Daniela Di Maggio
Daniela Di Maggio
📍 Napoli

1 Luglio 2026

Martina Sarracino

La mamma di Giogiò, Daniela Di Maggio, sul reato di ‘mammicidio’ come aggravante: “Se uccidi un figlio hai ucciso anche sua madre”

La proposta di introdurre il “mammicidio” come aggravante dell’omicidio, avanzata da Daniela Di Maggio, mamma di Giovanbattista Cutolo apre un acceso dibattito

La proposta di introdurre il reato di “mammicidio” come aggravante nell’omicidio nasce dal dolore e dall’impegno civile di Daniela Di Maggio, mamma di Giogiò. Il giovane ha perso la vita a Napoli, in Piazza del Plebiscito. L’idea si inserisce nel dibattito sulla tutela delle vittime e sulla risposta penale ai crimini violenti che coinvolgono giovani vite, con particolare attenzione alle conseguenze familiari e sociali degli omicidi.

La richiesta di un nuovo inquadramento giuridico

La madre di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, ha spiegato la sua proposta in termini molto netti. L’ha collegata prevalentemente alla necessità di una risposta più severa nei casi di omicidio di giovani: “Oltre a battermi per il garante delle vittime mi impegnerò affinché venga istituito il reato di ‘mammicidio’ come aggravante per i minori e per gli adulti che uccidono senza motivo, perché se uccidi un figlio hai ucciso anche sua madre”. La proposta nasce da un percorso personale segnato dal lutto e dall’impegno pubblico per modifiche legislative in materia di giustizia minorile e tutela delle vittime. La donna, si è candidata alle elezioni regionali in Campania come capolista per la Lega.

Daniela Di Maggio capolista Lega
Daniela Di Maggio

Il dolore e il riferimento ai funerali

Nel suo racconto, Daniela Di Maggio lega la sua proposta anche all’impatto emotivo di altri casi di cronaca recente, come quello di Lorenzo Spasiano. ”È noto a tutti che sono tre anni che non solo ho lavorato per cambiare le leggi sui minori, ma che mi sto battendo affinché venga istituito il Garante delle vittime. Poi ancora dichiara: “Dopo essere andato all’ennesimo funerale di un ragazzo di 21 anni, assassinato a quanto pare per futili motivi, e dopo aver visto l’ennesima mamma sdraiata su una bara bianca, mi è venuto un attacco di panico. Durante quel funerale mi sono sentita male. Sono scappata e ho pensato che ci deve essere un’aggravante, una pena accessoria alla pena dell’omicidio”.

Il ruolo delle madri

Un altro elemento centrale della riflessione riguarda il significato della maternità e la sua dimensione simbolica e sociale. Daniela Di Maggio, infatti, sottolinea: “Le sono il motore del mondo. Senza una mamma non esisterebbe il mondo, non esisterebbero le persone, gli individui. E se tu mi uccidi un figlio senza motivo, devi avere la pena aggravante dell’omicidio. Io, dal 31 agosto 2023, non vivo più. Sono solo l’avatar di me stessa, una specie di zombie vivente, perché sono morta quando ho visto mio figlio all’obitorio. Quindi, questa cosa va assolutamente stigmatizzata. Se uccidi un figlio senza motivo, devi avere una pena aggravata. Io lo chiederò a gran voce e spero di essere appoggiata in questa mia battaglia”.

La proposta si inserisce anche nel più ampio confronto sulle politiche penali. Di Maggio commenta le posizioni di Roberto Vannacci sul reato di femminicidio, criticando l’idea di una sua abolizione. “È assurdo. Anzi io penso che si debba proprio creare il reato mammicidio: una sfumatura ancora più precisa del reato di femminicidio perché quando uccidi un figlio ad una donna uccidi anche la donna”, conclude Di Maggio. Le sue parole arrivano dritte perché mostrano tutto il dolore di una mamma che ha perso il proprio figlio e per la quale è estremamente difficile andare avanti.

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