Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi
📍 Napoli

21 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Caso Domenico Caliendo, la cardiochirurga Bergonzoni interrogata per oltre due ore nell’inchiesta sulla morte del bimbo dopo il trapianto al Monaldi

L’audizione riguarda la tranche sull’ipotesi di falso nella cartella clinica del bambino deceduto dopo un trapianto di cuore fallito

È durato poco più di due ore l’interrogatorio preventivo di Emma Bergonzoni, cardiochirurga indagata nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta dopo un trapianto di cuore fallito eseguito nell’ospedale Monaldi di Napoli. L’audizione, svolta davanti al giudice per le indagini preliminari, rientra nella tranche investigativa relativa all’ipotesi di falso nella documentazione clinica. La Procura di Napoli ha acquisito nuovi elementi, tra cui testimonianze e un video, che avrebbero portato al nuovo confronto con la professionista.

L’interrogatorio davanti al giudice e la posizione della difesa

L’interrogatorio di Emma Bergonzoni si è svolto nel Palazzo di Giustizia ed è durato circa due ore. La cardiochirurga è indagata insieme ad altri sanitari nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli. Secondo quanto riporta Fanpage, all’uscita, l’avvocato Vincenzo Maiello, legale della dottoressa, non ha rilasciato dichiarazioni nel merito, limitandosi a una breve frase: “Lasciatemi riflettere”. La posizione della difesa, al momento, resta quindi riservata in attesa di ulteriori sviluppi. La nuova convocazione della cardiochirurga si inserisce in un filone investigativo che riguarda la presunta manipolazione dei dati sanitari relativi al piccolo paziente. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, la documentazione clinica sarebbe stata oggetto di possibili modifiche.

Le ipotesi della Procura e i nuovi elementi acquisiti

L’indagine, coordinata dai magistrati della Procura di Napoli, si concentra su una possibile discrepanza tra i dati riportati nella cartella clinica e quelli contenuti nel referto operatorio. In particolare, gli inquirenti stanno verificando la ricostruzione dei tempi e delle procedure relative all’intervento chirurgico. Tra gli elementi acquisiti di recente figurano nuove testimonianze e un video estratto dal cellulare di un operatore socio-sanitario, che sarebbero stati ritenuti rilevanti per chiarire alcune fasi dell’intervento.

Secondo l’ipotesi investigativa, la cardiochirurga e un altro medico coinvolto avrebbero modificato alcuni dati relativi alla documentazione clinica del paziente. Si tratta di contestazioni ancora al vaglio degli inquirenti e che dovranno essere eventualmente verificate nelle sedi giudiziarie competenti.

Domenico Caliendo
Domenico Caliendo

Il caso del piccolo Domenico Caliendo e l’intervento del 23 dicembre

Il piccolo Domenico Caliendo, di due anni e mezzo, era stato sottoposto a un trapianto di cuore il 23 dicembre nell’Ospedale Monaldi di Napoli. L’intervento aveva previsto l’impianto di un organo proveniente da Bolzano, ma secondo quanto emerso nelle indagini il cuore sarebbe arrivato già danneggiato a causa di un problema legato alla conservazione durante il trasporto. In particolare, una delle ipotesi al vaglio riguarda l’utilizzo di ghiaccio secco al posto di quello naturale nel box di trasporto dell’organo. Questa circostanza avrebbe potuto compromettere le condizioni del cuore prima del trapianto, secondo quanto riportato dagli inquirenti nelle prime fasi dell’inchiesta. Il bambino è deceduto nel febbraio successivo all’intervento. L’inchiesta è stata successivamente ampliata per ricostruire in modo dettagliato tutte le fasi del percorso clinico e operatorio.

Le verifiche sulla documentazione clinica e il lavoro degli inquirenti

Una parte centrale dell’indagine riguarda la ricostruzione dei dati registrati nella cartella clinica elettronica (Cec). Gli investigatori stanno confrontando i tempi riportati nei documenti ufficiali con quelli emergenti da altre fonti, comprese le registrazioni operatorie e le testimonianze del personale sanitario. L’attenzione si concentra in particolare sulla coerenza tra le diverse fasi dell’intervento e sulla corretta registrazione degli eventi clinici. Le contestazioni, in questa fase, restano ipotesi accusatorie e non costituiscono ancora accertamenti definitivi. Al momento, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Sarà quindi il lavoro degli inquirenti e le eventuali decisioni del giudice a stabilire i passaggi successivi.

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