Giuliano Granato candidato Campania Popolare
Giuliano Granato

3 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Terra dei Fuochi, Giuliano Granato: «La classe dirigente è colpevole. Destre e centrosinistra co-responsabili»

Il candidato di Campania Popolare Giuliano Granato attacca: «Destra e centrosinistra co-responsabili del disastro, devono andare a casa».

Dopo la puntata di Report andata in onda il 2 novembre e dedicata al dramma della Terra dei Fuochi, il candidato alla presidenza della Regione Campania per Campania Popolare, Giuliano Granato, lancia un durissimo atto d’accusa contro la classe politica campana e nazionale.
Secondo Granato, le immagini trasmesse in TV confermano le denunce di cittadini e attivisti che da anni combattono contro l’inquinamento e l’illegalità diffusa nelle province di Napoli e Caserta.

«La Terra dei Fuochi brucia ancora»

Granato apre la sua dichiarazione con parole nette:

«La Terra dei Fuochi brucia ancora. Ce lo ricorda la puntata di Report del 2 novembre: 51 minuti che ancora una volta danno ragione ad attivisti e cittadini che non hanno mai smesso di denunciare ciò che accade nella nostra terra».

Un messaggio che arriva nel pieno della campagna elettorale per le regionali e che riporta al centro del dibattito il tema ambientale più drammatico della Campania.

Giuliano Granato
Giuliano Granato

«Condanna di un’intera classe dirigente»

Il candidato di Campania Popolare punta il dito contro quella che definisce una “classe dirigente trasversale”, colpevole di aver permesso e poi ignorato la devastazione del territorio:

«E quelle immagini suonano come un’ulteriore condanna di un’intera classe dirigente, nazionale e campana: quella che prima ha permesso la devastazione dei nostri territori, poi ha offeso e denunciato chi protestava contro inquinamento, illegalità, tumori e morti, e infine ha fatto calare il silenzio sulla Terra dei Fuochi, dove però si continua ad ammalarsi e a morire».

Granato parla di un sistema politico «incapace di garantire il bene più prezioso: la vita».

«Destra e centrosinistra co-responsabili»

Il candidato accusa in modo diretto entrambi i principali schieramenti politici, ritenendoli ugualmente responsabili del disastro ambientale e sanitario.

«È questa classe dirigente, trasversale a destre e centrosinistra, a essere co-responsabile del disastro in cui siamo immersi. Con questa classe dirigente, oggi riunita negli schieramenti che sostengono Cirielli e Fico, non c’è possibilità di un futuro pulito».

Una presa di posizione che si distingue nel panorama politico campano per toni e contenuti, e che richiama l’attenzione sul ruolo dei movimenti civici nella lotta ambientale.

I dati che mancano: sanità e bonifiche

Granato denuncia anche la persistente mancanza di strumenti di monitoraggio e trasparenza nei territori colpiti.

«A oggi manca ancora un registro tumori aggiornato, i dati sanitari sono spesso incompleti o illeggibili, le bonifiche un miraggio, mentre i roghi continuano a costellare le province di Napoli e Caserta per l’azione congiunta di imprenditoria criminale e criminalità organizzata».

Una fotografia impietosa, che richiama quella emersa dalle inchieste giornalistiche e dalle denunce dei comitati locali.

Granato frittura di pesce
Giuliano Granato

«Una classe dirigente che ha fallito»

Granato conclude il suo intervento con un appello alla partecipazione civica e popolare come unica strada per cambiare rotta:

«Una classe dirigente che ha fallito nel garantire il bene più prezioso che abbiamo – la vita stessa – va mandata a casa. Solo dalla partecipazione e dal controllo di comitati, associazioni e attivisti può nascere un futuro diverso, in cui tornare a parlare di Campania Felix, e non più di Terra dei Fuochi».

Le parole di Giuliano Granato riportano l’attenzione su una ferita ancora aperta nel cuore della Campania: la Terra dei Fuochi, simbolo di degrado ambientale e istituzionale.
Il suo intervento, che chiama in causa destra e sinistra, rilancia il tema della responsabilità politica condivisa e della necessità di un nuovo modello partecipativo, capace di mettere al centro i cittadini, la salute e la tutela del territorio.
Un appello a tornare a parlare di “Campania Felix”, come simbolo di rinascita e speranza.

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