Dopo il caso Caivano, Fico propone un modello “a 360 gradi” basato su scuola, presidi sociali e legalità diffusa. Nel centrosinistra tensioni sulle liste e timori di nuovi passaggi al centrodestra.
La sicurezza entra nel cuore della campagna elettorale campana.
Dopo il caso dei coltelli nella scuola di Caivano, il candidato governatore del centrosinistra Roberto Fico ha scelto di rilanciare un tema tradizionalmente caro alla destra, rivendicandone però una visione sociale e inclusiva.
Un piano che punta a “tutelare i più deboli” e a restituire ai territori “la serenità di vivere in una regione sicura e giusta”.
Ma mentre la coalizione progressista prepara l’ufficializzazione del programma, al suo interno monta il caos liste: passaggi, defezioni e riunioni d’emergenza nel tentativo di blindare la squadra.
Il messaggio di Fico: «Sicurezza è equità sociale»
«La sicurezza è un tema che sta al centro del programma della coalizione progressista. Difendere il diritto di tutti a vivere in una regione sicura significa difendere l’equità».
Con queste parole, affidate ai social, Roberto Fico ha aperto la sua nuova settimana elettorale.
L’ex presidente della Camera lega il concetto di sicurezza non solo al presidio delle forze dell’ordine, ma a un sistema di prevenzione integrato, che parta dalle scuole e arrivi fino ai quartieri più fragili.
«Dobbiamo lavorare nelle scuole con presidi e insegnanti, fornendo loro tutto il supporto possibile.
Servono assistenti sociali, psicologi, operatori che indirizzino i giovani verso sport, cultura e formazione.
Lo Stato deve fare tutto il possibile per non lasciare nessuno indietro».
La ricetta, sintetizzata nel claim “Sicurezza è giustizia sociale”, si muove lungo due assi: prevenzione educativa e coesione territoriale.

Dal caso Caivano all’agenda politica
La scintilla nasce da Caivano, dove il ritrovamento di armi bianche in un istituto scolastico ha riaperto il dibattito nazionale.
Fico trasforma l’episodio in simbolo di una frattura sociale da sanare, puntando su un esercito civile di educatori e mediatori.
L’obiettivo è sottrarre il tema alla retorica securitaria e portarlo nel campo dell’inclusione: “proteggere i deboli” diventa il mantra della campagna.
Il sostegno del Pd: Valeria Valente e la critica a Cirielli
A sostenere la linea interviene la senatrice Valeria Valente (Pd), che contrappone la strategia progressista alla visione repressiva del centrodestra:
«La violenza trova spazio dove mancano strutture e opportunità.
Il governo della destra, di cui Cirielli è espressione, pensa di usare il penale per fare propaganda, in una torsione illiberale e inefficace».
La parlamentare dem richiama la necessità di ricostruire i luoghi di aggregazione e rafforzare il welfare giovanile, per impedire che i quartieri difficili diventino terreno di reclutamento per microcriminalità e devianza.
La macchina del centrosinistra tra ritardi e defezioni
Mentre il programma prende forma, il quartier generale progressista deve fare i conti con il nodo delle liste provinciali.
Martedì pomeriggio, in una sala riservata dell’Hotel Terminus di Napoli, si è tenuta una riunione d’emergenza.
Attorno al tavolo: Ciro Borriello, responsabile organizzativo della campagna Fico; il capogruppo Pd Mario Casillo; e Nello Mastursi, storico braccio destro di Vincenzo De Luca.
Obiettivo: bloccare nuovi passaggi verso il centrodestra e chiudere in tempo le candidature prima del deposito ufficiale di sabato 26 ottobre.
Il caso Sommese e le mosse del centrodestra
Al centro della contesa c’è Giuseppe Sommese, consigliere uscente di Azione, dato in trattativa con la coalizione di Edmondo Cirielli. Non ha firmato la candidatura con i socialisti, alimentando voci di un possibile cambio di campo. Situazione simile a quella di Francesco Iovino (Italia Viva), già confluito nel fronte del centrodestra.
Da via Santa Lucia si teme un effetto domino: Cirielli, forte del sostegno di Fratelli d’Italia e Noi Moderati, starebbe intensificando il pressing anche su ambienti mastelliani e su figure legate ad Italia Viva, come Armando Cesaro.
Il puzzle delle candidature
Intanto la coalizione prova a completare il mosaico:
- Casa Riformista ufficializza la candidatura di Teresa Ucciero (ex Azione);
- nella lista Fico Presidente entra Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Isola di Capri;
- nella lista del Pd Napoli mancano ancora otto nomi.
Il deposito ufficiale delle liste è fissato per sabato alle 12:00, mentre venerdì sarà presentato il programma definitivo elaborato nei tavoli tematici con i partiti della coalizione.
Le parole di De Luca jr: “Difendere quanto costruito”
Sul fronte dem, il segretario regionale Piero De Luca richiama alla coesione:
«Dobbiamo difendere il lavoro fatto in questi dieci anni in Campania: investimenti in occupazione, sanità, ambiente, cultura e sport.
Il Pd sarà protagonista di questo impegno e sosterrà Fico nell’interesse dei cittadini e delle imprese».
Una linea di continuità con il decennio del padre-governatore Vincenzo De Luca, che però continua a monopolizzare il dibattito interno.

De Luca senior e il duello sulla sanità
L’attuale presidente, a Pomigliano d’Arco per la posa della prima pietra di un nuovo ospedale di comunità, ha rilanciato la sfida diretta a Cirielli:
«Sono a disposizione per un dibattito sulla sanità in Campania con chiunque, candidati o ministri.
Quando siamo arrivati eravamo l’ultima regione d’Italia, commissariati, con la griglia Lea a 103 punti e nessun piano ospedaliero».
Un messaggio doppio: difendere l’eredità di governo e tenere il campo mediatico nel momento in cui il figlio Piero consolida la leadership del Pd regionale.
Il controcampo del centrodestra: “Stop clientele”
Dall’altra parte, Edmondo Cirielli e Fratelli d’Italia rilanciano la parola d’ordine:
«Con noi finirà la stagione delle clientele e dei favori. La Campania tornerà alla trasparenza e al merito».
L’intento è contrapporre al piano “sociale” di Fico una visione di rigore amministrativo e ordine istituzionale, nel solco del messaggio lanciato dalla premier Giorgia Meloni.

Sicurezza e campagna: due modelli a confronto
Nel discorso di Fico la sicurezza si declina come rete educativa e welfare di prossimità;
nel racconto di Cirielli come legalità e disciplina gestionale.
Il tema diventa dunque un campo di scontro simbolico:
- per il centrosinistra, il diritto a vivere senza paura coincide con uguaglianza sociale;
- per il centrodestra, con regole chiare e fine del clientelismo.
Verso la chiusura delle liste
A tre giorni dal termine per la consegna, la coalizione progressista lavora a un programma in 30 pagine che sarà presentato venerdì.
Le priorità:
- Sicurezza e legalità,
- Lavoro e salari dignitosi,
- Sanità territoriale,
- Transizione verde e mobilità sostenibile,
- Welfare giovanile e parità di genere.
Il documento rappresenterà la base su cui Fico cercherà di ricompattare una coalizione attraversata da differenze ideologiche ma unita dall’obiettivo di fermare il centrodestra.
Analisi: la sfida del linguaggio politico
Il rilancio del tema sicurezza da parte del centrosinistra segna una svolta comunicativa.
Per la prima volta in Campania, la sinistra sceglie di parlare apertamente di ordine pubblico, ma declinandolo in chiave sociale e partecipativa.
Un tentativo di recuperare consensi in aree popolari dove, negli ultimi anni, il discorso della destra su degrado e paura aveva trovato terreno fertile.
Cosa c’è in gioco
Le elezioni regionali del 2025 rappresentano un test politico nazionale:
- per la premier Meloni, confermare l’egemonia nel Sud;
- per il Pd e i progressisti, dimostrare che esiste una “via campana” alla governance;
- per Fico, trasformare la propria figura istituzionale in leadership territoriale.
Tra liste in bilico e scontri programmatici, la campagna campana entra nella fase più intensa. Fico prova a ridefinire la sicurezza come diritto sociale; Cirielli la rivendica come rigore amministrativo. Il risultato dipenderà da chi riuscirà a parlare alla paura e alla speranza dei campani. Sabato, con il deposito ufficiale delle liste, si aprirà la vera corsa a Santa Lucia.


