Auto Carabinieri
Auto dei Carabinieri - Immagine di repertorio
📍 Caserta

9 Luglio 2026

Martina Sarracino

Caserta, tangenti per l’appalto Tav Napoli-Bari: l’inchiesta si allarga, indagato un funzionario Rfi

L’inchiesta sulle presunte tangenti legate ai lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari si allarga e coinvolge anche un funzionario di Rfi

Si allarga l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sul presunto sistema di tangenti legato alla gestione delle terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Dopo i primi sviluppi investigativi emersi nelle scorse settimane, gli inquirenti hanno esteso gli accertamenti anche a un funzionario di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Hanno ipotizzato un articolato meccanismo corruttivo finalizzato all’assegnazione di un importante appalto pubblico. L’indagine, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e dai pubblici ministeri Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, punta a fare luce su presunti accordi illeciti che avrebbero favorito l’imprenditore casertano Antonio Luserta nell’ottenimento di un contratto dal valore superiore ai 9 milioni di euro.

L’appalto sotto la lente della Procura

Al centro dell’inchiesta c’è il conferimento di circa due milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo provenienti dai lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’appalto sarebbe stato assegnato grazie all’intervento dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, che avrebbe favorito l’imprenditore nei rapporti con Rfi. In cambio di questo presunto interessamento, Marino avrebbe ricevuto una tangente di poco superiore ai 200 mila euro. Si tratta, al momento, di accuse formulate dalla Procura che dovranno essere verificate nel corso dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza.

Coinvolto anche un funzionario di Rfi

Le indagini hanno portato gli investigatori a ipotizzare il coinvolgimento del funzionario di Rfi Domenico Semplice, anch’egli indagato per corruzione. Secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto quasi 500 mila euro per favorire l’operazione. Insieme a lui risultano indagati anche la moglie Laura Arena, avvocato, gli imprenditori Giovanni Sferragatta e Vincenzo Bifulco, oltre all’architetto Gaetano Sacco, consulente delle aziende coinvolte. I cinque nuovi indagati si aggiungono ai tre già iscritti nel registro degli indagati. Si parla, dunque, di Carlo Marino, Antonio Luserta e l’avvocato Vincenzo Iorio, collaboratore dell’ex sindaco.

Carabinieri - immagine di repertorio
Carabinieri – immagine di repertorio

Perquisizioni, contanti e un Rolex da 80 mila euro

Nella giornata di giovedì i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito una nuova serie di perquisizioni su disposizione della Procura. Durante le operazioni sarebbero stati sequestrati denaro contante e un orologio Rolex del valore stimato di circa 80 mila euro, elementi che saranno ora analizzati dagli investigatori per verificarne l’eventuale collegamento con i fatti contestati. Gli accertamenti mirano inoltre a ricostruire i flussi finanziari e a individuare eventuali ulteriori benefici economici derivanti dal presunto sistema corruttivo.

L’ipotesi di un sistema più ampio

Secondo quanto emerge dall’attività investigativa, il caso potrebbe non essere isolato. Gli inquirenti ritengono infatti che il presunto meccanismo di tangenti possa aver coinvolto anche altri imprenditori operanti nel settore delle cave e dello smaltimento dei materiali da scavo. Avrebbero, infatti, versato somme di denaro al funzionario di Rfi per ottenere vantaggi negli affidamenti. Si tratta di un’ipotesi investigativa che amplia notevolmente il perimetro dell’inchiesta e lascia intendere come gli accertamenti siano ancora in pieno svolgimento.

La Procura continua a raccogliere documentazione, testimonianze e riscontri contabili per verificare la fondatezza delle accuse. Nei prossimi mesi potrebbero emergere ulteriori sviluppi. Tutti gli indagati restano da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. L’inchiesta rappresenta uno dei fascicoli più rilevanti aperti negli ultimi mesi in Campania, soprattutto perché riguarda opere infrastrutturali di grande valore economico e strategico per il Paese.

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