Pecoraro: «L’acqua è un bene comune da tutelare». Avviato un approfondimento sul modello gestionale
La Regione Campania fa un passo indietro sulla procedura per l’ingresso di un socio privato nella gestione della risorsa idrica e apre una nuova fase di valutazione sul modello organizzativo.
La giunta regionale ha infatti deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric S.p.A., avviando un percorso di approfondimento volto a individuare una gestione che valorizzi il ruolo pubblico.
A comunicarlo è stata l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, che ha sottolineato come la decisione rappresenti una scelta politica precisa nella gestione di una risorsa strategica.

«L’acqua deve restare in mani pubbliche»
Nel commentare la decisione della giunta, Pecoraro ha richiamato anche la posizione espressa dal presidente della Regione Roberto Fico, secondo cui la gestione dell’acqua deve restare sotto il controllo pubblico.
«Sono convinto che la gestione di una risorsa preziosa come l’acqua debba essere in mani pubbliche», ha ricordato l’assessora citando le parole del governatore.
Secondo Pecoraro, la scelta di ritirare la procedura e di avviare un approfondimento rappresenta un segnale chiaro sull’indirizzo dell’azione amministrativa regionale.
Tutela dell’interesse collettivo
«Ci sono scelte che indicano con chiarezza la direzione dell’azione amministrativa – ha spiegato – difendere l’interesse collettivo e la tutela dei beni essenziali».
L’acqua, ha aggiunto l’assessora, rappresenta una risorsa fondamentale che deve essere gestita con criteri di efficienza ma anche con attenzione alla dimensione pubblica del servizio.
Il tema delle tariffe e della trasparenza
Nel suo intervento Pecoraro ha sottolineato che la gestione della risorsa idrica deve garantire trasparenza, efficienza e tariffe eque per i cittadini.
«Garantire efficienza, trasparenza e tariffe giuste significa assumersi la responsabilità di custodire un bene che appartiene a tutte e tutti», ha dichiarato.
Per l’assessora regionale all’Ambiente la tutela dell’acqua non è soltanto una questione amministrativa ma riguarda un principio più ampio.
«L’acqua è un diritto fondamentale che le istituzioni hanno il dovere di proteggere», ha concluso.


