Gennaro Giustino sindaco Afragola
Gennaro Giustino è il nuovo sindaco di Afragola
📍 Afragola

26 Maggio 2026

Redazione Il Campano

Afragola cambia guida: Gennaro Giustino vince al primo turno e riporta il campo largo al governo della città

Gennaro Giustino eletto sindaco di Afragola con il 55,27% dei voti: superata Alessandra Iroso, ferma al 44,73%. Il centrosinistra conquista la città al primo turno, mentre il centrodestra guiderà l’opposizione.

Gennaro Giustino è il nuovo sindaco di Afragola. Il candidato del campo largo ha vinto le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026 al primo turno, ottenendo 19.406 voti, pari al 55,27%, quando lo scrutinio è stato completato in tutte le 54 sezioni cittadine. Alle sue spalle Alessandra Iroso, candidata del centrodestra, che ha raccolto 15.704 voti, pari al 44,73%. L’affluenza si è attestata intorno al 70%, in crescita rispetto alla precedente tornata comunale, secondo i dati pubblicati sul portale Eligendo del Ministero dell’Interno.

Il voto di Afragola chiude una competizione particolarmente significativa perché giocata tra due soli candidati. Non c’era, quindi, la possibilità di un ballottaggio: la sfida era destinata a risolversi subito, al primo turno, trasformando ogni voto in una scelta diretta tra due proposte politiche contrapposte.

La città ha scelto Giustino, sostenuto da una coalizione larga composta da forze civiche, centrosinistra, area riformista e Movimento 5 Stelle. Il manifesto ufficiale dei candidati e delle liste per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale era stato pubblicato dal Comune di Afragola nella sezione dedicata alle amministrative.

Gennaro Giustino sindaco Afragola
Gennaro Giustino sindaco Afragola

Una vittoria netta in una sfida senza ballottaggio

Il risultato di Gennaro Giustino è netto non solo per il superamento della soglia del 50%, ma anche per il significato politico che assume in una città attraversata negli ultimi anni da tensioni amministrative, fratture politiche e una fase commissariale. La vittoria al primo turno consegna al nuovo sindaco un mandato forte, ma anche una responsabilità immediata: ricostruire stabilità istituzionale e riportare la macchina comunale dentro una prospettiva di governo ordinato.

Giustino ha costruito la propria affermazione su una coalizione ampia, composta da A Viso Aperto, A Testa Alta, +Europa, Casa Riformista, Partito Democratico, La Svolta Giusta, Noi di Centro, Afragola al Centro, Scelta Democratica, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.

La lista più votata del suo schieramento è stata A Viso Aperto, con il 9,71%. Seguono A Testa Alta con il 7,26%, +Europa con il 5,86%, Casa Riformista con il 5,45%, Partito Democratico con il 5,32%, La Svolta Giusta con il 5,20% e Noi di Centro con il 5,17%. Più indietro Afragola al Centro, Scelta Democratica, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.

Il dato racconta una vittoria costruita più sulla somma di una coalizione articolata che sul dominio di una singola lista. Sarà proprio questo uno dei primi banchi di prova del nuovo sindaco: trasformare un campo largo elettorale in una squadra amministrativa capace di muoversi con una direzione unitaria.

Alessandra Iroso oltre il 44%: il centrodestra resta competitivo

Alessandra Iroso esce sconfitta dalla competizione, ma con un risultato importante. Il 44,73% ottenuto dalla candidata del centrodestra indica che quasi metà dell’elettorato ha scelto una proposta alternativa a quella di Giustino. Non si tratta, quindi, di una vittoria schiacciante in termini politici, ma di una sfida vinta con un margine chiaro dentro una città che resta divisa in due blocchi.

Iroso era sostenuta da una coalizione composta da Forza Italia-PPE, Lega, Lista Biagio Castaldo Coerenza e Coraggio, Cantiere Afragola, Nuova Città, Alessandra Iroso Sindaco X Afragola, Afragola Libera, Fratelli d’Italia, Nuovo Cdu Cristiani Democratici Uniti e Noi Moderati.

La lista più votata del suo schieramento è stata Forza Italia-PPE, con il 7,13%. Seguono Lega con il 5,78%, Lista Biagio Castaldo Coerenza e Coraggio con il 5,62%, Cantiere Afragola con il 4,92%, Nuova Città con il 4,49%, Alessandra Iroso Sindaco X Afragola con il 4,42%, Afragola Libera con il 4,02% e Fratelli d’Italia con il 3,88%.

Il centrodestra non conquista il Comune, ma entra nella nuova fase con una rappresentanza politica consistente. La minoranza potrà contare su un blocco significativo e avrà il compito di esercitare un controllo serrato sull’amministrazione, soprattutto su quei temi che hanno segnato la campagna elettorale: gestione della macchina comunale, sviluppo urbano, sicurezza, servizi, vivibilità e rapporto tra centro e periferie.

Il nuovo Consiglio comunale: 15 seggi alla maggioranza, 9 all’opposizione

Secondo l’elenco degli eletti pubblicato dal Ministero dell’Interno sul portale Eligendo, il nuovo Consiglio comunale di Afragola sarà composto da una maggioranza a sostegno del sindaco Gennaro Giustino e da una minoranza guidata da Alessandra Iroso, candidata sindaco non eletta.

Per la maggioranza risultano eletti Raffaele Botta detto Lello, Gennaro Davide Castaldo e Sara Tralice detta Sara per A Viso Aperto. Invece, per A Testa Alta entrano in Consiglio Antonio Boemio e Vincenzo De Stefano. Per +Europa risultano eletti Serena Clemente Russo detta Serena e Raffaele Mosca.

Per Casa Riformista entrano Antonio Caiazzo e Crescenzo Russo, mentre per il Partito Democratico risultano eletti Pasquale Rosario Iazzetta detto Pri e Camillo Manna. Infine per La Svolta Giusta entrano Ferdinando Salzano e Raffaele Tontaro.

Completano la maggioranza Santo Esposito Senna detto Senna per Afragola al Centro e Maria Carmina Sepe per Noi di Centro.

Tra i banchi dell’opposizione entra Alessandra Iroso come candidata sindaco non eletta. Con lei risultano eletti Giacinto Baia per Forza Italia-PPE, Francesco Fusco per la Lega, Biagio Castaldo per la Lista Biagio Castaldo Coerenza e Coraggio, Arcangelo Ausanio per Cantiere Afragola, Rosaria Pecchia per Nuova Città, Benito Zanfardino per Alessandra Iroso Sindaco X Afragola, Tommaso Bassolino per Afragola Libera e Assunta Antonietta Di Maso per Fratelli d’Italia.

Il quadro conferma una maggioranza numericamente solida per Giustino, ma anche un’opposizione consistente e politicamente articolata. Afragola esce dalle urne con un sindaco eletto al primo turno, ma con una città divisa in due blocchi abbastanza netti: da una parte il campo largo, dall’altra il centrodestra guidato da Iroso.

Le prime parole di Giustino: “Portare Afragola fuori dal pantano”

Nelle prime dichiarazioni dopo la vittoria, Gennaro Giustino ha indicato subito due priorità: la riorganizzazione della macchina comunale e lo sviluppo legato alla stazione dell’Alta Velocità. Intervistato da Tgr Campania, il nuovo sindaco ha parlato della necessità di “voltare pagina” dopo una fase lunga e complessa della vita amministrativa cittadina.

“Dopo 10 anni la comunità ha avvertito la necessità di voltare pagina, abbiamo saputo incarnare e canalizzare il vento del cambiamento, oggi il campo largo si assume la responsabilità di portare Afragola fuori dal pantano”, ha dichiarato Giustino.

Il passaggio è politicamente forte perché non si limita al ringraziamento post-elettorale, ma definisce subito il senso del mandato. Per il nuovo sindaco, la vittoria non è soltanto il successo di una coalizione, ma l’avvio di una fase di responsabilità amministrativa.

Giustino ha poi aggiunto che “per fare un buon programma occorre una squadra di burocrati all’altezza”, indicando tra le prime azioni la riforma della macchina comunale. È un tema centrale per Afragola: senza un apparato amministrativo efficiente, anche il programma politico più ambizioso rischia di rimanere bloccato.

La stazione dell’Alta Velocità come nodo strategico

Tra le priorità indicate da Giustino c’è anche la stazione dell’Alta Velocità. Il nuovo sindaco ha spiegato di voler lavorare allo sviluppo dell’area insieme alla Città Metropolitana di Napoli e alla Regione Campania, parlando della necessità di trasformare le periferie in un nuovo centro urbano della città.

È uno dei passaggi più rilevanti per capire la direzione del nuovo mandato. Afragola non può essere letta soltanto attraverso le sue dinamiche interne: la presenza della stazione AV rappresenta da anni un potenziale strategico enorme, ma ancora non pienamente trasformato in sviluppo diffuso, servizi, mobilità integrata e ricadute concrete per il territorio.

Il punto politico sarà proprio questo: capire se la nuova amministrazione riuscirà a fare della stazione non un’infrastruttura isolata, ma il perno di una strategia urbana più ampia. Significa ragionare su collegamenti, viabilità, aree circostanti, investimenti, sicurezza, decoro e capacità di attrarre funzioni compatibili con lo sviluppo della città.

La macchina comunale come prima vera sfida

La riforma della macchina comunale non è un dettaglio tecnico. In un Comune che esce da una fase difficile, la capacità degli uffici di funzionare, rispondere, programmare e attuare diventa la condizione indispensabile per ogni politica pubblica.

Giustino lo ha detto chiaramente: senza una struttura amministrativa all’altezza, il programma rischia di non camminare. Questo significa che uno dei primi terreni di verifica sarà interno al Municipio. Tempi delle pratiche, organizzazione degli uffici, capacità di intercettare fondi, gestione dei servizi, trasparenza amministrativa e rapporto con i cittadini saranno elementi decisivi per misurare il cambio di passo promesso.

Afragola, in questa fase, non chiede soltanto una nuova guida politica. Chiede un’amministrazione capace di funzionare. La sfida vera sarà passare dalla vittoria elettorale alla ricostruzione della fiducia nei confronti dell’ente comunale.

Un campo largo da trasformare in governo

Il campo largo ha vinto, ma ora deve governare. La coalizione di Giustino tiene insieme anime diverse: liste civiche, partiti del centrosinistra, area riformista, forze centriste e Movimento 5 Stelle. In campagna elettorale questa ampiezza ha rappresentato una forza, perché ha consentito di aggregare consenso intorno all’obiettivo del cambiamento.

Nella fase amministrativa, però, la stessa ampiezza dovrà essere gestita con equilibrio. Il sindaco dovrà costruire una giunta capace di rispecchiare il peso politico della coalizione senza trasformare la composizione della squadra in una semplice distribuzione di caselle. La città si aspetta risposte, non solo equilibri interni.

Il risultato del primo turno offre a Giustino una maggioranza stabile. Ma la stabilità numerica non basta. Servirà una linea politica riconoscibile, soprattutto sui dossier più sensibili: sviluppo dell’area AV, periferie, viabilità, servizi, politiche sociali, manutenzione urbana, commercio e sicurezza.

Una città spaccata in due blocchi

La vittoria di Giustino non deve far dimenticare il dato dell’opposizione. Alessandra Iroso sfiora il 45% e porta con sé una parte molto ampia della città. È un risultato che obbliga la nuova amministrazione a non leggere il voto come una delega in bianco.

Afragola ha scelto un sindaco, ma ha anche mostrato una polarizzazione politica evidente. In una sfida con due soli candidati, il risultato finale restituisce due blocchi ben definiti: da una parte il campo largo, dall’altra il centrodestra. Il compito del nuovo sindaco sarà governare senza ignorare questa divisione.

Il Consiglio comunale potrà diventare il luogo di una dialettica politica forte. La maggioranza avrà i numeri per decidere, l’opposizione avrà una consistenza sufficiente per incidere nel dibattito pubblico e controllare l’azione amministrativa.

Afragola riparte dal voto, ora serve il governo

Afragola esce dalle urne con un risultato chiaro. Gennaro Giustino è il nuovo sindaco e il campo largo torna alla guida della città con una vittoria al primo turno. Ma il dato politico più importante comincia adesso: trasformare il consenso in governo.

La nuova amministrazione dovrà dimostrare rapidamente di avere una direzione, una squadra e una capacità operativa. Le parole pronunciate da Giustino dopo la vittoria fissano già alcune priorità: riformare la macchina comunale, lavorare sull’area dell’Alta Velocità, rilanciare le periferie e portare Afragola fuori da una stagione di incertezza.

Il mandato parte con numeri solidi, ma anche con un’attesa forte. Dopo il voto, la città non misurerà più la politica sulle promesse della campagna elettorale. La misurerà sui tempi, sulle decisioni e sulla capacità di far tornare Afragola dentro una prospettiva di sviluppo credibile.

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