Il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri interviene su referendum, governo e politica: “I voti al no non sono della sinistra. L’arroganza non paga”.
Non è stato un intervento neutro. Nelle sue dichiarazioni a Otto e mezzo, il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha attraversato più livelli del dibattito pubblico: dal referendum alla tenuta del governo, fino agli equilibri internazionali. Un intervento che rompe gli schemi e che si inserisce direttamente nello scontro politico, mettendo in discussione letture consolidate e aprendo nuovi fronti di confronto.
Referendum: “Quei voti non sono della sinistra”
Il primo punto è la lettura del risultato referendario. Gratteri ha contestato apertamente la narrazione di vittoria del centrosinistra.
“Quando durante lo spoglio alcuni partiti iniziavano a dire ‘abbiamo vinto’, dicevo attenzione: tutti quei voti al no non sono al centrosinistra”, ha dichiarato.
Una posizione netta, che smonta l’interpretazione politica immediata e introduce un elemento di complessità.

“Almeno 3 milioni arrivano dal centrodestra”
Secondo il procuratore, una parte significativa dell’elettorato che ha votato “no” non appartiene alla sinistra.
“Ci sono almeno 3 milioni di voti che arrivano dal centrodestra”, ha sottolineato.
Un dato che, se confermato, cambierebbe la lettura politica del referendum, trasformandolo da possibile vittoria di parte a risultato trasversale.
Il messaggio al governo: “L’arroganza non paga”
Gratteri ha poi rivolto un messaggio diretto all’esecutivo, criticando il rapporto con la magistratura. “Visti i risultati, al governo non conviene continuare ad attaccare la magistratura. L’arroganza e l’aggressività non pagano”, ha affermato.
Un richiamo che si inserisce nel confronto più ampio sulle riforme della giustizia e sul ruolo delle istituzioni.

“Si facciano riforme, non scontri”
Il procuratore ha indicato anche una direzione precisa per la fase finale della legislatura. “Questo anno e mezzo che rimane dovrebbe essere utilizzato per fare riforme che servono a velocizzare i processi e a investire”, ha aggiunto.
Un invito a spostare il confronto dal piano dello scontro politico a quello dell’efficacia amministrativa.
Lo scenario internazionale: “Il diritto internazionale non esiste più”
Non solo politica interna. Gratteri ha allargato lo sguardo anche al contesto globale, con una lettura critica degli equilibri internazionali. “Da quando c’è Trump il diritto internazionale non esiste più”, ha dichiarato, sottolineando anche la marginalità crescente dell’Europa.
“L’Onu non c’è, dobbiamo andare a ‘Chi l’ha visto’ per trovarlo?”, ha aggiunto con tono polemico.
Le parole di Nicola Gratteri non si fermano al commento tecnico. Entrano nel merito della politica, ne contestano le narrazioni e ne indicano le contraddizioni. Dal referendum al governo fino allo scenario globale, il messaggio è chiaro: i risultati non possono essere piegati a letture di parte. E in questa distanza tra realtà e interpretazione si gioca una partita che va oltre le dichiarazioni.


