La corsa verso le elezioni regionali in Campania si arricchisce di nuove tensioni interne al centrodestra. È stata Amelia Forte, commissario provinciale di Forza Italia a Caserta, a lanciare un duro attacco contro la Lega, accusata di subire passivamente le decisioni provenienti dal Nord.
“La Lega in Campania si ribelli ai diktat del Nord. È una vergogna che Veneto e Lombardia tengano bloccato l’annuncio del candidato presidente in Campania”, ha dichiarato la dirigente azzurra.
Secondo Forte, la paralisi nella scelta del candidato non è dovuta a dinamiche locali, ma a calcoli politici che hanno al centro gli equilibri del Nord Italia, in particolare le scelte future del governatore veneto Luca Zaia.

“Il responsabile è Zaia”
Nelle sue parole, Amelia Forte individua un colpevole preciso: “C’è un solo responsabile di questo ritardo, si chiama Zaia. La Lega campana prenda posizione, perché non è accettabile che un partito che opera al Sud debba subire queste imposizioni”.
Il messaggio è netto: la classe dirigente leghista campana dovrebbe emanciparsi dalle logiche settentrionali e assumere una posizione autonoma per sbloccare la partita del candidato presidente.
Il nodo del candidato
La polemica arriva mentre il centrodestra non ha ancora trovato la quadra sul nome che guiderà la coalizione in Campania. Da settimane circolano due ipotesi principali: quella politica, rappresentata da Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia), e quella civica, incarnata dal prefetto di Napoli Michele Di Bari.
La scelta, tuttavia, tarda ad arrivare, mentre il centrosinistra si è già compattato sul nome di Roberto Fico, ex presidente della Camera, pronto a raccogliere l’eredità di Vincenzo De Luca.
La posizione di Forza Italia
Forza Italia insiste sulla necessità di tempi rapidi. Secondo i dirigenti campani, la mancanza di un candidato penalizza la coalizione e lascia spazio a un centrosinistra già organizzato. “La Campania ha bisogno di un profilo autorevole, capace di parlare ai moderati e di convincere gli astenuti a tornare al voto”, spiegano fonti azzurre.
Le parole di Amelia Forte, seppur dure, si inseriscono in questa strategia: accelerare i tempi e impedire che gli equilibri del Nord condizionino una regione determinante come la Campania.
La replica della Lega
Dal fronte leghista, l’obiettivo dichiarato è quello di mantenere compattezza e coerenza tra le scelte nazionali. Matteo Salvini preferisce che il quadro complessivo di Veneto, Puglia e Campania venga chiuso insieme, per evitare squilibri interni.
Una strategia che però, in Campania, viene percepita come penalizzante. I dirigenti locali chiedono autonomia e chiarezza, mentre l’elettorato moderato rischia di sentirsi trascurato.

La pressione dei territori
Napoli, con i suoi 27 consiglieri da eleggere, è il cuore della competizione. Ma anche le province interne, come Avellino e Benevento, aspettano indicazioni precise per organizzare le liste. Ogni giorno di ritardo riduce il tempo utile per la campagna e indebolisce la coalizione.
A Caserta, roccaforte politica di Amelia Forte, l’appello è chiaro: “Basta rinvii, servono certezze”.
Zaia al centro delle polemiche
Il nome di Luca Zaia, presidente del Veneto, diventa così il simbolo delle tensioni. Forte lo accusa di anteporre il proprio futuro politico alle necessità del Sud. “Pensano a Zaia, al suo futuro, a quello che deve fare, e intanto tengono ferma l’indicazione per la nostra Regione”, ha detto la dirigente di Forza Italia.
Un’accusa pesante, che sottolinea come la gestione delle candidature stia alimentando malumori anche fuori dai confini veneti.
Il vantaggio di Roberto Fico
Mentre il centrodestra discute, Roberto Fico ha già avviato la sua campagna. Forte del sostegno del Pd e del Movimento 5 Stelle, l’ex presidente della Camera punta a conquistare Napoli e le grandi città, presentandosi come il volto del cambiamento rispetto a De Luca.
Ogni giorno di incertezza da parte del centrodestra si traduce in terreno guadagnato per il suo schieramento.
Un banco di prova decisivo
La Campania è una regione cruciale per gli equilibri politici nazionali. Per il centrodestra, trovare un candidato condiviso significa non solo giocarsi la possibilità di governare la regione, ma anche testare la solidità della coalizione.
Il caso sollevato da Amelia Forte evidenzia un problema più ampio: quanto i partiti nazionali sono disposti a riconoscere autonomia ai territori? E fino a che punto i calcoli del Nord devono condizionare il Sud?
La Campania come cartina di tornasole del centrodestra
La vicenda mostra che la Campania non è solo un appuntamento elettorale locale, ma una vera cartina di tornasole per il centrodestra. Se la coalizione riuscirà a superare i contrasti e a scegliere un candidato unitario, potrà affrontare la sfida con il centrosinistra da posizione di forza.
Se invece prevarranno i veti e i rinvii, il rischio è di consegnare un vantaggio decisivo a Roberto Fico.


