Guardia di Finanza
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📍 Napoli

16 Luglio 2026

Martina Sarracino

False lauree a Napoli: scoperto un sistema di titoli universitari inesistenti, 37 indagati e centinaia di sequestri

Scoperto a Napoli un presunto sistema di false lauree: la Guardia di Finanza sequestra diplomi e piattaforme online, mentre 37 persone finiscono nel registro degli indagati

Una presunta organizzazione dedita al rilascio di false lauree è stata scoperta a Napoli dalla Guardia di Finanza. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica, coinvolgendo 37 persone indagate.

Quasi vent’anni di attività e centinaia di titoli rilasciati

Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe promosso attraverso internet un falso ateneo capace di offrire corsi di laurea triennali e magistrali in ambiti come Sociologia e Scienze Turistiche. Agli iscritti veniva richiesta una quota annuale di circa 1.500 euro, in cambio della possibilità di ottenere titoli che, però, non avevano alcun valore legale. L’istituzione, infatti, non risultava riconosciuta dal sistema universitario italiano. Le indagini hanno portato alla luce un’attività che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe durata dal 2004 al 2024. In questo periodo sarebbero stati prodotti e distribuiti 459 certificati di laurea, di cui 49 relativi a lauree honoris causa.

I documenti sequestrati dagli investigatori riportavano elementi destinati a conferire maggiore credibilità all’ente. Tra questi, c’erano anche sigilli ritenuti contraffatti e riferimenti a presunti riconoscimenti o iscrizioni presso organismi pubblici. Gli investigatori hanno inoltre contestato l’utilizzo del logo della Regione Campania, elemento che avrebbe contribuito a creare un’apparenza di ufficialità.

Un’università solo apparente: il ruolo del web nella truffa

Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarda il modo in cui l’organizzazione avrebbe costruito la propria immagine pubblica. Attraverso un sito internet e profili sui social, sarebbero stati diffusi articoli, fotografie e video di cerimonie di proclamazione. L’obiettivo era quello di trasmettere l’idea di una vera istituzione accademica. Le perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza hanno però evidenziato l’assenza di una struttura universitaria reale. Il materiale raccolto avrebbe permesso agli investigatori di individuare numerosi destinatari dei titoli e di ricostruire il funzionamento del presunto sistema.

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Le accuse e gli indagati coinvolti

Tra le 37 persone coinvolte nell’indagine, 34 sono considerate destinatarie dei titoli rilasciati dall’ente, mentre tre sono accusate di avere avuto un ruolo nella gestione dell’organizzazione. Le ipotesi di reato contestate comprendono associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di altri pubblici sigilli. L’inchiesta è nata dopo una segnalazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, che avrebbe permesso di avviare gli accertamenti su un’attività potenzialmente in grado di danneggiare la credibilità del sistema universitario italiano.

Il rischio delle ‘scorciatoie’

Il caso solleva interrogativi importanti sul valore dell’istruzione e sul fenomeno delle false certificazioni. Una laurea non rappresenta soltanto un documento formale, ma il risultato di anni di studio, sacrifici, verifiche e competenze acquisite. La possibilità di ottenere un titolo senza un reale percorso accademico rischia di penalizzare chi ha seguito regolarmente il proprio percorso universitario.

La vicenda mette in evidenza anche il ruolo fondamentale della verifica delle informazioni online. In un momento storico in cui siti internet e social possono creare facilmente un’immagine di affidabilità, diventa necessario controllare sempre l’autenticità di enti, corsi e certificazioni. Il caso invita anche a riflettere sul rapporto tra successo personale, formazione e ricerca di scorciatoie. La pressione sociale per ottenere titoli e riconoscimenti può spingere alcune persone a scegliere strade rapide, dimenticando che il valore di una competenza nasce dal percorso affrontato per conquistarla.

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