Manfredi è intervenuto alla presentazione della Relazione 2026 al Parlamento, sottolineando il ruolo dei Comuni e l’urgenza di interventi multidisciplinari
Alla presentazione della Relazione 2026 sul fenomeno delle dipendenze in Italia, il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha richiamato la necessità di un intervento coordinato e strutturale. Il tema, ha spiegato, riguarda in modo trasversale le comunità e coinvolge sicurezza, servizi sociali, scuola e sanità. Particolare attenzione è stata dedicata ai più giovani e alla crescente precocità dei casi di dipendenza.
Il contesto della Relazione 2026 e il ruolo dei Comuni
Nel corso dell’iniziativa svoltasi a Roma, Manfredi ha evidenziato come il fenomeno delle dipendenze sia in continua evoluzione e richieda una lettura aggiornata da parte delle istituzioni. I sindaci, ha sottolineato, sono spesso i primi a intercettare situazioni di fragilità sociale, in quanto direttamente a contatto con le comunità locali.
Secondo quanto illustrato dal presidente dell’Anci, i Comuni stanno già sperimentando progetti specifici sul tema, anche attraverso iniziative territoriali che coinvolgono più livelli istituzionali. L’obiettivo è affrontare non solo le conseguenze delle dipendenze, ma anche i fattori che ne favoriscono la diffusione, con un’attenzione particolare alla prevenzione. Manfredi ha richiamato la necessità di un approccio stabile e continuativo, capace di superare interventi frammentati e di breve durata.

Dipendenze e sicurezza stradale: l’allarme sui giovani
Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il legame tra consumo di stupefacenti e sicurezza stradale. Manfredi ha ricordato come una parte significativa degli incidenti, anche mortali, coinvolga giovani alla guida sotto l’effetto di sostanze. Il fenomeno, ha spiegato, “presenta elementi di particolare preoccupazione legati all’età sempre più bassa dei soggetti coinvolti“. In diversi casi, ha aggiunto, si tratta di adolescenti che si trovano già in condizioni di dipendenza o consumo problematico. Il presidente dell’Anci ha inoltre sottolineato come il problema non sia circoscritto a specifiche aree urbane o a contesti di marginalità sociale. Le situazioni di rischio, infatti, si riscontrano sia nelle periferie sia nei quartieri considerati più benestanti, a dimostrazione di una diffusione ampia e trasversale del fenomeno.
L’approccio integrato tra sociale, scuola, sport e sanità
Nel suo intervento, Manfredi ha insistito sulla necessità di un’azione “integrata, forte e innovativa” per affrontare le dipendenze. Secondo quanto dichiarato, non è sufficiente un’unica leva di intervento, ma serve la collaborazione tra diversi settori delle politiche pubbliche. Il modello indicato passa attraverso il coordinamento tra servizi sociali, sistema educativo e sanitario, con il coinvolgimento anche delle realtà sportive e associative. L’obiettivo è costruire percorsi di prevenzione e recupero che non si limitino alla gestione dell’emergenza, ma che agiscano in modo strutturale sul disagio giovanile.
Manfredi ha richiamato anche il ruolo delle città nel promuovere progetti educativi rivolti ai ragazzi, ricordando iniziative che coinvolgono decine di territori tra città e province con attività di sensibilizzazione sui rischi legati all’uso di sostanze.
Una sfida trasversale per le istituzioni
Il fenomeno delle dipendenze, è stato ribadito, rappresenta una sfida complessa che richiede continuità amministrativa e capacità di coordinamento tra livelli istituzionali diversi. La frammentazione degli interventi, secondo l’impostazione illustrata da Manfredi, rischia di ridurre l’efficacia delle politiche di contrasto. La dimensione sociale del problema, unita agli effetti sulla sicurezza e sulla salute pubblica, impone quindi una strategia condivisa. In questa prospettiva, i Comuni vengono indicati come un punto di osservazione privilegiato, ma anche come attori fondamentali nella costruzione di risposte integrate.

