Nella definizione della Giunta regionale guidata da Roberto Fico entrano nel dibattito anche i nomi degli irpini Carlo Sibilia e Vincenzo Ciampi: ipotesi suggestive ma frenate dagli equilibri politici e territoriali.
Con l’insediamento ufficiale del nuovo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si è aperta la fase più delicata della trattativa politica: la composizione della Giunta. Un percorso complesso, in cui il governatore ha già posto un principio fermo — niente assessori eletti o candidati non eletti, ma figure “tecniche” con riconoscibilità professionale e con una dimensione politica controllata.
In questo scenario, anche l’Irpinia guarda con attenzione ai possibili incarichi e torna al centro delle indiscrezioni con due nomi noti del Movimento 5 Stelle: Carlo Sibilia e Vincenzo Ciampi.
La linea Fico: tecnici sì, ma con un profilo politico riconoscibile
Sin dal giorno della proclamazione, Fico ha ribadito una scelta che condizionerà l’intero mosaico:
- niente assessori che siedono in Consiglio regionale
- niente “ripescati” tra i non eletti
- composizione tecnica “con rappresentanza politica”, non partitica
Si tratta di una svolta che esclude automaticamente gran parte dei nomi circolati nelle ultime settimane e rende ancora più difficile la gestione degli equilibri interni alla coalizione.
È in questo contesto che si inseriscono le ipotesi irpine.
Il ritorno di Sibilia? L’ex sottosegretario torna nei rumors
Carlo Sibilia, già deputato e sottosegretario agli Interni negli anni di governo del Movimento 5 Stelle, è da tempo lontano dai riflettori politici.
La sua esperienza amministrativa e governativa — pur se risalente alla prima stagione del M5S — lo rende un nome “spendibile” per un assessorato tecnico-politico.
Tuttavia, ci sono due ostacoli:
- la forte pressione territoriale degli altri capoluoghi campani
- il vincolo imposto da Fico sulla natura tecnica degli assessori
Sibilia non è più figura istituzionale attiva e questo potrebbe, paradossalmente, giocare a suo favore come profilo “super partes”. Ma la forza contrattuale dell’Irpinia nel nuovo equilibrio regionale è tutta da verificare.

Ciampi, l’ex sindaco M5S di Avellino: una figura interna ma non eletta
Il caso di Vincenzo Ciampi è diverso.
Consigliere regionale uscente, non rieletto nell’ultima tornata ma autore di un buon risultato personale, Ciampi rappresenta:
- un profilo politico riconoscibile
- una figura interna al Movimento
- un equilibrio tra tecnica e rappresentanza
Tuttavia, il principio fissato da Fico — no a candidati non eletti — rende la sua eventuale nomina molto complicata.
È probabilmente per questo che il suo nome, pur circolando insistentemente, viene considerato nelle stanze politiche come un’ipotesi “non prioritaria” rispetto ai tecnici puri.
Perché l’Irpinia spinge: il tema dell’equilibrio territoriale
La questione non riguarda solo i nomi, ma un problema strutturale:
come bilanciare la forte impronta napoletana del nuovo presidente?
La distribuzione geografica della Giunta sarà un elemento centrale.
I territori che chiedono più spazio sono:
- Salerno, per tradizione e forza politica
- Caserta, che reclama peso dopo le ultime elezioni
- Avellino e Benevento, che cercano di non restare schiacciate dal duopolio metropolitano
In questo quadro, un assessore irpino — anche non di primissima fascia — aiuterebbe a “pareggiare” lo schema.
Ma la concorrenza è altissima e i posti in Giunta non supereranno quota dieci.
L’ipotesi più realistica: deleghe, partecipate e incarichi strategici
Anche se l’Irpinia non dovesse ottenere un assessorato, restano aperti altri spazi di rappresentanza, considerati politicamente molto rilevanti:
- presidenze di società partecipate regionali
- incarichi negli enti strumentali
- direzioni di dipartimento
- ruoli nelle autorità e negli organismi tecnici
È qui che il nome di Sibilia potrebbe trovare un contesto adeguato, mentre Ciampi — che conosce bene la macchina regionale — potrebbe essere valutato in ruoli operativi.
Equilibri di coalizione: PD decisivo, M5S motore politico
Il nuovo assetto dovrà tener conto di:
- peso elettorale dei partiti
- presenza territoriale
- equilibrio di genere
- profilo tecnico richiesto dal presidente
Il Partito Democratico sarà determinante nel negoziato finale, mentre il M5S — partito del presidente — dovrà bilanciare l’identità di governo con l’apertura a figure professionali esterne.
La fase decisiva è attesa prima di Natale, quando Fico dovrebbe ufficializzare la squadra.
Un puzzle ancora aperto
Al momento, la sensazione condivisa negli ambienti politici irpini è che:
- nessuna ipotesi sia realmente esclusa
- molto dipenderà dalla composizione complessiva
- la volontà di Fico di imprimere un’impronta tecnica riduce gli spazi per gli ex parlamentari
Eppure, la pressione dell’Irpinia rimane.
Non solo per ragioni simboliche, ma perché il territorio rivendica di non essere relegato ai margini della nuova governance regionale.
Una scelta che dirà molto del metodo Fico
La definizione della Giunta non sarà solo un passaggio formale.
La scelta tra profili tecnici e figure legate al Movimento, tra Napoli e le aree interne, tra equilibrio politico e autonomia presidenziale, rappresenterà la vera “firma” del governo Fico.
I nomi di Sibilia e Ciampi restano suggestioni, ma il vero nodo è un altro:
quale ruolo avrà l’Irpinia nella nuova Regione Campania?
La risposta arriverà a breve, e sarà politicamente decisiva.


