L’esposizione mediatica di un grande evento, in questo caso letterario, impongono una certa coerenza, se cosi si può dire, nel considerare la stessa anima dell’iniziativa. A Salerno, in attesa del tanto atteso Festival della Letteratura, una decisione molto forte è stata presa. Esposizione mediatica o chissà cos’altro, il punto è un altro. Oggi, la polemica è forte tra chi approva e chi disapprova il provvedimento che ha coinvolto l’autore Erri De Luca.
Il festival
Uno degli eventi più importanti del sud Italia, per quel che riguarda l’ambito culturale. Una manifestazione giunta ormai alla sua quattordicesima edizione che si svolge in pieno centro storico a Salerno. Presentazioni, dibattiti e incontro con i protagonisti della letteratura, musicisti e artisti di ogni genere, nazionali e internazionali.

La kermesse, in programma dal 13 al 20 giugno avrà come tema, quest’anno, “Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti. L’intera edizione 2026 è inoltre dedicata al poeta salernitano Alfonso Gatto, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua scomparsa. Una città che per tutta la durata del festival si trasforma. Più di 150 ospiti attesi, tanta cultura e tanto movimento artistico. Nonostante tutto, però, negli ultimi giorni la stessa manifestazione è stata letteralmente travolta dalle polemiche.
Cosa è successo?
L’episodio che ha generato la serie di polemiche di cui sopra, rappresenta una di quelle situazioni che di questi tempi possono portare a forti scontri di natura quasi ideologica. In alcuni casi, però, lo stesso pensiero critico, l’idea, possono eludere tali argomenti e cosi tutto può essere ricondotto a qualcosa che potrebbe quasi associarsi alla parte etica di ognuno di noi.
L’evento che ha generato il caos sul Festival della Letteratura di Salerno è una dichiarazione dell’autore Erri De Luca, riportata dal quotidiano “Il Foglio”. De Luca, per sommi capi, dichiarava quanto segue: “Sono un sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio”. A questo punto il pasticcio è bello che servito. Sui social scoppia la polemica, lo stesso autore prova in qualche modo a ridimensionare quanto dichiarato proprio attraverso un post sul web. L’effetto domino ha ormai iniziato il suo corso.
La decisione dell’organizzazione
A quel punto, entra in scena l’organizzazione del Festival della Letteratura di Salerno. Lo stesso Erri De Luca, da programma avrebbe dovuto tenere, una sorta di discorso inaugurale ad inizio manifestazione. Dopo le sue dichiarazioni, però, qualcosa è cambiato, e lo stesso condirettore dell’evento, Gennaro Carillo ha preso una posizione molto netta rispetto alle parole dell’autore.
“La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla Erri De Luca – spiega Carillo – autore molto letto e altrettanto amato. Ma la prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza”. Morale della favola, nessun discorso, nessuna introduzione, nessuna presenza di Erri De Luca a Salerno tra il 13 ed il 20 giugno.
Erri De Luca, inoltre, è stato protagonista di una altrettanto netta presa di posizione rispondendo alle dichiarazioni di Carillo: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”. Tutto tra dichiarazioni e polemiche ruota intorno al valore che si da al termine “sionismo”. Secondo De Luca, oggi la stessa parola è utilizzata in modo dispregiativo per definire la politica dello Stato di Israele. Secondo lui, invece, quel termine identifica il movimento politico che ha operato per la costituzione dello Stato di Israele.
Genocidio si, genocidio no
Altro tema centrale che ha portato ad una serie infinita ma più che mai opportuna di polemiche è l’utilizzo che Erri De Luca ha fatto del termine genocidio, in riferimento a quanto accaduto nel corso dei mesi scorsi nel territorio di Gaza. Molti avevano contestato all’autore, il fatto di non utilizzare mai quella parola. Lui, si è difeso spiegando che non utilizza quel termine considerato quello che è successo davvero. La popolazione civile è stata spostata da Gaza spiega De Luca, in caso contrario, allora si, avrebbe utilizzato la parola genocidio.
Nel frattempo si attende l’inizio della manifestazione in un clima più che mai movimentato. Erri De Luca, non ci sarà. I vertici dell’organizzazione della manifestazione confermano la propria posizione, mentre lo stesso autore si difende e spiega la sua di idea. Morale della favola? Tanta luce sul festival e tanta confusione su parole, termini, posizioni e quel velo di ipocrita rettitudini che ha certi livelli non manca mai.


