truffa
📍 Melito di Napoli

28 Gennaio 2026

Alessandra Castronovo

Finto carabiniere truffa un’88enne: denunciato un 30enne di Napoli

Identificato un trentenne di Melito di Napoli per la truffa da 37mila euro ai danni di un’anziana di 88 anni in Val d’Ossola. Il complice si finse carabiniere al telefono per convincerla a consegnare gioielli d’oro del valore di 270 grammi. Per lui ora c’è l’obbligo di dimora e le indagini proseguono per il mandante.

Le truffe agli anziani rappresentano un fenomeno in preoccupante ascesa nel Nord Italia. In questo caso, un trentenne napoletano di Melito di Napoli è stato identificato come uno dei responsabili di un colpo da 37mila euro perpetrato ai danni di una signora di 88 anni. L’episodio si è consumato a ottobre in Val d’Ossola, nel Verbano-Cusio-Ossola (VCO), dove la vittima è stata raggirata con un meccanismo collaudato e spietato. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verbania hanno condotto indagini meticolose che hanno portato all’identificazione del presunto esecutore materiale.

Il meccanismo della truffa telefonica agli anziani

La truffa è iniziata con una telefonata ingannevole. Un complice, fingendosi carabiniere, ha contattato l’anziana sostenendo che sua figlia avesse provocato un grave incidente stradale. Per evitare l’arresto immediato della parente, ha riferito la necessità di disporre immediatamente di una somma consistente in contanti o beni di valore. Terrorizzata, la donna di 88 anni ha creduto alla messinscena, aprendo le porte di casa al trentenne napoletano. Questi si è presentato poco dopo, raccogliendo gioielli in oro per un peso totale di 270 grammi, equivalenti a circa 37mila euro al valore di mercato. Tale tecnica, nota come truffa del falso carabiniere, è ricorrente nelle truffe agli anziani e sfrutta la vulnerabilità emotiva delle persone sole e anziane.

Profilo del truffatore: dal napoletano in trasferta

Il sospettato, un trentenne originario di Napoli e residente a Melito di Napoli, operava in trasferta lontano dalla Campania. Questa scelta non è casuale: le bande organizzate spesso inviano “postini” in regioni lontane per eludere i controlli locali e ridurre i rischi di riconoscimento. Le indagini hanno svelato come il napoletano abbia agito in coppia con un altro individuo non ancora identificato, che ha curato la fase telefonica. Per lui è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura cautelare decisa dal giudice per impedirgli di lasciare la zona mentre proseguono le verifiche. Melito di Napoli, periferia nord di Napoli, è nota per essere un crocevia di attività illecite, inclusi furti e truffe seriali.

Indagini carabinieri: la caccia al complice continua

carabinieri di Verbania stanno passando al setaccio tabulati telefonici, filmati di videosorveglianza e testimonianze per inchiodare il finto carabiniere che ha avviato il raggiro. Il Nucleo Investigativo ha ricostruito il percorso del truffatore dalla Campania fino alla Val d’Ossola, zona turistica del Piemonte settentrionale. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di truffe in trasferta commesse da gruppi campani, che colpiscono anziani in tutta Italia. Negli ultimi mesi, analoghi episodi hanno riguardato Lombardia e Piemonte, con bottini milionari complessivi.

finto carabiniere Vico Equense

Truffe agli anziani in Campania e Nord Italia: un’emergenza

In Campania, città come Napoli e hinterland come Melito sono fucine di queste organizzazioni. Le truffe telefoniche agli anziani sfruttano paura e solitudine, con tecniche sempre più raffinate. La Val d’Ossola non è nuova a questi colpi: a ottobre, la zona ha registrato un incremento di denunce per raggiri simili. Autorità locali promuovono campagne di sensibilizzazione, invitando familiari a monitorare gli anziani soli. Il valore dei gioielli d’oro sottratti, 37mila euro, evidenzia la redditività di questi crimini.

Misure cautelari e prossimi passi giudiziari

L’obbligo di dimora imposto al trentenne di Melito di Napoli è il primo passo verso un processo. I magistrati di Verbania attendono riscontri definitivi sul complice telefonico. Casi come questo rafforzano la collaborazione tra forze dell’ordine campane e settentrionali. Le truffe agli anziani causano danni economici e psicologici irreparabili, colpendo i più fragili. La rapidità delle indagini dimostra l’efficacia del Nucleo Investigativo contro le bande di truffatori itineranti.

La vicenda della truffa in Val d’Ossola rammenta la necessità di vigilanza costante. Anziani e familiari sono esortati a verificare ogni chiamata sospetta, diffidando da richieste di denaro urgenti. Le forze dell’ordine continuano il lavoro per smantellare queste reti criminali transregionali.

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