Fiume Sarno
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📍 Sarno

29 Maggio 2026

Martina Sarracino

Fiume Sarno, alto rischio idrologico. La Commissione lancia l’allarme: “Condizioni drammatiche, serve prevenzione”

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico ha concluso una missione in Campania con un focus sull’area del fiume Sarno

La visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico nell’area del fiume Sarno si è conclusa a Scafati, nel Salernitano, dopo una serie di incontri istituzionali e sopralluoghi. L’obiettivo è stato quello di valutare da vicino le condizioni di un territorio considerato particolarmente fragile e densamente abitato, dove le criticità ambientali si intrecciano con attività produttive e agricole.

Il lavoro sul territorio e gli incontri istituzionali

Nel corso della missione, la Commissione ha dialogato con autorità locali e rappresentanti del territorio. Come ha spiegato il presidente Pino Bicchielli:
“Abbiamo iniziato questa mattina con l’incontro con il prefetto Francesco Esposito perché il lavoro della Commissione, per quanto riguarda l’agro nocerino sarnese, nasce da una convocazione del prefetto. Abbiamo ascoltato, in questi sei mesi i sindaci, il Consorzio, il neoassessore regionale all’Ambiente. Questa mattina abbiamo chiuso la missione con dei sopralluoghi nelle zone che più avevano criticità”. Il lavoro di ascolto e osservazione ha permesso di raccogliere elementi utili per una valutazione complessiva del rischio idrogeologico nell’area.

Pino Bicchielli, dal profilo Facebook ufficiale

Le condizioni del Sarno e le criticità ambientali

Il quadro emerso è particolarmente preoccupante. Bicchielli ha infatti sottolineato con fermezza: “Le condizioni del fiume Sarno e del Rio Sguazzatorio sono drammatiche”. Una situazione estrema che ha spinto la Commissione ad approfondire ulteriormente lo stato del territorio: “Insieme ai colleghi parlamentari componenti della Commissione, abbiamo deciso di fare un approfondimento su questa condizione perché è ovvio che è un territorio abbandonato, una zona ad altissima antropizzazione, dove insistono numerose aziende agricole”. L’insieme dei dati raccolti evidenzia la necessità di interventi urgenti e coordinati.

Un problema nazionale tra frane e dissesto idrogeologico

Il problema, però, non riguarda solo il Sarno ma l’intero Paese. Il presidente della Commissione ricorda, infatti: “Quello della fragilità del nostro territorio è un tema nazionale. Il 94,5% dei Comuni è fragile, geologicamente giovanissimo e, quindi, paghiamo lo scotto di questa condizione geologica. Abbiamo le frane, il dissesto idrogeologico, l’erosione costiera”. A questi elementi si aggiunge la complessità sismica: “Abbiamo una situazione, anche dal punto di vista sismico, complessa. Abbiamo, anche in queste zone, vulcani”.

La Commissione ora punta a un cambio radicale di approccio. “Come Commissione l’impegno che stiamo prendendo è quello di portare al centro delle attività politiche il tema del dissesto idrogeologico e del rischio sismico e di passare da una logica della emergenza a un logica della prevenzione”. Al tempo stesso si lavora a una proposta normativa: “Stiamo lavorando come Commissione su una legge-quadro insieme a tutti i colleghi di maggioranza e opposizione perché è un tema questo che non deve essere assolutamente divisivo dal punto di vista politico”.

La riorganizzazione delle competenze

Tra le ipotesi c’è anche quella di riorganizzare le competenze: “La cosa più importante è quella di creare un sistema vero, in cui vi siano delle responsabilità chiare, vi sia una sburocratizzazione di un sistema che oggi purtroppo è eccessivamente burocratico e ci sia una concentrazione di competenze, casomai anche con una cabina di regia che potrebbe essere a Palazzo Chigi. Ma su questo siamo ancora nella fase della discussione”. Il dissesto idrogeologico non è solo una questione tecnica e ambientale, ma una vera e propria sfida politica e culturale. Passare dall’emergenza alla prevenzione significa investire con continuità, coordinare istituzioni e territori e considerare la tutela del suolo come una priorità, non solo come intervento occasionale dopo anni di disastri.

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