Terra dei Fuochi
Terra dei Fuochi - Immagine di repertorio

23 Luglio 2026

Redazione Il Campano

Incendi nella Terra dei Fuochi, a Caivano brucia anche un’area sequestrata: Arpac monitora diossine e inquinanti

Le fiamme sono divampate nei pressi della Statale 7Bis, interessando terreni con rifiuti e resti di veicoli. Attivato il monitoraggio di diossine, furani e policlorobifenili

Una serie di incendi divampati nel primo pomeriggio a Caivano ha interessato diversi terreni situati nei pressi della strada statale 7Bis, dove erano presenti rifiuti di varia tipologia e resti di veicoli fuori uso. Tra le aree raggiunte dalle fiamme figura anche un terreno già sottoposto a sequestro giudiziario, un elemento che rende ancora più delicato il quadro e riporta l’attenzione sul controllo delle zone utilizzate per l’abbandono o il deposito illecito di materiali.

Su richiesta della Prefettura di Napoli, nell’ambito delle attività coordinate dal Centro coordinamento soccorsi, sono intervenuti i tecnici del dipartimento provinciale dell’Arpa Campania. L’agenzia ha attivato un dispositivo di monitoraggio dell’aria per verificare l’eventuale presenza di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili, sostanze che possono essere generate dalla combustione incontrollata di rifiuti e materiali eterogenei.

I roghi nei pressi della Statale 7Bis

Gli incendi hanno coinvolto più terreni nella zona di Caivano, in prossimità della Statale 7Bis. I tecnici arrivati sul posto hanno rilevato la presenza di diversi focolai, mentre i vigili del fuoco erano impegnati nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza.

La natura dei materiali bruciati rappresenta il primo elemento di preoccupazione. Tra i rifiuti presenti figuravano infatti anche componenti e resti di veicoli fuori uso, la cui combustione può liberare nell’atmosfera una miscela di sostanze potenzialmente dannose. Proprio per questo il monitoraggio ambientale è stato attivato parallelamente alle attività di spegnimento.

terra dei fuochi
Un’immagine di repertorio della Terra dei Fuochi

Fiamme anche in un’area già sequestrata

Uno dei roghi ha interessato un terreno che risultava già sottoposto a sequestro giudiziario. All’interno dell’area erano depositati rifiuti di diversa natura, compresi materiali riconducibili a veicoli dismessi.

La circostanza apre un interrogativo che va oltre l’emergenza immediata: come sia stato possibile che un’area già vincolata e oggetto di attenzione giudiziaria continuasse a ospitare materiali esposti al rischio di incendio. Gli eventuali profili di responsabilità e le condizioni di custodia del terreno dovranno essere approfonditi dalle autorità competenti.

Il dato conferma ancora una volta quanto il contrasto ai roghi richieda non soltanto interventi successivi alle fiamme, ma una vigilanza costante sui siti nei quali vengono accumulati rifiuti e materiali facilmente combustibili.

Il monitoraggio di diossine e furani

In accordo con i vigili del fuoco, Arpa Campania ha installato nella zona un dispositivo destinato al campionamento degli inquinanti aerodispersi. Le analisi riguarderanno in particolare diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili, composti che possono persistere nell’ambiente e accumularsi nella catena alimentare.

La presenza di fumo scuro o di odori intensi non consente, da sola, di stabilire il livello di contaminazione. Per comprendere l’effettivo impatto dell’incendio sono necessari campionamenti, analisi di laboratorio e una valutazione complessiva dei dati raccolti.

Arpac ha precisato che i risultati saranno pubblicati sul proprio sito istituzionale non appena disponibili. Fino ad allora non è possibile formulare conclusioni sulla concentrazione degli inquinanti né sull’eventuale rischio per la popolazione.

La qualità dell’aria al centro degli accertamenti

Il monitoraggio servirà a verificare se i fumi prodotti dai roghi abbiano alterato in modo significativo la qualità dell’aria nella zona interessata e nei territori circostanti. Oltre alla tipologia dei rifiuti bruciati, saranno rilevanti la durata degli incendi, la direzione del vento e le condizioni atmosferiche registrate durante le operazioni.

In casi simili, la dispersione degli inquinanti può variare sensibilmente anche nel giro di poche ore. La lettura dei dati dovrà quindi tenere conto sia dei risultati dei campionamenti sia dell’evoluzione meteorologica e della distanza dai centri abitati.

In attesa degli esiti ufficiali, è importante evitare interpretazioni allarmistiche, ma anche non sottovalutare la natura dei materiali coinvolti e la necessità di fornire ai cittadini informazioni tempestive e comprensibili.

Una ferita ancora aperta nella Terra dei Fuochi

Gli incendi di Caivano si inseriscono in un territorio che da anni convive con il fenomeno dei roghi di rifiuti e con le conseguenze ambientali e sanitarie dell’abbandono illecito. Ogni nuovo incendio riapre una questione mai completamente risolta: quella della prevenzione, del controllo dei terreni e della bonifica delle aree compromesse.

La risposta non può limitarsi allo spegnimento delle fiamme. Occorre individuare l’origine dei roghi, verificare la provenienza dei materiali e chiarire chi fosse responsabile della custodia delle aree coinvolte. Nel caso del terreno già sequestrato, questi interrogativi assumono un peso ancora maggiore.

Attesi i risultati delle analisi

Le operazioni di spegnimento e monitoraggio proseguono sotto il coordinamento delle autorità competenti. Gli esiti delle analisi ambientali consentiranno di stabilire se siano state registrate concentrazioni anomale di diossine, furani o altri composti pericolosi.

Fino alla pubblicazione dei dati, il quadro resta in fase di valutazione. Resta però un fatto già chiaro: a Caivano sono andati in fiamme terreni carichi di rifiuti, compresa un’area già sottoposta a sequestro. Un episodio che impone risposte non soltanto sull’impatto ambientale dell’incendio, ma anche sull’efficacia dei controlli e sulla gestione dei siti a rischio.

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