Marco Pizzella
Marco Pizzella

6 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Schianto nella galleria di Seiano, muore dopo tre mesi il pizzaiolo Marco Pizzella a Castellammare di Stabia

L’uomo, 45 anni, era rimasto gravemente ferito in un incidente in moto avvenuto lo scorso aprile in Penisola Sorrentina

Si è spento dopo oltre due mesi e mezzo di agonia Marco Pizzella, pizzaiolo di 45 anni originario di Castellammare di Stabia. L’uomo era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale in moto all’interno della galleria di Seiano lo scorso 19 aprile. Da quel giorno era ricoverato in condizioni critiche fino al decesso avvenuto nelle ultime ore. La notizia ha suscitato profondo cordoglio nella comunità stabiese, dove l’uomo era conosciuto e stimato per il suo lavoro e per i legami familiari e sociali nel quartiere San Marco.

L’incidente nella galleria di Seiano

Il dramma si è consumato nel pomeriggio del 19 aprile all’interno della galleria di Seiano, lungo un tratto stradale ad alta percorrenza della Penisola Sorrentina. Marco Pizzella era in sella alla sua moto e stava percorrendo la strada per raggiungere la figlia, che avrebbe dovuto riaccompagnare a casa dopo un incontro in zona. Secondo la ricostruzione iniziale, durante il transito si è verificato un violento impatto con un’automobile. La dinamica dello scontro ha provocato la perdita di controllo dei mezzi e una caduta rovinosa sull’asfalto. L’urto ha avuto conseguenze gravissime per il 45enne, che è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale.

Fin dai primi momenti, le condizioni dell’uomo sono apparse disperate. I sanitari hanno disposto il ricovero in terapia intensiva, dove è stato sottoposto a cure costanti e a un monitoraggio continuo.

Il lungo ricovero e la battaglia per la vita

Il percorso clinico di Marco Pizzella è stato segnato da un lungo periodo di incoscienza. L’uomo è rimasto in coma per oltre dieci settimane, senza mai riprendere conoscenza. Il quadro medico è rimasto stabile nella sua gravità per gran parte del ricovero, alternando fasi di lieve instabilità a momenti di apparente equilibrio clinico.

Nel corso delle settimane, familiari e amici hanno mantenuto una presenza costante, vivendo un’attesa sospesa tra speranza e preoccupazione. Nonostante gli sforzi del personale sanitario, le condizioni non hanno mostrato segnali di miglioramento significativo. Negli ultimi giorni il quadro clinico è peggiorato in maniera improvvisa. Il decesso è sopraggiunto nelle scorse ore, chiudendo un periodo di lunga sofferenza iniziato subito dopo l’incidente.

Ospedale - immagine di repertorio
Ospedale – immagine di repertorio

Il dolore della comunità stabiese

La morte di Marco Pizzella ha colpito profondamente Castellammare di Stabia, in particolare il quartiere San Marco dove l’uomo era cresciuto e dove era molto conosciuto. Pizzaiolo apprezzato, aveva lavorato per anni tra Castellammare e la Penisola Sorrentina, costruendo la propria esperienza professionale in diverse attività del settore. Negli ultimi tempi era impiegato in un locale della zona del Petraro, al confine con Santa Maria la Carità.

Il ricordo che emerge tra chi lo conosceva è quello di una persona legata al lavoro e alla famiglia, in particolare alla figlia, per la quale si era recato in Penisola Sorrentina il giorno dell’incidente. Numerosi i messaggi di cordoglio rivolti ai familiari, che in queste ore stanno ricevendo la vicinanza di amici, colleghi e conoscenti.

Una tragedia che riapre il tema della sicurezza stradale

L’ennesimo incidente mortale avvenuto lungo le arterie della Penisola Sorrentina riporta l’attenzione sulla sicurezza di un tratto stradale caratterizzato da traffico intenso, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. La galleria di Seiano è da tempo considerata un punto delicato della viabilità locale, spesso teatro di rallentamenti e sinistri. La vicenda di Marco Pizzella si aggiunge a una serie di episodi che hanno segnato il territorio, riaccendendo il dibattito sulle condizioni di sicurezza e prevenzione.

Per la comunità di Castellammare di Stabia si tratta di un’altra perdita che lascia un vuoto profondo. Il ricordo del 45enne rimane legato alla sua attività lavorativa e alla sua vita familiare, interrotta improvvisamente dopo tre mesi di lotta tra la vita e la morte.

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