Il sindaco accoglie con favore lo studio della Stazione Zoologica Anton Dohrn: «I cantieri non solo riqualificano l’area ex Italsider, ma dimostrano sostenibilità ambientale e rinaturalizzazione dei fondali».
La rigenerazione di Bagnoli non è più solo un orizzonte simbolico della politica napoletana, ma un vasto cantiere che avanza con centinaia di operai e investimenti milionari. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha commentato positivamente i risultati di uno studio condotto dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, secondo cui alcuni organismi e piante reintrodotti in aree marine inquinate non solo sono sopravvissuti, ma hanno mostrato capacità di riproduzione. Un segnale che, per il primo cittadino, conferma la bontà del percorso intrapreso nella riqualificazione dell’area ex industriale più complessa d’Italia.
«Lavori utili e sostenibili». Manfredi vede il percorso giusto
Manfredi ha accolto con soddisfazione gli esiti della ricerca, sottolineando la coincidenza tra interventi già avviati e capacità dell’ecosistema di rispondere positivamente:
«Questo studio dimostra che il percorso dei lavori avviati è non solo utile alla riqualificazione di Bagnoli, ma anche sostenibile da un punto di vista ambientale, con programmi di rinaturalizzazione dei fondali. L’obiettivo primario è realizzare finalmente la bonifica tanto attesa, dando una vocazione al sito e restituendo l’accesso pubblico al mare ai cittadini».
Il richiamo al mare negato è centrale: da quasi un secolo la costa di Bagnoli è interdetta alla balneazione e sottratta alla fruizione pubblica. Il nuovo percorso amministrativo punta a cambiare definitivamente la storia dell’area.
I fondi: 1,8 miliardi per la trasformazione del litorale
Le risorse oggi disponibili rappresentano il più grande investimento mai mobilitato per il recupero di Bagnoli:
- 1,8 miliardi complessivi,
- di cui 600 milioni rimasti fermi negli anni passati per assenza di progetti esecutivi,
- e 1,2 miliardi derivanti dal Patto tra Comune e Governo.
La spinta più evidente arriva però da un grande evento internazionale: la Coppa America di vela 2025-2026, che ha imposto un’accelerazione sulla bonifica dei fondali. L’acqua, chiarisce Manfredi, non è pericolosa: il vero problema resta la movimentazione delle sabbie inquinate, che richiede interventi tecnici profondi e costosi.
La strategia: tre anni per rendere fruibili 20 km di costa
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: in tre anni si punta a rendere accessibile un tratto continuo di costa lungo circa venti chilometri, unendo:
- Bagnoli a Pozzuoli,
- la linea di mare fino a Coroglio e Posillipo,
- le spiagge di San Giovanni a Teduccio, oggi in fase avanzata di bonifica,
- le aree di Vigliena e Pietrarsa.
Un progetto di riconnessione fisica e simbolica tra Napoli e il suo mare, da decenni condizionato da inquinamento industriale, degrado e occupazioni abusive.

San Giovanni: terrazza sul mare, miglio azzurro e parco costiero
Particolarmente avanzati sono i progetti di rigenerazione del litorale orientale:
- È stato affidato il progetto della Terrazza a Mare, in attesa delle autorizzazioni ambientali.
- Sorgerà un parco sul mare, collegato al circuito della Coppa America.
- L’area del depuratore diventerà la testa di ponte del nuovo “miglio azzurro”, un percorso ciclopedonale che collegherà San Giovanni a Portici.
Disponibili 12 milioni di euro, di cui 8 già cantierabili tramite il CIS Vesuvio–Pompei.
Entro l’estate prossima sarà aperto il passaggio pedonale tra Vigliena e Pietrarsa, mentre è in gara la realizzazione della scogliera di protezione da 3,6 milioni di euro, necessaria per garantire la sicurezza della terrazza.
Un nuovo waterfront con musei, skatepark e spazi commerciali
Il progetto di rigenerazione non riguarda solo la bonifica ma la creazione di una nuova centralità urbana sulla costa:
- a Vigliena sorgerà il Museo delle Acque,
- un complesso con sale studio,
- impianti sportivi tra cui la prima pista di skateboard regolamentare,
- spazi commerciali, bar e ristorazione.
Gli interventi si integrano con la trasformazione universitaria dell’area, dove la Federico II e le nuove Academy hanno già creato un polo di formazione tecnologica e innovativa.
Posillipo: un piano per restituire il mare anche ai quartieri “alti”
Parallelamente, il Comune ha avviato il Piano Urbanistico Attuativo (PUA) per la linea di costa di Posillipo. L’obiettivo è aprire nuovi accessi pubblici al mare attraverso:
- passerelle pedonali,
- collegamenti con i siti archeologici della Gaiola e di Marechiaro,
- l’eliminazione delle barriere create dall’abusivismo,
- percorsi panoramici fruibili da tutti.
Nessuna sanatoria: dove esistono manufatti irregolari, saranno sostituiti da passerelle e camminamenti pubblici.
L’appello al Governo: «Servono strumenti di semplificazione»
Manfredi, nelle scorse settimane, ha chiesto al Governo di estendere agli interventi extra-Bagnoli le semplificazioni normative già riconosciute per l’area ex industriale. L’obiettivo è garantire tempi rapidi, soprattutto in vista degli eventi internazionali che interesseranno tutto il Golfo di Napoli.
La scadenza politica è chiara: i lavori dovranno concludersi entro la fine dell’attuale consiliatura, cioè entro 18 mesi.
Bagnoli cambia volto: la bonifica non è più un miraggio
Mai come oggi, Bagnoli appare vicina a una svolta attesa da generazioni. La combinazione di fondi, progetti esecutivi, eventi catalizzatori e studi scientifici sembra ridurre quella distanza storica tra promesse politiche e realizzazioni concrete.
Rimane una sfida enorme, ma il percorso – tra cantieri, accelerazioni e verifiche ambientali – è finalmente tracciato.


