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Guardia di Finanza
📍 Aversa

30 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Aversa, macchinari spariti dall’azienda di calzature prima del fallimento: condanne per due imprenditori

Secondo l’accusa, i macchinari sarebbero stati sostituiti e rietichettati per occultarne la reale provenienza prima della procedura fallimentare

Due imprenditori di Aversa sono stati condannati dal Tribunale di Napoli Nord per una vicenda legata alla presunta sottrazione di macchinari da un’azienda calzaturiera poco prima del fallimento. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno ricostruito una serie di operazioni ritenute finalizzate a sostituire e occultare apparecchiature produttive di valore. Le condanne sono state pronunciate all’esito di un giudizio con rito abbreviato.

La ricostruzione della Procura tra sostituzione e rietichettatura dei macchinari

Secondo quanto riporta Caserta Today, i fatti risalgono al 2021 e riguardano la società Ben.Ter Shoes, riconducibile a Carmine Terracciano, 39 anni, imprenditore di Aversa. L’azienda si trovava in una fase precedente alla dichiarazione di fallimento. Secondo l’ipotesi accusatoria, dallo stabilimento sarebbero stati rimossi alcuni macchinari destinati alla produzione di calzature. Al loro posto, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero state introdotte apparecchiature più datate e di minor valore. Inoltre, un’operazione che, nella ricostruzione investigativa, sarebbe stata accompagnata da un sistema di rietichettatura. Infatti, le targhette identificative dei macchinari originali sarebbero state rimosse e applicate ai nuovi macchinari. Così, la sostituzione all’interno dell’opificio risultava meno evidente.

L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di mantenere un’apparenza di regolarità nella consistenza dei beni aziendali in una fase particolarmente delicata della vita societaria.

Procura della Repubblica
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

Le indagini della Guardia di Finanza e il ritrovamento delle attrezzature

Gli accertamenti sono stati condotti dalla Guardia di Finanza, che ha ricostruito i movimenti dei macchinari attraverso verifiche documentali e sopralluoghi negli stabilimenti coinvolti. Nel corso delle indagini, parte delle attrezzature ritenute sottratte è stata rinvenuta presso lo stabilimento della Genial Calzature di Teverola. Quest’ultimo è riconducibile a Gennaro La Scala, anch’egli imprenditore aversano e imputato nel procedimento.

Tra i beni individuati dagli investigatori figurava anche una cucitrice priva di targhetta identificativa, elemento che ha assunto rilievo nella ricostruzione accusatoria, in quanto coerente con il presunto schema di sostituzione e occultamento dei macchinari originari. Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro nell’ambito delle attività investigative coordinate dall’autorità giudiziaria.

Il procedimento al Tribunale di Napoli Nord e le condanne

Il procedimento si è svolto davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli Nord, Caterina Anna Arpino, con rito abbreviato. Al termine del giudizio, Carmine Terracciano è stato condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Per Gennaro La Scala, imputato per ricettazione, la pena stabilita è stata di 2 anni e 8 mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei termini di legge. Le accuse formulate dalla Procura si sono concentrate sulla gestione dei beni strumentali dell’azienda nella fase antecedente alla procedura concorsuale. In particolare, si fa riferimento alla presunta alterazione della tracciabilità dei macchinari.

La segnalazione del curatore fallimentare e le parti civili

A far emergere la vicenda è stata la segnalazione del curatore fallimentare della Ben.Ter Shoes, Giuseppe Marrocco, che ha rilevato anomalie nella consistenza dei beni aziendali e ha presentato denuncia all’autorità giudiziaria. La segnalazione ha dato impulso alle indagini poi condotte dalla Guardia di Finanza. Nel procedimento, il curatore si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Lorenzo Caruso. Le difese degli imputati sono state affidate agli avvocati Felice Belluomo e Assunta Ferraro.

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