Fico chiude la campagna elettorale puntando su sanità, rigenerazione urbana, inclusione e formazione, e conferma: «Di Fenza? Sono stato io a dire no alla candidatura»
A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, Roberto Fico rivendica il metodo scelto per correre alla guida della Regione Campania: niente show, niente risse mediatiche, ma «politica fatta parlando delle cose da fare». Nel suo intervento, il candidato del centrosinistra sottolinea la responsabilità di distinguersi dagli attacchi personali, proponendo invece un programma basato su sanità pubblica, inclusione sociale, rigenerazione urbana e sviluppo del lavoro. E sul caso Di Fenza, Fico conferma: «Sì, sono stato io a dire no alla candidatura nelle nostre liste».
«Niente show, solo politica»: il messaggio di Fico agli elettori
Fico rivendica la scelta di non entrare nelle polemiche personali che hanno accompagnato la campagna elettorale: «Io credo che i campani abbiano intelligenza e cultura per discernere le proposte dagli show. Come vedete, quasi mai ho risposto agli attacchi e non abbiamo fatto saltelli sul palco».
Una stoccata indiretta agli avversari, ma anche un posizionamento chiaro: sobrietà e contenuti al centro della proposta politica.

Il programma: sanità di prossimità, inclusione sociale e rigenerazione urbana
Alla vigilia dell’evento finale a Napoli, Fico ribadisce i pilastri del programma progressista.
– Sanità pubblica e medicina territoriale, con investimenti sulla telemedicina e sul rafforzamento dei servizi per le aree interne.
– Sostegno alle famiglie vulnerabili, con misure dedicate ad autismo, disabilità e salute mentale.
– Rigenerazione urbana, con particolare attenzione a Napoli Est, dove insiste la trasformazione dell’ex area industriale in un polo universitario e produttivo.
– Impresa, lavoro e formazione, con l’obiettivo di potenziare competenze e qualità dell’occupazione.
– Sviluppo della linea di costa, intesa come motore economico e turistico.
Fico richiama la necessità di una politica ancorata ai valori della sinistra: solidarietà, diritti e inclusione come base per elaborare programmi e scelte amministrative.

Il caso Di Fenza: «Sono stato io a dire no alla candidatura»
Durante l’incontro, Fico risponde anche a una domanda sul caso che ha coinvolto Pasquale Di Fenza, consigliere regionale uscente espulso da Azione dopo il video girato nel suo ufficio con la tiktoker Rita De Crescenzo e ricandidato oggi con Forza Italia a sostegno di Cirielli.
Secondo un’inchiesta di Fanpage, Di Fenza avrebbe avuto contatti con una famiglia di Marano ritenuta vicina al clan Polverino.
Alla domanda se fosse stato lui a opporsi alla candidatura nelle proprie liste, Fico risponde secco: «È vero». Una presa di posizione politica netta, che arriva in un momento delicato della campagna.
Una chiusura che punta al merito: «Si vota su ciò che vogliamo costruire»
Il candidato insiste sul fatto che il voto non debba essere guidato dalle polemiche, ma dalla visione futura: «Quando parliamo di sanità pubblica, di famiglie fragili, di lavoro, di rigenerazione urbana, abbiamo le idee chiarissime. La politica si fa sui programmi e sui valori».
Un messaggio che anticipa il comizio finale, decisivo per provare a consolidare il vantaggio registrato dai sondaggi.
Il contesto politico: lo scontro finale prima del voto
L’intervento arriva in una fase di forte polarizzazione, con attacchi incrociati tra centrosinistra e centrodestra e un clima che rende ogni dichiarazione potenzialmente decisiva. Fico prova a smarcarsi dalle accuse, puntando sulla credibilità programmatica.
La sfida con Edmondo Cirielli si giocherà anche su questo terreno: la capacità di convincere gli indecisi mostrando competenza e stabilità.


