporto diverso tra istituzioni rispetto al passato
La nuova legislatura regionale in Campania si apre, secondo Massimiliano Manfredi, con un cambiamento sostanziale nel funzionamento delle istituzioni. Il presidente del Consiglio regionale parla di un’assemblea più politica, attraversata da un rinnovato equilibrio tra Giunta e Consiglio. Al centro della sua lettura c’è il ruolo del presidente Roberto Fico e una fase che, a suo avviso, segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti.
Una legislatura con molte nuove presenze e un profilo più politico
L’avvio della legislatura 2025-2030 è caratterizzato da un ricambio significativo all’interno dell’assemblea regionale. Manfredi sottolinea come su 51 consiglieri siano 31 le nuove entrate, un dato che definisce rilevante per comprendere la fase attuale. «Ci sono innesti di grande qualità, ex parlamentari, ex ministri ed ex sindaci di realtà importanti», spiega a Fanpage, evidenziando un potenziale ancora in fase di sviluppo. La presenza di figure con esperienze istituzionali diverse, secondo il presidente del Consiglio regionale, contribuisce a rafforzare la dimensione politica dell’assemblea.
Il punto centrale, nella sua lettura, è proprio questo: «La parola chiave di questa legislatura è politica». Un passaggio che segna, nelle sue parole, una trasformazione rispetto al passato, in cui il Consiglio appariva più condizionato dalle dinamiche della Giunta.
Il rapporto tra Giunta e Consiglio e il passaggio da De Luca a Fico
Uno dei temi centrali riguarda il rapporto tra esecutivo e assemblea legislativa. Manfredi descrive la fase attuale come più equilibrata rispetto alle legislature precedenti. Un cambiamento che attribuisce anche alla nuova impostazione della Giunta. «Con De Luca c’era un governo verticale, con Fico c’è un governo orizzontale», afferma, sintetizzando una differenza di approccio che, a suo giudizio, incide direttamente sul funzionamento istituzionale.
Nel suo racconto emerge anche il tema dello “schiacciamento” del Consiglio sulla Giunta, fenomeno che, secondo Manfredi, avrebbe caratterizzato gli anni precedenti. Oggi, invece, il Consiglio regionale rivendica una maggiore autonomia e un ruolo più attivo nel processo decisionale. In questo contesto, il presidente del Consiglio regionale sottolinea come la dialettica politica si sia intensificata, ma su livelli più strutturati: «Il dibattito si è innalzato e si è riportato sulla politica», osserva, richiamando anche il confronto sulla legge di bilancio regionale.

Sanità, lavoro ed energia: le sfide del territorio
Accanto agli equilibri istituzionali, Manfredi richiama anche le principali questioni socioeconomiche che attraversano la Campania. Il riferimento va alla sanità, al lavoro e alle conseguenze delle crisi internazionali sui costi energetici. La vicenda del piccolo Domenico Caliendo, trattata in una seduta monotematica del Consiglio, viene ricordata come esempio di confronto istituzionale su temi complessi e delicati. «È una vicenda drammatica che va analizzata per le nostre competenze e per evitare che si ripeta», afferma a Fanpage.
Sul fronte economico, Manfredi evidenzia le ricadute del caro energia su diversi settori produttivi, dal trasporto alla pesca fino all’aerospazio. In questo quadro, la Regione viene descritta come soggetto chiamato non solo a gestire emergenze, ma anche a costruire una prospettiva di sviluppo: «Il Sud oggi cresce più del Centro-Nord e dobbiamo porci non come problema ma come possibile soluzione».
Partito Democratico, partecipazione e rapporto con i cittadini
Il confronto politico si estende anche al livello nazionale e al ruolo del Partito Democratico. Manfredi, storico sostenitore delle primarie, richiama la necessità di non disperdere il consenso e le indicazioni arrivate dagli elettori in momenti decisivi. «Sono favorevole alle primarie perché ci sono passato», afferma, ma allo stesso tempo invita a non concentrare il dibattito sulle regole interne subito dopo passaggi politici importanti, come il referendum.
Un’attenzione particolare è rivolta anche al rapporto tra istituzioni e cittadini più giovani. Il rischio, sottolinea, è quello di una distanza crescente tra assemblee legislative e società. Per questo viene annunciata l’intenzione di rendere il Consiglio regionale più accessibile, anche fisicamente, attraverso visite scolastiche e iniziative di apertura del palazzo istituzionale. «L’obiettivo è che il Consiglio regionale sia percepito per la sua utilità e le sue funzioni», conclude Manfredi, indicando nella prossimità con i cittadini una delle sfide della legislatura.


