campo largo Campania 2025
Felice Iossa

20 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Iossa attacca: “Il campo largo è una maionese impazzita, piena di contraddizioni e opportunismo”

L’ex sottosegretario critica duramente l’alleanza progressista: “Cinquestelle e De Luca insieme dopo dieci anni di scontri. Il Psi non può diventare un taxi per il potere”

Parole dure quelle di Felice Iossa, già sottosegretario all’Industria e figura storica dell’area riformista campana, che definisce il campo largo «una maionese impazzita». Iossa ha lanciato un attacco frontale contro la coalizione di centrosinistra che sostiene Roberto Fico alle Regionali 2025, accusandola di incoerenza politica e di opportunismo.

Secondo Iossa, la scelta di unire Movimento 5 Stelle, Pd e liste civiche legate all’ex governatore Vincenzo De Luca rappresenta “una contraddizione insostenibile”, aggravata dalle tensioni interne che attraversano la coalizione.

“Una maionese impazzita: contraddizioni e opportunismo”

«Il cosiddetto campo largo – afferma Iossa – si è trasformato in una maionese impazzita che nasconde, sotto la retorica dell’unità, le sue profonde contraddizioni e l’opportunismo di chi pensa solo a garantirsi un seggio».

L’ex sottosegretario ricorda come il Movimento 5 Stelle, oggi principale alleato del Pd, sia stato per dieci anni tra i più feroci oppositori del governatore De Luca:

«I Cinquestelle sono stati per dieci anni all’opposizione di De Luca, e oggi vengono chiamati a garantirne la continuità. È una contraddizione politica enorme».

Felice Iossa
Felice Iossa

“Il conflitto De Luca–Pd ha reso la Campania ingovernabile”

Nelle parole di Iossa c’è anche una critica diretta al clima politico interno alla Regione:

«Il conflitto permanente tra De Luca e il Pd ha reso ingovernabile la Campania. Questo è il campo largo di una sinistra pasticciona, che ha smarrito la bussola della coerenza e dei valori».

L’ex sottosegretario parla di un’alleanza costruita più su convenienze elettorali che su una visione comune, mettendo in discussione la credibilità del progetto progressista in vista del voto del 23 e 24 novembre.

L’affondo sul Psi: “Da casa dei riformisti a Circumvesuviana di passeggeri abusivi”

Iossa non risparmia neppure il Partito Socialista Italiano, oggi parte integrante del campo largo.

«Il PSI, un tempo casa dei riformisti, è diventato una Circumvesuviana piena di passeggeri abusivi», dichiara con tono amaro.

Il riferimento è alle candidature all’interno della lista socialista:

«Non si può candidare nelle fila del PSI chi ha offeso in modo indegno Bettino Craxi e un sindaco socialista che ha dato tutto se stesso al partito. È inaccettabile che la direzione socialista si pieghi a logiche di potere, tradendo la propria storia».

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

“Codice etico usato in modo spregiudicato”

L’ex sottosegretario denuncia quella che definisce una “strumentalizzazione del codice etico” interno al campo progressista:

«Il codice etico viene ormai usato con spregiudicatezza per saltare dal giustizialismo al garantismo a seconda della convenienza. È un’offesa alla Costituzione e alle leggi dello Stato. È la legge, non i moralisti di turno, a stabilire chi può candidarsi e chi no».

Parole che fanno eco al malcontento di una parte del mondo socialista e moderato, che nelle ultime settimane ha espresso disagio per alcune candidature e per il metodo con cui sono state gestite le liste.

“Sul Golfo la forbice si è ristretta: il centrodestra può vincere”

Nella parte finale dell’intervento, Iossa sposta l’attenzione sul fronte opposto:

«Assistiamo a una vera campagna acquisti di ex amministratori in fuga. Il centrodestra ha capito che può giocarsi una partita decisiva: sul Golfo di Napoli la forbice dei sondaggi si è già ristretta».

Un passaggio che riflette il crescente ottimismo all’interno del blocco guidato da Edmondo Cirielli, che punta a capitalizzare le divisioni nel campo avversario e il voto dei delusi del centrosinistra.

“Il Psi non può essere un taxi per l’opportunismo politico”

Iossa chiude con un richiamo ai valori originari del socialismo riformista:

«Il nostro campo ideale è quello della nostra cultura riformista e della nostra identità, non quello di una sinistra confusa che baratta la dignità per un posto in lista. Il PSI non può essere ridotto a un taxi per l’opportunismo politico».

Un messaggio rivolto non solo ai vertici del partito, ma anche agli elettori indecisi che guardano con scetticismo a un’alleanza segnata da frizioni e personalismi.

fico reddito di dignità
Roberto Fico

Il dissenso dei riformisti e le crepe nel campo largo

Le dichiarazioni di Iossa si inseriscono in un contesto di crescente tensione interna al campo largo, dove convivono anime profondamente diverse: quella movimentista dei 5 Stelle, quella istituzionale del Pd e quella laica e socialista del Psi.

Il suo intervento riflette il malessere di un’area riformista che non si riconosce pienamente nel progetto Fico e che guarda con favore a una ricomposizione moderata più vicina al centrodestra.
Sul piano politico, il messaggio è chiaro. Se il centrosinistra non troverà una sintesi reale, la competizione con Cirielli rischia di trasformarsi in una battaglia interna più che in una sfida elettorale.

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