Le fiamme si sono sviluppate nella notte nel piano interrato della struttura sanitaria, senza causare feriti ma danneggiando alcuni vetrini istologici conservati nel reparto
Un incendio si è sviluppato nella notte nel reparto di Anatomia patologica dell’Istituto dei Tumori “Pascale” di Napoli. Le fiamme hanno interessato il piano interrato della struttura, dove si trovano alcuni impianti elettrici. Non si registrano feriti né evacuazioni. L’episodio ha però provocato la distruzione di una decina di vetrini istologici conservati nel reparto, con l’avvio immediato delle verifiche per risalire ai pazienti coinvolti.
Le fiamme nel piano interrato e l’intervento dei Vigili del Fuoco
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe divampato per cause accidentali a seguito di un corto circuito che ha interessato alcuni pannelli elettrici collocati nel piano interrato dell’istituto. Le fiamme si sono sviluppate rapidamente, generando una densa colonna di fumo che, attraverso gli impianti di aerazione, ha raggiunto anche alcuni reparti situati ai piani superiori. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato per circoscrivere il rogo e mettere in sicurezza l’area interessata. Le operazioni hanno consentito di evitare conseguenze più gravi e di limitare i danni alla sola zona coinvolta dall’incendio. Le autorità intervenute non hanno rilevato situazioni di inagibilità della struttura. Non si sono registrati feriti tra pazienti, personale sanitario o operatori presenti nella struttura al momento dell’evento.
I danni ai campioni biologici e le verifiche sui pazienti
L’Istituto dei Tumori “Pascale” ha confermato che l’incendio ha provocato la distruzione di circa una decina di vetrini istologici conservati nel reparto di Anatomia patologica. Si tratta di campioni biologici utilizzati per le analisi diagnostiche su pazienti oncologici. La Direzione generale ha immediatamente attivato le procedure interne per la gestione dell’emergenza e per la verifica dei danni. In particolare, il direttore generale Maurizio Di Mauro ha disposto l’avvio di accertamenti per identificare con precisione i pazienti ai quali appartenevano i campioni danneggiati. Le strutture competenti dell’istituto saranno impegnate nel contatto diretto con i pazienti interessati, con l’obiettivo di informarli dell’accaduto e valutare insieme eventuali azioni successive, anche sul piano diagnostico e clinico. L’istituto ha sottolineato la necessità di garantire trasparenza e continuità assistenziale in una fase considerata delicata.

Sicurezza dei reparti e ripresa delle attività
Nonostante l’episodio, l’Istituto dei Tumori ha fatto sapere che i danni complessivi risultano limitati all’area in cui si è sviluppato l’incendio. Le verifiche tecniche successive hanno consentito di confermare la sicurezza degli ambienti e la piena agibilità della struttura. Sono già state messe in atto le misure necessarie per garantire la continuità dei servizi sanitari e la ripresa delle attività ordinarie. Il reparto di Anatomia patologica dovrebbe tornare pienamente operativo a partire da lunedì, secondo quanto comunicato dalla direzione. Secondo quanto riporta Napoli Today, il direttore generale Maurizio Di Mauro ha definito l’accaduto “un evento grave”, sottolineando però la rapidità dell’intervento e la priorità assegnata alla tutela dei pazienti. “La nostra priorità in questo momento è tutelare i pazienti coinvolti, garantendo loro la massima assistenza e trasparenza”, ha dichiarato, aggiungendo che l’istituto sta lavorando “senza sosta per ripristinare completamente le attività e assicurare standard elevati di sicurezza e qualità”.
Accertamenti in corso sulle cause
Le cause dell’incendio restano al momento riconducibili a un probabile corto circuito, ma ulteriori verifiche tecniche saranno necessarie per accertare con precisione la dinamica dell’evento. Le indagini interne e le valutazioni degli impianti elettrici proseguiranno nei prossimi giorni. L’attenzione resta alta soprattutto per la gestione dei campioni biologici e per la continuità delle attività diagnostiche, considerate fondamentali per i percorsi di cura dei pazienti oncologici seguiti dall’istituto napoletano.


