Casagiove sotto shock per la morte di Francesco Russo: il sacerdote chiede controlli, manutenzione e segnaletica adeguata sulla variante Anas
Casagiove e Caserta piangono la morte di Francesco Russo, 74 anni, vittima dell’ennesimo incidente mortale lungo la Statale 700, all’interno della galleria della Reggia. Un tratto di strada già segnato da numerosi sinistri, ora tornato al centro del dibattito sulla sicurezza. Al dolore della comunità si è unito l’appello accorato di don Stefano Giaquinto, che celebrerà i funerali dell’uomo e chiede interventi urgenti per evitare nuove tragedie.
La dinamica dello schianto nella galleria della Reggia
L’incidente è avvenuto poco dopo le 21 di lunedì. Russo stava tornando verso casa alla guida della sua Fiat 500X, quando — per cause ancora in fase di accertamento — si è scontrato con una Porsche proveniente dalla direzione opposta. L’impatto è stato devastante: la 500X è stata sbalzata al centro della carreggiata, completamente deformata.
Gli agenti della Polizia di Stato e i vigili del fuoco, giunti immediatamente sul posto, si sono trovati di fronte a un quadro drammatico. Russo era rimasto intrappolato tra le lamiere, a testa in giù. Estratto con difficoltà e affidato ai sanitari del 118, per lui non c’è stato nulla da fare.
Il corpo è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria presso Medicina Legale dell’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano”. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’esame esterno della salma, nonostante le cause del decesso appaiano chiare.
Indagini in corso e verifiche sulla dinamica
Gli agenti hanno effettuato i rilievi della scena, ascoltato i testimoni e acquisito elementi utili per ricostruire la dinamica esatta dello scontro. I punti da chiarire sono diversi: velocità dei mezzi, eventuali manovre improvvise, condizioni della strada e illuminazione della galleria.
Le verifiche serviranno a stabilire eventuali responsabilità personali, mentre cresce l’attenzione sullo stato dell’infrastruttura, da anni al centro di polemiche per incidenti frequenti, anche mortali.

Il ricordo di Francesco Russo: una vita tra famiglia e Aeronautica
Francesco Russo era molto conosciuto a Casagiove e Caserta. Ex luogotenente dell’Aeronautica militare, aveva svolto gli ultimi anni di servizio nella tipografia della Scuola allievi sottufficiali. Era vedovo, padre e nonno, un uomo descritto come riservato, con un profondo senso del dovere.
I funerali si svolgeranno domani alle 11.30 nella chiesa di San Michele Arcangelo, dove la comunità potrà stringersi attorno ai figli e ai nipoti del 74enne.
L’appello di don Giaquinto: «Non una statistica, ma un impegno»
Il sacerdote ha pronunciato parole dure e cariche di responsabilità:
«Ancora una volta la Statale 700 diventa il luogo dove la vita si spezza, dove in pochi secondi il destino di una famiglia viene stravolto. Chiedo a chi ha responsabilità di governo controlli seri, manutenzione adeguata, segnaletica efficace e una valutazione reale sullo stato di sicurezza».
Un monito che va oltre il singolo episodio:
«La morte di Francesco non diventi una statistica e non sia archiviata in fretta. Dal dolore deve nascere un impegno: lo dobbiamo a lui, ai suoi figli, ai suoi nipoti e a chi ogni giorno percorre quella strada».
Statale 700: un’arteria strategica ma ad alto rischio
La variante Anas Capua-Maddaloni, concepita per alleggerire il traffico sull’Appia e collegare Caserta e i comuni limitrofi senza attraversare i centri abitati, negli anni si è trasformata in un tratto spesso associato a incidenti gravi.
La questione divide da tempo tecnici e cittadini:
- attribuire unicamente alla strada le cause degli incidenti sarebbe riduttivo, perché spesso emergono distrazioni, velocità e violazioni del Codice della strada;
- ma ignorare la necessità di interventi strutturali — manutenzione, segnaletica, illuminazione, controlli — sarebbe altrettanto irresponsabile.
La tragedia di Russo riporta il problema al centro dell’agenda pubblica, mentre cresce la richiesta di un’azione coordinata tra enti locali, Anas e Prefettura.
Una comunità ferita che chiede risposte
Casagiove vive ore di dolore e sgomento. L’ennesima vittima sulla Statale 700 alimenta la paura e la domanda di sicurezza da parte dei cittadini, che chiedono interventi concreti e non solo reazioni emotive.
L’appello di don Giaquinto, forte e diretto, rappresenta il sentimento collettivo: la morte di un uomo non può essere archiviata come un numero. Ogni vita spezzata deve servire a correggere ciò che non funziona, per prevenire altre tragedie.


