Fiume Sarno
Fiume Sarno

17 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Fiume Sarno, allarme inquinamento: sequestrato un altro cantiere nautico a Torre Annunziata

L’operazione della Capitaneria e della Procura di Torre Annunziata nell’ambito dei controlli sul bacino del fiume Sarno

A Torre Annunziata sono state sequestrate d’urgenza alcune aree utilizzate da un cantiere navale nell’ambito delle indagini sul presunto inquinamento del fiume Sarno. Il provvedimento è stato eseguito dai militari dopo l’accertamento dell’utilizzo abusivo degli spazi, in assenza dei necessari titoli autorizzativi. L’intervento rientra in una più ampia attività di controllo coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Secondo quanto riferito dalle autorità, il sequestro si è reso necessario per impedire la prosecuzione delle presunte violazioni. Inoltre, serviva per evitare un possibile aggravamento delle conseguenze ambientali. L’area è stata sottoposta a vincolo nell’ambito delle verifiche sul territorio costiero. In particolare, le autorità hanno posto attenzione al sistema fluviale del Sarno e ai suoi effetti sul mare.

Il sequestro d’urgenza del cantiere navale a Torre Annunziata

L’operazione è stata condotta a seguito di accertamenti che avrebbero evidenziato l’utilizzo dell’area da parte del cantiere navale in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. In base a tali riscontri, i militari sono intervenuti con un sequestro d’urgenza. Il provvedimento, spiegano gli inquirenti, ha una finalità preventiva oltre che repressiva. In particolare, serve a interrompere eventuali attività ritenute irregolari e impedire la continuazione di condotte potenzialmente dannose per l’ambiente. L’area sequestrata si inserisce nel contesto delle verifiche su attività produttive e cantieristiche presenti lungo il litorale oplontino.

La Procura di Torre Annunziata ha sottolineato che si tratta dell’ennesimo intervento su cantieri nautici nell’ambito delle indagini sul bacino del Sarno. Si tratta, inoltre, di un’area considerata particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale.

Le indagini sul fiume Sarno e il controllo del territorio costiero

Il sequestro si colloca all’interno di una più ampia campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina e dell’area vesuviana. Le attività sono coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. Inoltre, vengono coinvolte diverse forze di polizia giudiziaria, tra cui la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

L’obiettivo delle indagini è quello di individuare e rimuovere le possibili cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti. C’è una particolare attenzione alle attività industriali e produttive presenti nel bacino idrografico. Le verifiche riguardano aziende e impianti che operano in aree potenzialmente connesse al deflusso delle acque verso il mare. Le operazioni si concentrano anche sulla prevenzione di fenomeni di inquinamento che potrebbero interessare la fascia costiera. L’intento è tutelare la risorsa marina e il suo ecosistema. Le autorità parlano di un’attività continua e capillare di monitoraggio del territorio.

scarichi abusivi fiume Sarno

Il protocollo interistituzionale e le attività di coordinamento

Le indagini in corso si inseriscono nel quadro di un protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 tra le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, l’Arpac e gli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale. Tra i soggetti coinvolti figurano anche il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli e altre forze operative impegnate nei controlli sul territorio. L’accordo mira a rafforzare il coordinamento delle attività investigative. In particolare, queste attività sono finalizzate alla repressione dei fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti.

Secondo quanto previsto dal protocollo, le azioni congiunte consentono una maggiore integrazione tra attività investigative, monitoraggio ambientale e interventi di polizia giudiziaria. Le verifiche proseguono tuttora e potrebbero estendersi ad ulteriori aree del bacino idrografico.

Le autorità giudiziarie ribadiscono che l’attività è in evoluzione. Inoltre, gli accertamenti mirano a ricostruire eventuali responsabilità e criticità lungo l’intera rete fluviale e costiera interessata.

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