Il segretario generale della Uil Campania e Napoli denuncia la precarietà delle condizioni di lavoro dopo il decesso di un 58enne durante lo spurgo di un pozzo nero
L’80esimo anniversario della nascita della Repubblica si è aperto in Campania con una nuova tragedia sul lavoro. A Ercolano, un uomo di 58 anni è morto ieri durante le attività di spurgo di un pozzo nero all’interno di un ristorante. La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento da parte delle autorità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e le indagini. Ad intervenire sul caso è Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania e Napoli, che ha parlato di una ricorrenza “macchiata da un altro incidente mortale”.
L’incidente nel ristorante di via Benedetto Cozzolino
Secondo le prime ricotruzioni del caso, l’uomo sarebbe stato impegnato in operazioni di manutenzione e svuotamento di un pozzo nero quando sarebbe stato colpito da esalazioni di gas. L’intervento si è svolto in un locale situato in via Benedetto Cozzolino, area già interessata in passato da attività commerciali e ristorative. Le cause precise del decesso non sono ancora state ufficialmente chiarite. Gli investigatori stanno verificando le condizioni di sicurezza del sito, le procedure adottate e l’eventuale presenza di dispositivi di protezione individuale. Le verifiche dei carabinieri della tenenza di Ercolano proseguono per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi.
Le parole di Sgambati e il richiamo alla Costituzione
Giovanni Sgambati, intervenuto dopo aver partecipato alle celebrazioni per la Festa della Repubblica, ha collegato l’episodio al significato stesso del 2 giugno. “Il 2 giugno segna ancora una forte presenza di precarietà, molto spesso poco dignitosa, e, come accaduto ieri, macchiata da un altro incidente mortale”, ha dichiarato.
Il segretario generale della Uil Campania e Napoli ha sottolineato la necessità di non abbassare la guardia sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel suo intervento ha richiamato i valori costituzionali, evidenziando come il lavoro resti un punto centrale ma ancora esposto a criticità strutturali.
Sgambati ha inoltre rilanciato alcune proposte già al centro del dibattito sindacale, tra cui il riconoscimento dell’omicidio colposo sul lavoro e l’istituzione di una procura specializzata. Secondo il sindacato, tali strumenti potrebbero rafforzare il sistema di tutela e garantire maggiore efficacia nelle indagini.

Morti sul lavoro in Campania: il quadro del 2025
Il caso di Ercolano riporta l’attenzione sul fenomeno delle cosiddette “morti bianche” in Campania. Secondo i dati diffusi a livello regionale, nel corso del 2025 si sono registrati 68 decessi sul lavoro, un numero che colloca la regione tra le aree con maggiore incidenza di incidenti mortali in rapporto agli occupati. Le statistiche nazionali evidenziano come il tema della sicurezza resti centrale nel dibattito pubblico e istituzionale. Le analisi dell’Inail indicano che una parte significativa degli incidenti avviene in contesti caratterizzati da attività ad alto rischio o da carenze nei sistemi di prevenzione.
Indagini in corso e attenzione delle istituzioni
Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire eventuali responsabilità e verificare il rispetto delle norme di sicurezza. In particolare, gli inquirenti stanno valutando le condizioni operative in cui si è svolto l’intervento e la presenza di eventuali misure di prevenzione dei rischi legati alla presenza di gas in ambienti chiusi. Il caso, per la sua dinamica, si inserisce in una casistica già nota agli operatori del settore, che riguarda gli interventi in spazi confinati, considerati tra i più pericolosi in ambito lavorativo.


