Elezioni Campania 2025, il TAR respinge il ricorso della lista di Roberto Fico nella provincia di Avellino: “Eccesso di firme”, quattro candidati esclusi, possibilità di ricorso al Consiglio di Stato.
Il TAR della Campania ‑ Sezione di Salerno ha respinto il ricorso della lista “Fico Presidente” nella circoscrizione della provincia di Avellino, risultando nell’esclusione automatica della lista dalla competizione elettorale regionale nella zona. Il motivo? Un eccesso di firme nella presentazione della lista stessa, con circa 40 sottoscrizioni oltre il limite consentito.
La decisione ha impatto immediato: quattro candidati – Maria Laura Amendola, Luigi Famiglietti, Silvana Acierno e Franco Fiordellisi – escono per il momento dalla corsa elettorale, pur mantenendo la possibilità di presentare ricorso al Consiglio di Stato entro le prossime 48 ore.
Per la coalizione che sostiene Roberto Fico, la scelta del tribunale amministrativo riduce da otto a sette le liste nella provincia di Avellino.
Il contesto: circoscrizione irpina e norme sulle firme
La circoscrizione provinciale della provincia di Avellino – spesso indicata con il nome “Irpinia” nel dibattito politico locale – è una zona elettorale essenziale per la strategia della coalizione progressista che sostiene Roberto Fico. In questo contesto, la presentazione delle liste deve rispettare regole precise previste dalla normativa elettorale regionale della Campania: nel caso dei comuni con popolazione intermedia (fra 100 000 e 500 000 abitanti circa) è previsto che la dichiarazione di presentazione della lista sia sottoscritta da un numero minimo e massimo di elettori.
Nel caso specifico, l’errore contestato riguarda circa 40 firme in più rispetto al tetto massimo consentito nella presentazione della lista nella provincia di Avellino. I giudici hanno ritenuto che l’irregolarità fosse tale da pregiudicare il diritto di altri soggetti a concorrere, e quindi non “veniale”.
In particolare: «I giudici amministrativi non hanno ritenuto “veniale” l’errore delle 40 firme di presentazione in più, raccolte nei comuni di Frigento e Calitri».

La decisione del TAR: motivazioni e conseguenze immediate
Nel dettaglio, il TAR della Campania ha respinto il ricorso proposto dalla lista “Fico Presidente” a sostegno di Roberto Fico. Con la decisione del tribunale, la lista è automaticamente esclusa dalla contesa elettorale nella circoscrizione irpina.
Le motivazioni ufficiali indicano che:
- Il numero massimo di firme previsto dalla legge elettorale regionale per quella circoscrizione era stato superato.
- Tale limite è stato introdotto per tutelare il diritto di terzi a presentare le proprie liste.
- La raccolta delle firme in eccesso, pur potendo apparire un vizio formale, è stata considerata sufficiente per l’esclusione.
Immediatamente, quattro candidati della lista in Irpinia risultano esclusi: Maria Laura Amendola, Luigi Famiglietti, Silvana Acierno e Franco Fiordellisi.
In termini numerici, per la coalizione di centrosinistra/M5S che sostiene Fico, la lista “Fico Presidente” scende da otto a sette nella provincia di Avellino. Questo dato può avere riflessi sull’equilibrio delle liste regionali.
L’analisi: implicazioni politiche e strategiche
Riduzione dello schieramento
L’esclusione della lista riduce la rappresentanza del progetto «Fico governatore» nella provincia irpina. Una lista in meno nella zona può significare minore visibilità, minor capillarità sul territorio e forse un contributo di voti ridotto rispetto a quello previsto originariamente.
Può anche generare un effetto simbolico: l’errore sulla presentazione è percepito come un vulnus organizzativo che potrebbe essere utilizzato da avversari per sottolineare criticità nella macchina elettorale della coalizione.
Opportunità di ricorso e persistenza della contestazione
La decisione del TAR non è definitiva fino al termine del ricorso al Consiglio di Stato: i candidati esclusi e la lista possono impugnare entro 48 ore. Questo lascia spiragli di recupero e mantiene vivo il dibattimento elettorale. Tuttavia, l’incertezza pesa: gli elettori, i media e i candidati stessi vivono una fase di incertezza che può indebolire la comunicazione della coalizione.
Impatto sui flussi elettorali
Dal punto di vista pratico, la riduzione delle liste nella provincia di Avellino può riflettersi su quel che si chiama “capillarità” della presenza elettorale — ovvero numero di candidati, liste, coalizioni che coprono il territorio — e ciò potrebbe avere effetti marginali ma non trascurabili su percentuali, preferenze, distribuzione dei voti di lista.

Il contesto delle Elezioni Campania 2025
Le elezioni regionali della Campania nel 2025 vedono la candidatura di Roberto Fico per il centrosinistra/M5S, e quella di Edmondo Cirielli per il centrodestra.
In questo contesto, la composizione delle liste, la presentazione dei candidati, la copertura territoriale diventano elementi strategici: non solo la candidatura del capolista, ma la presenza e l’organizzazione sul territorio sono fondamentali per consolidare consenso.
Per la provincia di Avellino (Irpinia) in particolare, caratterizzata da centri minori, aree rurali, zone interne, la presenza di liste capillari e candidature riconoscibili è tradizionalmente un fattore d’importanza. La perdita di una lista può dunque assumere rilevanza.
La vicenda si inserisce in un momento sensibilissimo: la decisione arriva a poche settimane dal voto e in una fase in cui la coalizione dovrebbe rafforzare la propria presenza territoriale. Rischia dunque di rappresentare un micro-fattore che potenzialmente condiziona la campagna in un territorio fragile e strategico.
Prospettive e scenari futuri
Scenario di recupero
Se la lista “Fico Presidente” presenterà ricorso al Consiglio di Stato e otterrà accoglimento, la riammissione potrebbe rimettere in gioco la candidatura nel territorio e attenuare l’impatto negativo. Occorrerà però che il tempo residuo prima delle elezioni sia sufficiente per rilanciare le attività in Irpinia.
Scenario di permanenza dell’esclusione
Se l’esclusione sarà confermata, la coalizione di Fico dovrà riorganizzare la propria strategia in provincia di Avellino. Valorizzare le altre liste, rafforzare la mobilitazione degli elettori, mitigare l’effetto “lista mancante” e evitare che l’oppositore approfitti della situazione per guadagnare terreno.
Impatto simbolico e reputazionale
L’errore nella presentazione delle firme, anche se formale, può essere percepito come segnale di debolezza organizzativa. Il centrosinistra/M5S dovrà essere bravo a far passare il messaggio che la coalizione è solida, attenta e seria anche nei meccanismi interni.
Rischio per altri territori
La vicenda potrebbe sollevare attenzione anche in altre circoscrizioni. Se una lista è esclusa per firma in eccesso nella provincia di Avellino, altri candidati o liste potrebbero trovarsi in situazioni analoghe o colpite da contenziosi. La campagna deve quindi gestire la compliance elettorale con rigore.
La decisione del TAR della Campania di escludere la lista “Fico Presidente” in Irpinia per eccesso di firme ha segnato un momento delicato della campagna elettorale per le Elezioni Campania 2025. Non si tratta solo di un fatto tecnico: ha implicazioni politiche, organizzative e simboliche che possono pesare su un territorio strategico come la provincia di Avellino.
La coalizione che sostiene Roberto Fico deve ora affrontare la sfida di gestire l’impatto, mettere in campo una strategia di recupero o di mitigazione, e dimostrare che la propria azione non è indebolita da errori formali. Da parte sua, l’opposizione potrebbe capitalizzare questo episodio come segnale di disorganizzazione.
In ogni caso, l’episodio conferma che nella competizione elettorale regionale della Campania, le “liste” non sono mero dettaglio tecnico: sono componenti essenziali della struttura politica, della presenza sul territorio e della percezione di affidabilità. Come spesso avviene nel Mezzogiorno, la campagna elettorale si gioca anche su questi aspetti organizzativi.
Restiamo in attesa del prossimo passo: il possibile ricorso al Consiglio di Stato e l’esito finale, che potrà ridefinire lo scenario in Irpinia.


