Secondo le indagini, al centro dell’inchiesta un articolato schema di rendicontazione di progetti sociali finanziati con fondi pubblici regionali ed europei
Un sequestro preventivo da circa 478mila euro è stato disposto nell’ambito di un’indagine per presunto danno erariale in Campania che coinvolge il sistema di finanziamenti e rendicontazioni legati al Giffoni Film Festival. L’ipotesi della magistratura contabile riguarda un articolato schema di utilizzo di fondi pubblici regionali ed europei destinati a progetti sociali e culturali connessi alle attività dell’ente organizzatore.
Il sequestro e l’ipotesi di danno erariale
Il provvedimento di sequestro riguarda una somma complessiva pari a 478mila euro, ritenuta dagli inquirenti non correttamente giustificata nell’ambito della rendicontazione di contributi pubblici. L’ipotesi investigativa è quella di un danno erariale legato all’utilizzo di fondi regionali ed europei destinati a iniziative sociali e culturali. Secondo quanto ricostruito nelle fasi preliminari dell’indagine, le somme sarebbero state oggetto di rendicontazioni annuali inserite nei bilanci di progetto. In particolare, si fa riferimento ad attività formalmente legate a finalità di inclusione, assistenza e promozione sociale. Le autorità competenti stanno ora verificando la correttezza delle procedure amministrative e la coerenza tra le spese dichiarate e le attività effettivamente svolte.
Il ruolo dei progetti sociali e le modalità di rendicontazione
Al centro dell’inchiesta vi sarebbero una serie di progetti sociali caratterizzati da contenuti descritti come generici, tra cui attività di assistenza, inclusione, solidarietà, campagne di sensibilizzazione e servizi di supporto. Tali iniziative sarebbero state inserite nel quadro delle spese finanziate con fondi pubblici, secondo uno schema che, stando alle ipotesi investigative, si sarebbe ripetuto annualmente. Inoltre, gli incarichi, conferiti con importi ritenuti sostanzialmente costanti nel tempo, sarebbero stati successivamente rendicontati nell’ambito dei contributi ottenuti da enti pubblici. Le verifiche contabili avrebbero evidenziato che l’associazione beneficiaria delle risorse avrebbe ricevuto quasi esclusivamente fondi derivanti dagli affidamenti collegati al sistema di finanziamento oggetto dell’indagine.
Inoltre, una parte significativa delle somme percepite sarebbe stata utilizzata per coprire il costo di una sola dipendente. Questa circostanza ha attirato l’attenzione degli investigatori nell’analisi della sostenibilità economica delle attività dichiarate.

Le attività contestate e le verifiche sulle spese
Ulteriori approfondimenti avrebbero evidenziato che diverse attività sociali indicate nei progetti sarebbero state, in realtà, svolte gratuitamente da soggetti terzi o da associazioni partner. Questo elemento, secondo gli inquirenti, avrebbe inciso sulla reale imputazione delle spese rendicontate.
La documentazione acquisita nel corso delle verifiche avrebbe inoltre messo in luce spese considerate dagli investigatori di importo limitato, poco pertinenti o non direttamente collegate alle finalità progettuali dichiarate. Pertanto, tali elementi sono ora al vaglio delle autorità contabili per valutare la corretta destinazione dei fondi pubblici. Le contestazioni riguardano soprattutto la coerenza tra le attività formalmente finanziate e la loro effettiva realizzazione. Questo è un tema centrale nelle verifiche sulla gestione di risorse pubbliche destinate al settore culturale e sociale.
Conflitti di interesse e profili amministrativi
Dalle risultanze istruttorie emergerebbe inoltre una possibile situazione di conflitto di interessi tra alcuni vertici dell’ente organizzatore e l’associazione beneficiaria degli affidamenti. In particolare, il direttore artistico avrebbe partecipato alle procedure relative all’associazione presieduta dalla propria coniuge. Avrebbe inoltre certificato in alcune annualità la regolare esecuzione delle prestazioni oggetto di finanziamento.
Parallelamente, il Responsabile Unico del Procedimento avrebbe attestato alla Regione Campania la regolarità delle procedure amministrative e la corretta esecuzione delle attività. Questo è avvenuto nonostante la presenza di rapporti personali e interessenze con l’associazione coinvolta. Pertanto, tali attestazioni avrebbero contribuito a validare spese che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero risultate successivamente non conformi ai requisiti di rendicontazione. L’inchiesta prosegue per chiarire il perimetro delle responsabilità individuali e la corretta gestione dei fondi pubblici nell’ambito delle iniziative culturali e sociali finanziate negli anni.


