Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati
Pasquale Aliberti

23 Luglio 2026

Redazione Il Campano

Forza Italia, terremoto nel Salernitano: Aliberti si dimette dopo 32 anni di militanza

Il sindaco di Scafati lascia la presidenza provinciale dopo 32 anni di militanza. Nessuna polemica aperta, ma parole dure sulla dirigenza: «È giusto dare spazio a chi viene considerato con una marcia in più»

Pasquale Aliberti ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente provinciale di Forza Italia a Salerno, ruolo al quale era stato eletto all’unanimità durante il congresso provinciale del partito. La decisione è stata annunciata dallo stesso sindaco di Scafati con una dichiarazione che, pur escludendo polemiche immediate, lascia emergere una frattura profonda con la dirigenza azzurra.

«Faccio un passo indietro, senza polemiche. Quando hai chiara la percezione, dopo 32 anni di militanza, di essere diventato un peso per il partito e non una risorsa, è giusto dare spazio a chi ha, nella visione della dirigenza, una marcia in più», ha affermato Aliberti, che ricopre anche il ruolo di capogruppo di Forza Italia, Lega e Noi Moderati in Provincia di Salerno.

Le dimissioni aprono ora una nuova fase per il coordinamento provinciale del partito e pongono il tema della successione, ma soprattutto impongono di comprendere quali siano stati i passaggi politici che hanno portato un dirigente storico a sentirsi ormai marginale all’interno della propria formazione.

Un passo indietro dopo 32 anni

La scelta di Aliberti assume un peso particolare proprio per la durata del suo percorso politico. Trentadue anni di militanza rappresentano una parte significativa della storia locale di Forza Italia e collocano il sindaco di Scafati tra le figure più radicate del partito nel territorio salernitano.

La sua elezione alla presidenza provinciale era avvenuta all’unanimità, un dato che rende ancora più evidente la distanza tra il consenso raccolto al congresso e la percezione maturata successivamente nei rapporti con la dirigenza.

Aliberti non indica nomi né ricostruisce episodi specifici, ma la formula scelta è netta: sentirsi un peso e non più una risorsa significa riconoscere che il rapporto politico si è incrinato e che le condizioni per continuare a guidare il partito provinciale non vengono più considerate condivise.

sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti
Pasquale Aliberti

«I matrimoni devono essere condivisi»

Il sindaco di Scafati definisce la decisione difficile e utilizza una metafora che restituisce il senso politico delle dimissioni: «Nella vita i matrimoni devono essere sempre condivisi».

La frase sembra riferirsi alla necessità di un rapporto reciproco tra il dirigente territoriale e i vertici del partito. Quando questa condivisione viene meno, secondo Aliberti, il passo indietro diventa inevitabile.

L’ex presidente provinciale rinvia però a un momento successivo ogni ulteriore chiarimento. «Le motivazioni e i percorsi saranno oggetto di una riflessione più profonda che oggi non mi sento di fare», conclude, lasciando aperti interrogativi sugli equilibri interni, sulle scelte della dirigenza e sulle prospettive future del suo stesso percorso politico.

Il ricordo di Silvio Berlusconi

Nel messaggio con cui annuncia le dimissioni, Aliberti dedica un passaggio particolarmente sentito a Silvio Berlusconi, legando la propria militanza non soltanto a un’appartenenza politica, ma anche a un rapporto personale costruito nel corso degli anni.

«Il grazie più grande, da un punto di vista umano, va a Silvio Berlusconi, ai comportamenti che ha avuto con me in oltre trent’anni di militanza», afferma il sindaco, ricordando in particolare la telefonata ricevuta dopo la vittoria alle elezioni comunali del 2023 a Scafati.

Secondo il racconto di Aliberti, Berlusconi lo chiamò personalmente per ringraziarlo della soddisfazione legata al risultato elettorale. Un ricordo che diventa quasi il punto conclusivo di una lunga stagione politica e che evidenzia il legame tra il dirigente salernitano e il fondatore di Forza Italia.

Il peso politico di Scafati

Pasquale Aliberti resta sindaco di Scafati e conserva un ruolo rilevante anche in Provincia, dove guida il gruppo composto da Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Le dimissioni dalla presidenza provinciale non equivalgono quindi, almeno per il momento, a un abbandono della vita politica né a un’uscita formalizzata dal partito.

La sua posizione territoriale continua però ad avere un peso significativo. Scafati rappresenta uno dei Comuni più importanti della provincia di Salerno e la vittoria del 2023 aveva restituito ad Aliberti una forte centralità politica, richiamata anche nel messaggio dedicato a Berlusconi.

Proprio per questo il passo indietro rischia di avere conseguenze sugli equilibri del centrodestra salernitano, soprattutto se alle dimissioni dovessero seguire nuove prese di posizione o una riflessione più ampia sulla collocazione politica del sindaco.

Si apre la successione provinciale

Con l’uscita di scena di Aliberti dalla guida provinciale, Forza Italia dovrà ora individuare la soluzione organizzativa per il coordinamento salernitano. La scelta del nuovo presidente o commissario sarà anche un’indicazione della linea che i vertici intendono seguire e dei rapporti di forza interni al partito.

La fase che si apre non sarà soltanto amministrativa. Le dimissioni di un presidente eletto all’unanimità impongono infatti una riflessione sulle ragioni che hanno portato alla rottura e sulla capacità del partito di mantenere insieme le diverse sensibilità territoriali.

Aliberti assicura di non voler alimentare polemiche, ma le sue parole sono già un atto politico. Dire di essere diventato un peso significa chiamare in causa, sia pure indirettamente, chi avrebbe smesso di considerarlo una risorsa.

Una frattura ancora da spiegare

Per comprendere fino in fondo la portata delle dimissioni sarà necessario attendere le riflessioni annunciate dallo stesso Aliberti e le reazioni ufficiali dei vertici di Forza Italia. Al momento resta il dato di una scelta sofferta, maturata dopo oltre tre decenni di militanza e accompagnata da un richiamo alla mancanza di condivisione.

Il futuro del coordinamento provinciale dipenderà dalle decisioni del partito, mentre quello politico di Aliberti resta aperto. Il sindaco di Scafati non ha annunciato addii né cambi di schieramento, ma ha segnato una distanza che difficilmente potrà essere ignorata.

Forza Italia nel Salernitano entra così in una fase nuova, con una guida da ricostruire e una frattura da chiarire prima che diventi più profonda.

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