Dalle petizioni ignorate alla tragedia: il Comitato Mi Riguarda punta accusa l’amministrazione per il buio e i dissuasori mai installati.
E’ l’architetto Italo Ferraro travolto da uno scooter ieri sera in Corso Vittorio Emanuele. Il professionista muore al Vecchio Pellegrini durante la notte per le gravi ferite riportate. Questo dramma rappresenta il secondo incidente mortale in soli due giorni, dopo il sinistro di domenica a Corso Garibaldi. La città piange un illustre accademico mentre l’allarme sicurezza scuote l’intera comunità partenopea. Intervengono i comitati.
Una vita dedicata all’urbanistica e alla scrittura
Uno scooter condotto da una ragazza travolge l’accademico mentre attraversa il Corso Vittorio Emanuele nella serata di lunedì 23 marzo. Nonostante i soccorsi, l’uomo muore durante la notte.
Ferraro dedica la sua vita all’urbanistica e alla scrittura, combattendo paradossalmente proprio per la sicurezza stradale.
La dinamica dell’incidente
Una tragedia stradale spezza la vita dell’architetto Italo Ferraro al Corso Vittorio Emanuele. Intorno alle 19:30, una donna di 27 anni alla guida di un’Aprilia Sport City investe l’ottantaquattrenne mentre attraversa la carreggiata all’altezza del civico 532. L’impatto scaglia a terra il pedone, le cui condizioni appaiono subito disperate ai soccorritori.
Un’ambulanza trasporta d’urgenza la vittima in codice rosso all’Ospedale Pellegrini, ma le gravi ferite provocano il decesso alle 5:00 di martedì 24 marzo. Gli agenti della Polizia Locale sequestrano immediatamente il motociclo e ritirano la patente alla conducente, ora ricoverata al CTO. Gli inquirenti dispongono accertamenti tossicologici urgenti per verificare lo stato della giovane al momento dell’impatto. L’Autorità Giudiziaria trattiene la salma per l’autopsia, mentre la città osserva con sgomento l’ennesimo tributo di sangue versato sull’asfalto partenopeo. La dinamica dei fatti evidenzia ancora una volta la fragilità dei pedoni nelle arterie cittadine.

La denuncia del comitato “Mi riguarda”
Il Comitato Mi Riguarda denuncia con forza l’ennesimo incidente causato dall’alta velocità e dalla scarsa illuminazione stradale. L’associazione sollecita risposte immediate circa l’installazione dei dissuasori promessi dall’amministrazione al Corso Vittorio Emanuele. I cittadini attestano di aver presentato una petizione già a luglio, ricevendo rassicurazioni dall’assessore per un intervento entro novembre presso le scuole di piazza Mazzini.
“C’è stato un altro incidente per la forte velocità e la scarsa luminosità, un caro amico nostro è in gravi condizioni – scriveva ieri il Comitato Mi Riguarda – In quel tratto del Corso Vittorio Emanuele il dissuasore quando verrà messo? I cittadini hanno consegnato a luglio una petizione con la promessa dell’assessore che a fine novembre sarebbe stato installato sul lato di piazza Mazzini vicino alle scuole e di una diversa soluzione per il primo tratto di via Salvator Rosa, dopo piazza Mazzini, verso il Museo. Aspettiamo ancora di essere ricevuti per sapere cosa ha impedito questo programma. Dopo due PEC e diverse telefonate non ci hanno ancora ricevuti. I cittadini sono stanchi. A breve saremo ricevuti dal Prefetto e dal Questore. Non sappiamo che altro fare”.
Silenzio da parte dell’amministrazione
Tuttavia, il ritardo burocratico esaspera i residenti, i quali attendono ancora soluzioni concrete per il tratto verso via Salvator Rosa. Nonostante l’invio di PEC e numerose telefonate, le istituzioni non concedono ancora l’incontro richiesto. Il gruppo esprime stanchezza per il silenzio amministrativo e annuncia l’imminente colloquio con il Prefetto e il Questore per affrontare l’emergenza sicurezza. La comunità rivendica il diritto a strade sicure e accusa il mancato rispetto dei programmi stabiliti, sottolineando come la negligenza istituzionale minacci quotidianamente l’incolumità dei pedoni e degli abitanti.
Dito puntato contro le carenze della viabilità
I membri del comitato gridano giustizia e si stringono attorno alla famiglia della vittima. L’associazione denuncia con fermezza la totale mancanza di protezione per i cittadini, nonostante le continue segnalazioni inviate agli organi competenti. Il gruppo punta il dito contro le gravi carenze della viabilità, l’assenza di un efficace controllo del territorio e la pericolosa scarsa illuminazione che caratterizza quel tratto stradale. Questa tragedia conferma l’urgenza di interventi strutturali per evitare che l’asfalto napoletano continui a mietere vittime innocenti a causa dell’inerzia istituzionale.
“I nostri cittadini non sono protetti nonostante le continue sollecitazioni dei nostri comitati sulla questione viabilità, controllo del territorio e scarsa illuminazione di questo tratto di strada”, conclude il Comitato.
E mentre una famiglia piange la scomparso di un caro e Napoli perde un professionista stimato, la cittadinanza resta in attesa di ricevere risposte concrete per far si che le strade possano essere un luogo sicuro degno di essere vissuto.


