Influenza variante K in Campania: secondo i medici di base circa 50mila persone sono a letto, mentre Ordine dei medici e Fimmg invitano alla profilassi per ridurre complicanze e accessi in ospedale
In Campania l’influenza sta mettendo a dura prova ambulatori e pronto soccorso. Secondo le stime dei medici di base, in questi giorni sarebbero circa 50mila i cittadini costretti a letto. L’andamento è destinato a crescere durante le festività per effetto di viaggi e riunioni familiari. Sullo sfondo, l’attenzione si concentra sulla cosiddetta “variante K” del virus influenzale. Un’ondata descritta come più precoce e più consistente, ma che – almeno per ora – non risulterebbe associata a un aumento della gravità clinica.
Influenza in Campania: quanti casi e perché il numero può salire
Il dato dei “50mila a letto” arriva dal territorio, attraverso le rilevazioni dei medici di medicina generale. È un numero che fotografa soprattutto la pressione sugli studi. Qui si concentrano consulti, richieste telefoniche e necessità di orientamento clinico nelle prime 24-48 ore dai sintomi.
Il periodo natalizio, per definizione, moltiplica le occasioni di contatto: rientri da fuori regione, pranzi, cenoni, eventi. È per questo che la stima viene letta come una base destinata ad aumentare nel giro di pochi giorni.
Sintomi cambiati: dal gastrointestinale ai disturbi respiratori
Luigi Sparano, segretario provinciale di Napoli della Fimmg, segnala un cambio di quadro rispetto a qualche settimana fa. «È cambiata rispetto a qualche settimana fa, quando i sintomi erano più lievi, prevalentemente gastrointestinali. Attualmente – dice – assistiamo a sintomatologie respiratorie come tosse e raffreddore».
Nello stesso passaggio, però, Sparano precisa un elemento importante per evitare allarmismi: «fino a questo momento non registriamo complicanze diffuse». L’influenza “si è affacciata un po’ prima” rispetto allo scorso anno, ma con una sintomatologia che viene giudicata complessivamente simile.
“Variante K”: cosa dicono i medici sulla severità
Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, spiega che l’ondata legata alla “variante K” non corrisponde, al momento, «ad un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche».
Zuccarelli non minimizza, ma mette l’accento sulla prevenzione. «Una variante – spiega – che può dare qualche problema in più, ma per ora non assistiamo ad un peggioramento dei sintomi». Il punto critico resta la possibilità di complicanze nei soggetti fragili. Questo riguarda soprattutto il fronte respiratorio.

Vaccini: copertura sotto il target e finestra utile fino a metà gennaio
Sul fronte della profilassi i numeri vengono descritti come insufficienti. «Si è vaccinato il 50% degli ultrasessantacinquenni – riflette Sparano -, circa 800 mila cittadini, un dato al di sotto del target ministeriale».
Ed è qui che arriva un messaggio pratico molto chiaro, utile anche per la comunicazione al pubblico: il vaccino resta utile anche ora. «È utile vaccinarsi almeno fino a metà gennaio, per avere una copertura a partire dai successivi 15-20 giorni», ricorda Sparano.
Pronto soccorso “in affanno” e ambulatori “ingolfati”: perché la prevenzione pesa sul sistema
Zuccarelli collega direttamente i bassi numeri vaccinali alla tenuta dell’assistenza. «La profilassi è fondamentale per tutti i soggetti fragili, anche perché in questo momento i Pronto soccorso cittadini sono in grande affanno. Inoltre, gli studi dei medici di base sono ingolfati: così si rischia di creare un’assistenza sicuramente peggiore».
Qui il tema non è solo sanitario, ma organizzativo. Se la domanda esplode, tempi d’attesa e qualità della presa in carico peggiorano per tutti. Ciò è critico soprattutto per chi ha più bisogno.
Picco atteso a breve e consigli: contattare il medico, evitare automedicazione
Il picco influenzale, secondo Zuccarelli, è atteso “nelle prossime due settimane”. E l’indicazione operativa è di evitare il fai-da-te. «Il primo consiglio – prosegue Zuccarelli – è quello di ricorrere ai primi sintomi ad un medico di base per avere gli opportuni consigli. Bisogna evitare di esagerare con le automedicazioni che possono essere dannose».
Viene citata anche l’importanza del monitoraggio, “anche telefonico”, che consente di capire se il decorso resta compatibile con una gestione domiciliare. In caso contrario, servono valutazioni più rapide.
Covid: co-circolazione senza segnali forti, ma attenzione ai fragili
Sulla co-circolazione del Covid, Zuccarelli riferisce che «non ci sono dati significativi», pur riconoscendo che il virus continua a circolare. E aggiunge un consiglio coerente con l’impostazione dell’articolo: per i soggetti fragili può essere prudente vaccinarsi anche contro il Covid, considerati «dati bassissimi» della vaccinazione.
Il quadro campano racconta un’influenza che corre veloce, con sintomi più respiratori e un picco atteso a breve, ma senza un segnale di aggravamento generalizzato. Il vero nodo, evidenziato dai medici, è ridurre il rischio di complicanze nei fragili e alleggerire una rete sanitaria già sotto stress. Da qui l’appello: vaccinarsi ancora è utile, contattare il medico ai primi sintomi, evitare l’automedicazione e monitorare l’evoluzione clinica.


