Fico a Ercolano sostiene Antonietta Garzia e trasforma la campagna elettorale in una prova politica per il campo largo: dalla Costa del Vesuvio alla sanità territoriale, il presidente della Regione lega la sfida comunale ai primi dossier di governo.
Non un semplice endorsement elettorale, ma una vera investitura politica. Roberto Fico arriva a Ercolano per l’apertura della campagna elettorale di Antonietta Garzia e costruisce intorno alla candidata sindaca un discorso che va oltre il voto comunale. Il presidente della Regione Campania lega la sfida nella città degli Scavi al progetto più ampio del campo largo, alla tenuta dei territori, alla sanità di prossimità, al futuro della Costa del Vesuvio e alla necessità di tenere alta “l’asticella” dell’etica e della legalità.
Il messaggio è chiaro: Ercolano non è una partita isolata, ma un nuovo tassello della rete politica e amministrativa che il campo progressista prova a consolidare in Campania. Una rete che, nelle parole di Fico, parte dai Comuni e arriva fino alla Regione, con l’obiettivo di rafforzare i territori e i servizi per i cittadini.

Il retroscena di Fico su Garzia
Nel suo intervento, Fico sceglie di partire da un ricordo personale. Racconta di aver conosciuto Antonietta Garzia circa un anno fa, durante gli incontri tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e altre forze politiche per costruire il campo largo in Campania e poi la sua candidatura alla presidenza della Regione.
È in quel contesto, spiega, che avrebbe maturato un giudizio politico sulla candidata. “Mentre facevamo questi incontri io sinceramente pensavo, ma non l’ho mai detto a nessuno, quindi è la prima volta che lo dico, secondo me sarebbe un’ottima candidata a sindaca”, afferma Fico dal palco.
Una frase che vale come investitura diretta. Il presidente della Regione descrive Garzia come una figura “molto attenta”, “caparbia”, “una grande organizzatrice”, capace di intervenire con competenza nei momenti giusti. Doti che, secondo Fico, sono fondamentali per chi ambisce ad amministrare un territorio complesso come Ercolano.
Il passaggio non è casuale. Fico non si limita a dire che Garzia è la candidata della coalizione. Prova a presentarla come una scelta maturata dentro un percorso politico, come una figura emersa durante il lavoro di costruzione del campo largo e non come il risultato di un accordo improvvisato.
Il campo largo alla prova di Ercolano
La candidatura di Antonietta Garzia nasce dentro una coalizione ampia che tiene insieme Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Avanti, Casa Riformista, Per, Progetto civico Italia e Si riparte da Herculaneum. Un perimetro politico largo, confermato anche dalle cronache nazionali, che fa di Ercolano uno dei test più significativi per l’alleanza progressista in Campania.
Fico lo dice apertamente, collocando la sfida ercolanese dentro una traiettoria già sperimentata: “L’abbiamo fatto in Regione Campania, abbiamo vinto. L’abbiamo fatto a Napoli con il sindaco Manfredi, abbiamo vinto. Ora siamo qui a Ercolano con un’ottima e bravissima candidata sindaca: con il campo largo, vinceremo a Ercolano”.
Il punto politico è proprio questo: per Fico, il campo largo non è solo una formula elettorale, ma un metodo che può essere replicato se nasce dal “lavoro vero territoriale” e da “punti programmatici importanti”. Ercolano diventa così il luogo in cui misurare se l’alleanza tra forze progressiste, civiche e riformiste può trasformarsi in proposta di governo locale.

“Garzia garantirà la coalizione, ma soprattutto i cittadini”
Uno dei passaggi più forti dell’intervento riguarda il ruolo che Fico assegna alla candidata. “Io mi sento che lei garantirà la coalizione ma soprattutto garantirà i cittadini di Ercolano”, afferma.
È una frase che sposta il baricentro del discorso. La coalizione conta, ma non basta. Il punto, per Fico, è la capacità di amministrare mettendo al centro le persone e il territorio. “Perché bisogna avere cura delle persone e cura del territorio”, aggiunge.
Da qui parte una riflessione più ampia sui Comuni. Secondo il presidente della Regione, “rinforzare i Comuni” significa “rinforzare i territori”, e quindi “rinforzare le persone, la democrazia e le istituzioni che prima di tutto sono territoriali”.
È il cuore politico del suo intervento: la Regione non viene descritta come un livello distante, ma come un’istituzione che deve lavorare con i Comuni per costruire servizi, progetti e risposte concrete. In questa cornice, Garzia viene presentata come la figura chiamata a tenere Ercolano dentro una strategia regionale più ampia.
Costa del Vesuvio, il mare come progetto politico
Fico collega poi la campagna elettorale di Ercolano a uno dei dossier più rilevanti delle ultime settimane: il Masterplan Costa del Vesuvio. La Regione Campania ha attivato il Programma Integrato di Valorizzazione con Delibera n. 147 del 23 aprile 2026, includendo nell’area target anche Ercolano, insieme ad altri Comuni della fascia vesuviana e dell’area orientale di Napoli.
Dal palco, Fico rivendica quel passaggio e lo lega direttamente al programma politico presentato in campagna elettorale regionale. “La settimana scorsa in Giunta Campania ha approvato il masterplan di Costa del Vesuvio che va proprio nella direzione di quello che ci siamo detti più volte in campagna elettorale”, dichiara.
L’obiettivo indicato è ambizioso: “Vogliamo un mare bagnabile da San Giovanni a Teduccio fino ad arrivare a Castellammare di Stabia, con una spiaggia, con i servizi, con le piste ciclabili, con il verde dove le persone possono scendere di casa, buttarsi a mare in modo gratuito e vivere in un posto bellissimo”.
È uno dei passaggi più spendibili dell’intervento, perché lega Ercolano a una visione di costa, turismo, ambiente e qualità della vita. Non solo Scavi, non solo patrimonio archeologico, ma un territorio che prova a ripensarsi anche attraverso il rapporto con il mare, la mobilità dolce, gli spazi pubblici e i servizi.

Sanità territoriale, il dossier che parla alla città
L’altro tema centrale è la sanità. Fico rivendica l’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario e collega quel risultato ai primi investimenti sul personale e sulla rete territoriale. Nel suo intervento, il governatore mette al centro proprio la medicina di prossimità: “A breve avremo una sanità territoriale più forte, che è la vera sanità territoriale che noi dobbiamo avere per poter avere un sistema sanitario pubblico migliore”.
Il ragionamento è molto concreto: investire sul territorio, sulle Case di Comunità, sugli Ospedali di Comunità, sui COT e sulla telemedicina significa decongestionare i pronto soccorso, ridurre gli accessi impropri e prendere in carico prima le persone con bisogni sanitari non urgenti.
“Se investiamo nel territorio, a partire dalla telemedicina, dalle Case di Comunità, dagli Ospedali di Comunità, avremo una rete di emergenza-urgenza, ovvero quella dei pronti soccorsi, con degli accessi molto migliori”, sostiene Fico.
Il tema si intreccia direttamente con la campagna elettorale di Garzia. Nei giorni scorsi, infatti, la candidata aveva chiesto un confronto istituzionale proprio con Fico per portare anche a Ercolano una Casa di Comunità a Villa Matarazzo, presentandola come un presidio stabile e accessibile per famiglie, anziani e persone fragili.

L’etica e la legalità come linea di confine
Nel finale, Fico alza il tono politico e introduce il tema della legalità. “Il nostro territorio ha sempre bisogno di un’asticella altissima sull’etica e sulla legalità perché basta un attimo che ci distraiamo e torniamo indietro”, dice.
È un passaggio importante, soprattutto a Ercolano, città che negli anni ha costruito una parte significativa della propria narrazione pubblica intorno al riscatto civile, alla legalità e alla trasformazione del territorio. Fico richiama la responsabilità individuale e collettiva: “Ognuno deve essere trincea di quello che vuole difendere e deve costruire gli avanzamenti che vuole portare avanti”.
Il messaggio è netto: nessuno può fare da solo. Non bastano i leader, non bastano le dichiarazioni pubbliche, non basta la comunicazione. “È inutile stare sempre in televisione, è inutile stare sempre a pontificare, è inutile stare a comunicare ogni due o tre. Noi dobbiamo lavorare, lavorare tanto e poi comunicare”, afferma.
Una frase che contiene anche una precisa idea di politica: prima gli atti, poi il racconto. Prima i servizi, poi la comunicazione. Prima i risultati, poi la rivendicazione pubblica.
Il centro dell’autismo e il senso della politica
Per spiegare questo metodo, Fico cita il centro per l’autismo di Avellino, ricordando la determina da 150mila euro sbloccata dalla Regione per completare la struttura. “Io su questo non ho detto più niente e non dirò più niente fino a quando il centro dell’autismo ad Avellino non sarà inaugurato”, afferma.
Il senso del ragionamento è chiaro: la politica trova la sua misura non nella dichiarazione, ma nel servizio che arriva davvero alle persone. “Il fine ultimo della politica è proprio quel ragazzo o quella ragazza autistica, quella persona che è in difficoltà, quella persona in carrozzella che si sente più tutelata e che ha un servizio migliore”.
È qui che l’intervento assume il tono più identitario. Fico lega la candidatura Garzia non solo al campo largo, ma a una visione della politica come cura delle fragilità, sostegno ai territori, costruzione di servizi e responsabilità amministrativa.
Ercolano dentro la rete regionale
La chiusura dell’intervento restituisce il senso complessivo della presenza di Fico a Ercolano. La candidatura di Antonietta Garzia viene presentata come un passaggio dentro una costruzione più ampia: una rete territoriale, regionale e poi nazionale.
“Io so che questa, l’aiuto alla persona, l’aiuto al territorio, sarà ciò che darà più soddisfazione alla nostra futura sindaca”, dice Fico, prima di concludere: “Mettiamo un ulteriore tassello per completare la rete regionale e poi sarà la rete nazionale”.
La sfida di Ercolano, dunque, non viene raccontata solo come una competizione amministrativa. Diventa un banco di prova per il campo largo, ma anche per la capacità della Regione di trasformare i grandi dossier in ricadute concrete sui Comuni: mare, sanità territoriale, cultura, turismo, lavoro, legalità.
Per Fico, Garzia è la candidata chiamata a tenere insieme questi livelli. E il messaggio consegnato alla campagna elettorale è netto: Ercolano può diventare un tassello della rete regionale solo se la coalizione saprà trasformare l’unità politica in governo quotidiano del territorio.



Fico farebbe bene a concentrarsi sulla regione e pensare a mantenere la sua SOLENNE promessa per l’Acqua Pubblica non solo per le fonti primarie della grande adduzioni ma anche per la distribuzione nelle grandi città. ABC acqua bene comune, società pubblica non spa.