I due uomini, cugini di 50 e 47 anni, sono stati individuati in Albania dopo un’indagine durata circa un anno coordinata tra polizie italiana e albanese
Due latitanti albanesi ricercati dal 1999 per omicidio e tentato omicidio sono stati arrestati e riportati in Italia, dove sono giunti scortati dalle forze di polizia. I due, cugini rispettivamente di 50 e 47 anni, erano destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Erano inoltre fuggiti dopo i fatti avvenuti in provincia di Caserta. L’operazione è stata condotta nell’ambito di un’attività di cooperazione internazionale tra le autorità italiane e albanesi.
L’arrivo scortato all’Aeroporto di Fiumicino
I due uomini sono atterrati all’ aeroporto di Roma-Fiumicino sotto la scorta del personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Al loro arrivo sono stati presi in consegna e trasferiti in carcere, in esecuzione dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria italiana.
Il rientro in Italia è avvenuto al termine di una procedura coordinata che ha coinvolto diverse articolazioni delle forze dell’ordine. Le attività di accompagnamento e consegna sono state supportate anche dalla Polizia di Frontiera. Questo è avvenuto nell’ambito delle procedure previste per l’estradizione o il trasferimento di persone destinatarie di misure restrittive della libertà personale. Secondo quanto ricostruito, i due erano inseriti nel programma di ricerca internazionale “Wanted 2025” della Polizia di Stato. Questo programma coordina la localizzazione dei latitanti all’estero attraverso canali di cooperazione tra Stati.
Le indagini e la cooperazione internazionale
La loro individuazione è stata possibile grazie a un’indagine durata circa un anno, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta insieme al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Le attività investigative sono state coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Le forze dell’ordine italiane hanno lavorato in stretta collaborazione con la polizia albanese. Quest’ultima ha contribuito alla localizzazione dei due latitanti sul territorio dell’Albania. L’operazione ha coinvolto anche gli uffici competenti per la sicurezza e la cooperazione giudiziaria internazionale. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti dei due uomini fino alla loro individuazione nella città di Didier, in Albania. Secondo quanto riferito, avrebbero utilizzato documenti e identità false per sottrarsi alla cattura e per mantenere la propria irreperibilità negli anni successivi ai fatti contestati.
I fatti del 1999 a Cesa e la fuga
I due cugini sono accusati di essere coinvolti in un omicidio e in un tentato omicidio avvenuti nel 1999 a Caserta, in particolare nel comune di Cesa. Le vittime sarebbero state due connazionali aggrediti in relazione a contrasti legati alla divisione dei proventi di attività illecite. Secondo la ricostruzione investigativa, l’aggressione sarebbe avvenuta in pieno centro cittadino e sarebbe stata particolarmente violenta, con l’uso di bastoni e armi da taglio. Subito dopo i fatti, i due sospettati si sarebbero dati alla fuga, riuscendo a lasciare l’Italia e a raggiungere l’Albania.
Da quel momento sarebbe iniziata una lunga fase di latitanza, durata oltre vent’anni, durante la quale i due avrebbero fatto perdere le proprie tracce. Le indagini hanno evidenziato come la loro fuga sia stata accompagnata dall’utilizzo di identità fittizie, elemento che avrebbe complicato nel tempo le attività di ricerca. Il loro arresto è avvenuto in esecuzione dei provvedimenti emessi a seguito delle indagini coordinate dalle autorità giudiziarie italiane. Queste hanno consentito di riattivare le procedure internazionali di localizzazione e consegna.


