Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri
Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri

14 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Fratelli di Italia senza sosta contro le parole di Gratteri sul “no” al referendum: “Affermazioni gravissime, chieda scusa”

Non si placa la polemica sulle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Lo sprint di Fdi.

Continua senza sosta lo sprint di FDI contro Gratteri. Le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri alimentano accese polemiche. Secondo il magistrato, il referendum sulla giustizia riceverà il sostegno di indagati, imputati e massoneria deviata. Queste parole hanno scatenato uno scontro durissimo con il ministro Carlo Nordio. Nonostante il confronto televisivo, il centrodestra e i sostenitori del proseguono l’attacco, contestando duramente la visione del magistrato e il merito delle sue affermazioni.

Sale la tensione, 51 magistrati si esprimono in un comunicato ufficiale

Non si ferma lo sprint di Fratelli di Italia contro Gratteri. Arriva anche l’iniziativa intrapresa da 51 magistrati ha inasprito ulteriormente il clima di tensione attorno alle parole di Nicola Gratteri. Attraverso un comunicato ufficiale, il gruppo di toghe ha criticato apertamente quello che definiscono l’“assordante silenzio dell’Anm”, scegliendo di scusarsi direttamente con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati dalle dichiarazioni del procuratore di Napoli.

Il passaggio più duro della nota assume i toni di una vera sfida istituzionale: sottolineando come le adesioni dei magistrati favorevoli al sì siano in costante aumento, i firmatari hanno lanciato una provocazione diretta al procuratore, invitandolo polemicamente a “indagarli tutti”.

Scontro istituzionale senza sosta: intervengono Corsetto e Salvini

Questa presa di posizione ha incassato l’immediato plauso della coalizione di governo, che vede nella mossa dei 51 una conferma delle proprie ragioni. Nel frattempo, il fronte del centrodestra accelera sulla campagna referendaria: Fratelli d’Italia è già al lavoro per definire le modalità del coinvolgimento diretto della premier Giorgia Meloni, segnale di come la battaglia sulla giustizia stia diventando il terreno di scontro politico prioritario della stagione.

Il fronte del no tenta di contenere la polemica, parlando di una chiara strumentalizzazione politica e richiamando la priorità della difesa della Costituzione. Tuttavia, le dichiarazioni di Nicola Gratteri rimangono il fulcro di uno scontro istituzionale senza sosta. Le reazioni dai vertici del governo sono state durissime: il ministro della Difesa Guido Crosetto ha liquidato la posizione del magistrato definendolo, in questa circostanza, del tutto indifendibile.

Il vicepremier Matteo Salvini, dopo aver inizialmente ipotizzato una denuncia, ha bollato le affermazioni del procuratore come “insulti a casaccio”.

Salvini ha poi alzato il tiro, dichiarando che il primo passo necessario per ricomporre la frattura dovrebbero essere le scuse ufficiali da parte del magistrato. La tensione resta dunque altissima, con la maggioranza che utilizza il “caso Gratteri” per evidenziare la necessità di una riforma profonda del sistema giudiziario e dei rapporti tra poteri dello Stato.

Comitato Camere Penali per il Sì
Comitato Camere Penali per il Sì

Da Zangrillo l’attacco più duro

Lo scontro istituzionale raggiunge il culmine con l’intervento di Paolo Zangrillo, che mette in dubbio l’idoneità di Gratteri a ricoprire il suo ruolo. Sulla stessa linea, Alessandro Sallusti rincara la dose, suggerendo ironicamente un test antidoping oltre a quello psicoattitudinale proposto dal ministro Nordio.

All’interno del CSM, la pressione cresce grazie ai consiglieri laici: Enrico Aimi definisce le parole del procuratore “arroganti”, ribadendo che nessuno è un intoccabile. Isabella Bertolini e Claudia Eccher sollecitano l’organo a dissociarsi da affermazioni ritenute “gravissime”.

Tuttavia, i consiglieri togati (con l’eccezione di Bernardette Nicotra) pongono un freno, ricordando che l’azione disciplinare spetta solo al Ministro o al Procuratore generale della Cassazione. Il timore espresso dai togati è che si stia tentando di trascinare il CSM in un dibattito referendario che dovrebbe restare fuori dalle aule di giustizia.

Centrodestra pronto allo sprint elettorale

Il centrodestra accelera per lo sprint elettorale, con Fratelli d’Italia pronta a schierare la premier Giorgia Meloni in prima persona. Tra le tappe chiave spunta un grande evento a Milano a metà marzo, confermando la volontà di restare “tra la gente”, come dichiarato da Arianna Meloni.

La strategia punta su una mobilitazione totale, cercando però un equilibrio delicato: l’obiettivo è attivare la base senza scivolare in una eccessiva politicizzazione. Nella prossima direzione si discuterà proprio la “postura” finale, per gestire con cautela il confine tra entusiasmo elettorale e scontro istituzionale.

Diverse le strategie di partito

Le strategie dei partiti divergono: Forza Italia invita alla prudenza, suggerendo di evitare lo scontro frontale con le toghe per puntare invece sul merito della riforma. La Lega, invece, annuncia un impegno totale post-Olimpiadi con una capillare mobilitazione nei gazebo.

Sul fronte del No, Elly Schlein attraversa l’Italia per difendere la Costituzione dal rischio di modelli autoritari, mentre Giuseppe Conte prepara un tour tra piazze e università. Infine, la società civile con Giovanni Bachelet lancia l’allarme, definendo la riforma un “attacco mortale ai diritti” dei cittadini.

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