Fico vittoria Campania
Roberto Fico

25 Novembre 2025

Angela Capasso

Regionali in Campania, Fico: «Hanno inquinato i pozzi, qui abbiamo sconfitto il Governo». Il nuovo governatore apre la fase post-elettorale

Fico commenta la sua vittoria in Campania: «Hanno inquinato i pozzi, ma abbiamo sconfitto il Governo Meloni. Ora sarò il presidente di tutti»

La vittoria di Roberto Fico alle Elezioni Regionali 2025 in Campania – larga, netta, superiore a tutte le proiezioni della vigilia – segna una svolta politica nazionale e apre un nuovo scenario nel rapporto tra territori, Governo centrale e opposizioni. A poche ore dagli scrutini, Fico ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica e ha parlato ai giornalisti commentando l’esito delle urne, attaccando la strategia del centrodestra e ribadendo il suo messaggio principale: «Abbiamo sconfitto il Governo Meloni». Ma accanto al tono politico emerge anche un approccio istituzionale: «Sarò il presidente di tutti i campani».

«Avevano inquinato i pozzi, ma la remuntada non c’è stata»: il racconto della vittoria

Roberto Fico descrive una campagna elettorale durissima, polarizzata e “nazionalizzata” dal centrodestra. Nelle sue parole ricorre un concetto chiaro: «Il centrodestra ha investito tutto in questa Regione». La scelta di candidare un viceministro degli Esteri come Edmondo Cirielli, figura identitaria di Fratelli d’Italia, e la presenza continua dei ministri nel territorio sono la prova, secondo Fico, che il Governo aveva puntato a trasformare la partita campana in un test nazionale.

La risposta del centrosinistra – una coalizione ampia e ricomposta dopo anni di fratture – ha però ribaltato le aspettative di una presunta “remuntada” annunciata dal centrodestra negli ultimi giorni di campagna. Il divario emerso dagli exit poll e poi confermato dalle proiezioni è stato fin da subito incolmabile.

«La remuntada non c’è stata, neanche lontanamente» ripete Fico.
E aggiunge un passaggio politico molto netto:
«Oggi questa maggioranza ha battuto il Governo Meloni».

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Attacchi, tensioni e “pozzi avvelenati”: la critica ai toni della campagna

Uno dei passaggi più duri nelle dichiarazioni del nuovo governatore riguarda lo stile del confronto elettorale. Fico denuncia una campagna in cui il centrodestra avrebbe «inquinato i pozzi con insulti», trasformando la competizione regionale in un campo di battaglia nazionale.

Un’accusa forte, che colloca la campagna campana nello scenario delle tensioni politiche degli ultimi mesi. Frizioni sul PNRR, scontri sull’autonomia differenziata, polemiche sulle infrastrutture, fino ai grandi temi sociali che hanno riguardato la Campania: sanità, trasporti, emergenza sicurezza e fondi europei.

Fico, al contrario, rivendica un approccio basato su contenuti e ascolto:
«Abbiamo parlato alle persone, ascoltandole».

«Sarò il presidente di tutti i campani»: l’apertura istituzionale

Nonostante il forte accento politico, Fico introduce subito un messaggio istituzionale. Lo definisce una priorità: deporre le armi della propaganda e ricostruire un clima istituzionale più civile.

«Mi auguro che si abbassino i toni. Le istituzioni vengono prima di tutto» afferma.

Poi l’affermazione chiave che segna l’inizio del suo mandato:

«Sarò il presidente di tutti i campani, di chi ci ha votato e di chi ha votato altri».

Una dichiarazione che intende segnare una discontinuità rispetto alla fase di scontro vissuta nella lunga era De Luca–Governo centrale e che prova a ricompattare un territorio segnato da profonde fratture sociali e amministrazioni per anni commissariate.

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La battaglia contro l’autonomia differenziata: «L’Italia è una e indivisibile»

La parte più politica delle dichiarazioni riguarda uno dei temi nazionali che ha maggiormente acceso il dibattito al Sud: l’autonomia differenziata.

Fico è diretto:

«Non vogliamo l’autonomia differenziata. L’Italia è una e indivisibile, come dice la Costituzione».

Sottolinea che il fronte contrario non è solo meridionale, ma che esiste anche un pezzo del Nord che teme le conseguenze su sanità, scuola e trasporti.

La Campania, dunque, diventerebbe secondo Fico il simbolo della resistenza istituzionale a una riforma considerata penalizzante per il Mezzogiorno.

Il messaggio al Governo: «La politica non deve indossare sempre una maglia»

Uno dei passaggi più significativi riguarda l’appello diretto alla Presidente del Consiglio e ai ministri. Fico invita a superare il logoramento continuo tra blocchi politici e a recuperare la dimensione istituzionale.

«La politica non deve indossare sempre una maglia. Bisogna mettere da parte le fazioni».

È una frase che segna una distanza dalla retorica identitaria degli ultimi anni e che punta a costruire un rapporto meno conflittuale con Palazzo Chigi, pur dichiarando senza ambiguità la contrarietà alle politiche del Governo.

Il messaggio è duplice:

  • critico sul metodo della campagna condotta dai ministri,
  • collaborativo sul piano istituzionale.
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L’obiettivo 2027: «Dalla Campania può partire il cambio di maggioranza nazionale»

La vittoria campana, insieme a quella di Antonio Decaro in Puglia, apre un altro capitolo nella lettura di Fico: una finestra politica sul 2027, anno delle prossime elezioni politiche.

Il governatore vede nella Campania una regione strategica:

«Se lavoreremo bene, nel 2027 può arrivare un cambio di maggioranza nazionale».

Per farlo, dice, bisogna:

  • governare bene,
  • dare risposte reali,
  • costruire soluzioni concrete,
  • mantenere unito un campo politico che per anni è stato frammentato.

La linea è chiara: trasformare il successo regionale in un laboratorio nazionale.

Fine del ciclo De Luca, inizio di una nuova fase politica campana

La vittoria di Fico chiude un decennio di amministrazione De Luca, segnato da centralismo decisionale, progetti infrastrutturali ambiziosi, scontri politici, successi amministrativi riconosciuti ma anche polemiche interne ed esterne alla coalizione.

La transizione non è banale: Fico eredita:

  • una sanità regionale da riorganizzare dopo anni complessi,
  • un sistema dei trasporti in sofferenza,
  • la questione sicurezza nelle periferie,
  • il nodo dello sviluppo industriale e del lavoro,
  • le procedure ZES e il rapporto con il Governo,
  • la gestione del post-PNRR,
  • la ricostruzione dell’immagine di territori martoriati, come Caivano.

Il suo profilo – istituzionale, dialogante ma progressista – si colloca in forte discontinuità con quello del predecessore, pur provenendo dalla stessa area politica.

Cosa cambia ora: agenda, dossier e priorità del nuovo governatore

Le priorità che Fico ha indicato, direttamente e indirettamente, sono cinque:

  1. Sanità pubblica
    Rafforzamento dei presidi territoriali, riduzione delle liste d’attesa, recupero dei fondi PNRR non ancora allocati.
  2. Trasporti regionali
    Nodo EAV, sicurezza delle linee, infrastrutture su ferro, mobilità sostenibile.
  3. Politiche sociali e periferie
    Continuità con i dossier più delicati: Caivano, Parco Verde, aree interne.
  4. Lotta all’autonomia differenziata
    Coordinamento con altre regioni per una strategia istituzionale comune.
  5. Collaborazione istituzionale con Roma
    Evitando scontri sterili e puntando a ottenere più risorse e maggiore equità nel riparto dei fondi.

Le prime parole di Roberto Fico dopo la vittoria in Campania rappresentano l’avvio di un nuovo ciclo politico. Il messaggio è duplice: da una parte la rivendicazione di un successo elettorale che il nuovo governatore considera anche un segnale al Governo; dall’altra un forte richiamo alla responsabilità istituzionale e alla necessità di ricostruire un clima diverso tra politica e cittadini.

La Campania diventa così, almeno nelle intenzioni del nuovo presidente, il laboratorio di una possibile alternativa nazionale. E il 2027, nella sua visione, non è un traguardo lontano: è un percorso che inizia ora.

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