Tampone Hantavirus
Tampone Hantavirus
📍 Torre del Greco

11 Maggio 2026

Martina Sarracino

Hantavirus, il caso a Torre del Greco: primo tampone negativo per il marittimo campano. Sale l’allerta sui voli dalle aree a rischio

Il primo tampone risulta negativo per il giovane marittimo napoletano di Torre del Greco dopo un contatto con una paziente affetta da Hantavirus: stretta sui controlli

Nessun sintomo e primo tampone negativo per il marittimo napoletano di 24 anni residente a Torre Del Greco, come riporta Il Mattino. Il giovane è finito sotto osservazione dopo un contatto considerato a rischio con una paziente che aveva contratto l’Hantavirus. Attualmente resta in quarantena fiduciaria domiciliare, sottoposto a sorveglianza attiva da parte delle autorità sanitarie, secondo i protocolli di massima precauzione predisposto dal Ministero della Salute e della Regione Campania. Il caso ha attirato l’attenzione delle autorità italiana perché collegato al focolaio che si è sviluppato sulla nave da crociera “Mv Hondius”, dove si sono registrati diversi contagi e tre decessi legati al ceppo Andes dell’Hantavirus sudamericano. Nonostante questo, gli esperti ribadiscono che il rischio di diffusione nel nostro Paese resta molto basso e che non esiste alcun pericolo pandemico.

Il contatto sul volo internazionale

Il giovane campano era a bordo di un volo Klm partito da Johannesburg e diretto in Olanda, con successiva coincidenza per Roma. Sullo stesso aereo viaggiava una donna risultata poi positiva all’Hantavirus, moglie del cosiddetto “paziente zero” del focolaio verificatosi sulla nave “Mv Hondius”. Secondo quanto ricostruito, il 24enne si trovava circa dieci file più avanti rispetto alla passeggera malata. Il contatto viene definito dagli esperti “Fugace, non stretto e non prolungato”, motivo per cui il rischio di contagio è ritenuto remoto. La donna, già in condizioni precarie durante il volo del 25 aprile scorso, fu fatta scendere dall’aereo prima della partenza perché troppo malata per viaggiare. Ricoverata successivamente in ospedale, non è sopravvissuta all’infezione. Insieme al marittimo campano, anche altri tre italiani presenti sullo stesso volo, residenti in Calabria, Veneto e Toscana, sono stati inseriti in un protocollo di monitoraggio sanitario.

Hantavirus
Hantavirus

Sorveglianza e protocolli sanitari

L’Istituto Superiore di Sanità con il supporto del laboratorio dello Spallanzani di Roma ha effettuato il primo tampone molecolare sul giovane di Torre del Greco. L’esito negativo rappresenta un segnale rassicurante, ma non sufficiente a interrompere il periodo di osservazione. La quarantena domiciliare durerà, infatti, circa sei settimane, pari al massimo periodo di incubazione previsto per il virus. Durante questo periodo il giovane sarà contattato quotidianamente dagli operatori sanitari della Asl Napoli 3 Sud per monitorare eventuali sintomi e controllare la temperatura corporea.

La Regione Campania ha inoltre trasmesso linee guida operative a ospedali, Asl, autorità aeroportuali e portuali per la gestione di eventuali casi sospetti. In caso di positività ai successivi tamponi, scatterebbero immediatamente procedure di biocontenimento, ricovero protetto e isolamento presso il reparto di malattie infettive ad alta intensità dell’ospedale Cotugno di Napoli. Al momento, tuttavia, le autorità sanitarie sottolineano che si tratta soltanto di uno scenario ipotetico e altamente improbabile. È necessario, in ogni caso, tenere sotto controllo i voli che arrivano dalle aree più a rischio per evitare qualsiasi tipo di focolaio.

Trasmissibilità bassa

Maria Triassi, docente universitaria e vicepresidente regionale della Società italiana di Igiene, spiega: “La sorveglianza sui contatti di casi di Hantavirus, specialmente in scenari di potenziale trasmissione interurbana, come nel caso del ceppo Andes che nel sierotipo sud americano sviluppa rari focolai ma di notevole importanza clinica ad interessamento cardio polmonare”. Poi, ancora, sulla trasmissibilità: “Il tasso di infettività e diffusione dell’Hantavirus è di 1 o 2 ossia un infetto può infettare da 1 a 2 contatti. Per capirci quello del morbillo è di 1 a 17, per il Covid e l’Influenza è di 1 a 7. L’Hantavirus ha quindi una bassa trasmissibilità da uomo a uomo sebbene in alcuni casi in cui vi sia un contatto stretto e prolungato, possono svilupparsi dei focolai”.

Spiega, poi, l’esempio della nave: “L’Hantavirus presente nel Sud America, cioè quello in questione, è un ceppo che provoca sindromi cardiorespiratorie con una mortalità alta, fino al 40 per cento, ma fortunatamente non è presente in Europa. Alle nostre latitudini è presente un ceppo che provoca febbri emorragiche ma finora ha dato luogo a pochi casi e nessun allarme, Lo stesso dicasi per il ceppo asiatico e coreano”. “Non si può parlare di allarme e tantomeno di rischio pandemico ma occorre tenere alta la guardia per la particolare pericolosità di focolai localizzati”, conclude l’esperta, “Il rischio si presenta solo per i casi sintomatici”.

Lascia un commento