Manfredi fa luce sul post America’s Cup delineando il volto della Bagnoli del futuro ma gli interrogativi restano tanti.
Giornata importante, quella del 3 marzo, per il quartiere di Bagnoli tra il consiglio comunale monotematico sulla bonifica del territorio e la manifestazione dei collettivi “No America’s Cup”. Una giornata attesa da settimane che ha trasformato il quartiere della X Municipalità in un campo minato tra un consiglio blindato, con la presenza della Digos schierata dalle prime ore del mattino, e un maxi schermo posto in Viale Campi Flegrei che ha risollevato il nodo della reale partecipazione della cittadinanza.
La relazione di Manfredi: Il tombamento della colmata come unica ipotesi sostenibile
Il Commissario straordinario Gaetano Manfredi, in prima battuta, ha illustrato lo stato della bonifica di Bagnoli, chiarendo subito che l’iter procedurale precede di anni gli accordi per l’America’s Cup 2027. Manfredi spiega che la commissione di valutazione ministeriale ha attentamente analizzato la sostenibilità ambientale relativa alla rimozione totale della colmata ritenendola “impossibile”.
L’operazione, infatti, avrebbe comportato la movimentazione di circa due milioni di metri cubi di materiale, pari a un peso compreso tra 3,5 e 5 milioni di tonnellate. Poiché non esistono siti di stoccaggio raggiungibili via mare, il trasporto avrebbe richiesto l’impiego di 200.000 camion che avrebbero attraversato la città per cinque anni. Inoltre, l’assenza di discariche controllate in Campania avrebbe costretto a trasferire i rifiuti in Puglia o Abruzzo.
“La rimozione della colmata prevede 200.000 metri quadrati per una profondità che va dai 7 ai 10 metri. Quindi parliamo tra i 3.500.000 e i 5.000.000 di tonnellate di materiale. Non si è trovato nessun posto dove poter portare via mare questo materiale. L’ unico modo per poterlo spostare era spostarlo via terra. Questo significa circa 200.000 camion che avrebbero dovuto attraversare la città per 5 anni per arrivare in discariche controllate, perché non è materiale fresco ma materiale da rimozione.”

Un intervento di sigillatura in totale sicurezza
Di conseguenza, le autorità hanno optato per il tombamento della colmata, soluzione ritenuta scientificamente equivalente alla rimozione in termini di sicurezza ambientale. Una decisione, sottolinea il primo cittadino, che non dipende in alcun modo dalla Coppa America.
Il progetto attuale prevede un intervento di sigillatura tramite uno strato di circa un metro di materiali a diversa permeabilità, che impedisce il contatto con le sostanze sottostanti. Il Commissario ricorda, infine, che l’area ha ospitato grandi eventi in passato senza alcuna protezione. Oggi, invece, i lavori anticipano la messa in sicurezza definitiva.
“Io ricordo che sulla colmata, senza nessun intervento di bonifica sono stati fatti concerti, feste e attività sia alla fine degli anni 90 che alla fine del 2010, del 2010 e 2011, dove praticamente c’erano da 20-30 mila persone. Oggi invece si fa un intervento di sigillatura con uno strato che arriva quasi a un metro di materiale con vari elementi a diversa permeabilità che consente l’impossibilità che ci sia un contatto del materiale che sta sotto.”, afferma Manfredi.
Il volto di Bagnoli dopo l’America’s Cup: spiaggia e un vasto parco a mare
Manfredi, durante la seduta, ha anticipato anche quello che sarà Bagnoli dopo l’evento sportivo. Le strutture per la Coppa America, rassicura, saranno temporanee: i team monteranno i propri hangar sulla colmata per poi smantellarli completamente al termine dell’evento, senza lasciare alcuna costruzione permanente.
Il futuro dell’area prevede una spiaggia di un chilometro, un grande parco a mare destinato alla balneazione e allo sport, e spazi per la socialità definiti tramite consultazione pubblica.
“Resta una spiaggia di un chilometro all’incirca andando verso Coroglio. La colmata, che ha 600 metri di fronte da cui sarà possibile fare la balneabilità attraverso le piattaforme, e la spiaggia che invece sta dall’altro lato che sarà circa 400 metri quadrati, quindi tutto il fronte sarà di 2 chilometri. Ovviamente tutto accessibile. Ci sarà anche un’area pubblica con un grande parco a mare che è destinato alla balneazione, eventualmente allo sport con dei campi all’aperto e spazi per la socialità.”
Una nuova stazione metropolitana, il restauro dei due pontili e rifacimento del manto stradale
Il piano di riqualificazione, così come comunicato da Manfredi, include anche una nuova stazione della linea 2 della metropolitana, il restauro dei pontili nord e sud e il rifacimento stradale nelle zone di Bagnoli e Fuorigrotta. Infine, il Commissario annuncia che le attività di trasporto materiali, causa di polveri e disagi, termineranno entro il 30 marzo, riducendo drasticamente l’impatto sul quartiere.
“Faremo una nuova stazione della metropolitana in corrispondenza della sede dell’Università a via Nuova Agnano. Ci sarà la riqualificazione dei due pontili, sia il sud che il nord, che resteranno come delle grandi passeggiate pubbliche al mare e ci sarà tutta una riqualificazione dell’Lido Pola e di tutta via Coroglio. Una riqualificazione di tutta quella che è la parte pubblica che resterà a disposizione, ovviamente, della popolazione. Poi si farà un intervento anche di riqualificazione, appena finiscono questi lavori un po’ più invasivi, di tutte le strade della zona di Bagnoli e di Fuorigrotta che verranno ripavimentate.”, conclude Gaetano Manfredi.
Il nodo degli espropri a Borgo Coroglio
Il Consiglio Comunale del 3 marzo, nonostante il tentativo del primo cittadino di fare chiarezza, ha messo in luce i numerosi nodi che attanagliano il territorio di Bagnoli: in primis gli espropri di Borgo Coroglio, dove la rappresentate Paola Minieri ha affermato: “Siamo pronti a difendere i nostri diritti in ogni sede, ma vorremmo sapere se lei è pronto a guardare negli occhi me e quelle famiglie e a spiegare loro perché il loro diritto alla casa e alla proprietà valga meno di questo progetto.”
Tante, infatti, le famiglie a rischio esproprio che, dopo anni, temono di perdere le loro case e di ricevere in cambio un piccolo “contentino”. Oggi, però, sembra essere stato fatto un passo avanti: Manfredi, infatti, si è impegnato a trovare una soluzione per i residenti che non vogliono essere indennizzati.

Gli interrogativi di Antonio Bassolino e la necessità di una partecipazione democratica per il futuro di Bagnoli
Sulla necessità del coinvolgimento della cittadinanza si è espresso anche Antonio Bassolino con un intervento che ha posto al centro la storia di Bagnoli che, da anni, aspetta un risarcimento storico e investimenti sul futuro. “Bagnoli è parte fondamentale di una grande storia.”, afferma Bassolino che, intanto, continua a sollevare interrogativi.
“Il grande interrogativo non è tra fare e non fare l’America’s Cup. Ma le opere per l’America’s Cup saranno rimosse? E’ stato risposto di sì, ma quando? In quali termini? Con quali risorse finanziarie? E perché non vengono indicate queste risorse finanziarie fin da ora in modo da rispondere alle domande che si pongono tanti cittadini e tante associazioni? Io penso che questi sono i passi in avanti che noi dobbiamo cercare di fare in un dialogo e in un rapporto tra le istituzioni e delle istituzioni con i cittadini. “
Bassolino, inoltre solleva la necessità di un vero confronto che possa finalmente far chiarezza:
“Avere un confronto vero è un dovere. In maniera tale che l’America’s Cup possa essere preparata e possa svolgersi in maniera tale che dopo ci possa essere una lunga spiaggia pubblica, non due baffi all’estremità della colata. Per questo io penso che una partecipazione strutturata, come è stata chiesta, sia molto importante”, conclude Bassolino.
Partecipazione a distanza della cittadinanza
Un consiglio comunale blindatissimo, dunque, che ha coinvolto enti e associazioni del territorio lasciando fuori, però, gran parte della cittadinanza in attesa di risposte. Diversi i momenti di tensioni tra i manifestanti dei collettivi “No America’s Cup” e le forze dell’ordine culminato con un trasporto in Questura di un manifestante, e il successivo rilascio, e il ferimento di un agente.
E mentre Manfredi cerca di fornire risposte, attraverso la relazione su Bagnoli, la cittadinanza resta fuori, in attesa di essere coinvolta per decidere insieme alle istituzioni il futuro del proprio territorio.


