Legambiente chiede controlli e monitoraggio ambientale dopo l’incendio alla Termoplast di Sarno: i roghi colpiscono ancora
Una notte di paura ha interessato la città di Sarno, in provincia di Salerno, dove un vasto incendio è divampato all’interno dello stabilimento Termoplast, situato nell’area industriale di via Ingegno. Le fiamme si sono propagate rapidamente all’interno della struttura, generando una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. Numerosi cittadini hanno segnalato il rogo ai numeri di emergenza, allarmati sia dal bagliore prodotto dall’incendio sia dalla grande nube che si è alzata sopra l’area industriale. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate per molte ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Al momento, le cause dell’incendio non sono ancora state accertate e sono in corso le verifiche da parte delle autorità competenti.
L’allarme di Legambiente Campania
A seguito dell’accaduto, è intervenuta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, che ha evidenziato la necessità di adottare misure immediate per tutelare la popolazione e l’ambiente. “In attesa che si accerti le cause del grave incendio è fondamentale mettere in campo tutte le necessarie misure e le informazioni utili per garantire la salute delle cittadine e dei cittadini e per monitorare gli eventuali danni ambientali. Troppi incendi si stanno verificando in impianti presenti nelle aree industriali. Incendi che destano preoccupazione e che dimostrano che è tempo di introdurre azioni sistematiche di controllo e prevenzione delle aree produttive campane”. Le dichiarazioni sottolineano come episodi di questo tipo stiano diventando sempre più frequenti nelle aree industriali della Campania. Alimentano, dunque, anche timori sulla sicurezza degli impianti e sull’efficacia delle attività di prevenzione.
Impianti a rischio e prevenzione degli incendi
Secondo Legambiente, particolare attenzione deve essere rivolta agli impianti che trattano materiali potenzialmente pericolosi o altamente infiammabili. La presidente dell’associazione ambientalista ha infatti aggiunto: “Sorvegliati speciali’ devono essere gli impianti che trattano rifiuti, ma anche gli insediamenti produttivi che lavorano materiali altamente infiammabili. Le condizioni meteo di caldo estremo rendono oltremodo suscettibili gli inneschi di incendi in ogni dove, aree antropiche e naturali, per dolo o colpa. Quando ci sono particolari quantità di materiali infiammabili è necessario avere la capacità di intervenire in esordio, nelle primissime fasi dell’incendio utilizzando tutte le innovazioni e tecnologie oggi esistenti”. Le parole di Imparato mettono in evidenza il ruolo che le alte temperature possono avere nell’aumentare il rischio di incendi, soprattutto durante i mesi estivi caratterizzati da ondate di calore sempre più intense.
La necessità di monitoraggi ambientali
Uno degli aspetti più delicati riguarda le possibili conseguenze ambientali e sanitarie derivanti dalla combustione dei materiali presenti nello stabilimento. Per questo motivo, Legambiente chiede che vengano effettuati controlli approfonditi sulla qualità dell’aria e sull’eventuale presenza di sostanze nocive nell’ambiente circostante. Il monitoraggio rappresenta uno strumento fondamentale per fornire informazioni chiare ai cittadini e valutare eventuali rischi per la salute pubblica, soprattutto nelle aree più vicine al sito interessato dall’incendio.
L’incendio di Sarno riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza, specie nelle aree industriali e di prevenzione dei rischi ambientali. Le temperature sono sempre più alte e possono esserci rischi non indifferenti, specie dove ci sono impianti che trattano materiali sensibili. Per questo diventa fondamentale investire in sistemi di controllo, tecnologie di rilevazione precoce e piani di emergenza efficaci.


