Fiume Sarno
Fiume Sarno

10 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Fiume Sarno e rischio inquinamento, officina sotto indagine a Poggiomarino: scatta il sequestro

L’intervento della Polizia metropolitana nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata per la tutela del fiume Sarno

La polizia metropolitana di Napoli ha sequestrato un’officina meccanica e autocarrozzeria a Poggiomarino. L’operazione rientra nelle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata sulle cause dell’inquinamento del fiume Sarno. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’attività sarebbe stata svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali.

Il sequestro dell’officina a Poggiomarino

L’intervento è stato eseguito nelle ultime ore dalla Polizia metropolitana di Napoli nell’ambito di un più ampio piano di controlli sul territorio. L’officina sequestrata si trova a Poggiomarino, nell’area dell’Agro nocerino-sarnese, territorio da tempo interessato da attività di monitoraggio ambientale. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, si tratta di un locale chiuso e coperto di circa 100 metri quadrati, attrezzato per lo svolgimento di attività di meccanica e carrozzeria. Il sequestro è scattato in via d’urgenza a seguito delle verifiche effettuate sul posto, che avrebbero evidenziato irregolarità amministrative e ambientali.

L’azione si inserisce nel quadro delle attività finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle possibili fonti di inquinamento che interessano il bacino del fiume Sarno, uno dei corsi d’acqua più monitorati della regione Campania.

Le irregolarità riscontrate e le attrezzature presenti

Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’attività veniva svolta in assenza dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e senza alcun titolo abilitativo in materia ambientale. Questo elemento ha rappresentato uno dei principali presupposti per il provvedimento di sequestro d’urgenza. All’interno del locale, gli agenti hanno rinvenuto diverse attrezzature tipiche di un’officina meccanica e di una carrozzeria. Tra queste risultano carrelli per la strumentazione, un ponte sollevatore, smerigliatrici, flex, troncatrici, lucidatrici e diverse saldatrici. Erano inoltre presenti bombole presumibilmente contenenti acetilene e argon, utilizzate per le lavorazioni metalliche.

Le attrezzature, secondo quanto riportato, erano installate in modo stabile all’interno della struttura, configurando di fatto un’attività operativa attiva, sebbene priva delle autorizzazioni necessarie. Gli investigatori hanno proceduto al sequestro del locale e delle strumentazioni, che restano ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata

Le indagini sul fiume Sarno e il contesto ambientale

L’operazione si inserisce nel più ampio filone investigativo coordinato dalla Procura di Torre Annunziata, finalizzato a individuare e contrastare le possibili fonti di inquinamento del fiume Sarno. Il corso d’acqua, che attraversa una vasta area della provincia di Napoli e Salerno, è da anni al centro di attenzioni istituzionali per le criticità legate alla qualità delle acque. Le attività di controllo condotte dalla Polizia metropolitana mirano a verificare la regolarità delle imprese operanti nei settori potenzialmente impattanti sull’ambiente, con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera e alla gestione dei rifiuti e dei residui di lavorazione.

In questo contesto, il sequestro dell’officina di Poggiomarino rappresenta uno degli interventi che si collocano nell’ambito delle verifiche diffuse sul territorio, finalizzate alla prevenzione e alla repressione di eventuali condotte illecite che possano contribuire al degrado ambientale del bacino fluviale.

Il ruolo della Polizia metropolitana e il coordinamento investigativo

Le operazioni sono state condotte dalla Polizia metropolitana di Napoli, che opera in sinergia con la magistratura inquirente. Il coordinamento con la Procura di Torre Annunziata consente di indirizzare i controlli verso le aree considerate più sensibili dal punto di vista ambientale. Il sequestro d’urgenza disposto dagli agenti rientra tra gli strumenti previsti per interrompere immediatamente eventuali attività ritenute non conformi alla normativa vigente. L’obiettivo delle indagini è quello di ricostruire eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle autorizzazioni ambientali da parte delle attività produttive presenti sul territorio.

Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi giorni per approfondire ulteriormente la posizione del titolare dell’officina e valutare eventuali ulteriori profili di irregolarità.

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