Cozze. Immagine di repertorio
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4 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Napoli respira, i mitili no: calano i casi di epatite A, ma il settore ittico resta sotto pressione

Nonostante la riduzione dei casi, il settore ittico dell’area flegrea continua a soffrire a causa dell’allarme sul virus

La situazione dell’epatite A a Napoli mostra segnali positivi sul fronte sanitario, con una diminuzione degli accessi al pronto soccorso negli ultimi giorni, ma la crisi economica nel comparto ittico, in particolare nell’area flegrea, resta significativa. A confermarlo è stata la riunione convocata ieri dal prefetto Michele Di Bari, alla quale hanno partecipato sindaci, rappresentanti delle Asl, dell’Arpac e dei consorzi di produzione molluschi. Secondo i dati ufficiali, su 219 campioni di acqua provenienti dagli allevamenti di mitili solo nove sono risultati positivi al virus dell’epatite A. Le autorità sanitarie sottolineano che il quadro epidemiologico è sotto controllo, ma richiede comunque la massima attenzione, con misure mirate di sorveglianza e prevenzione.

Controlli straordinari e misure sanitarie

La Regione Campania ha rafforzato la sorveglianza epidemiologica e la sicurezza alimentare, con particolare attenzione ai molluschi bivalvi. Tra le azioni principali: chiusura temporanea delle aree contaminate, ritiro delle partite a rischio, intensificazione dei controlli sull’abusivismo, sequenziamento genomico dei campioni e campagne informative rivolte ai cittadini. Le Asl hanno inoltre potenziato la vaccinazione gratuita contro l’epatite A per le categorie più esposte al rischio di contagio. La somministrazione è disponibile presso medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacie. Parallelamente, le aziende sanitarie locali effettuano controlli nei mercati ittici, nei ristoranti e nelle pescherie per garantire la sicurezza dei prodotti destinati al consumo.

Impatto sul settore ittico e sull’economia locale

Nonostante la diminuzione dei casi, le pescherie e le attività di vendita di frutti di mare crudi continuano a subire gravi conseguenze economiche. I sindaci dei comuni flegrei hanno evidenziato come la crisi sanitaria abbia ridotto drasticamente la domanda di molluschi, anche tra i consumatori che non hanno avuto contatti diretti con il virus. Le ordinanze locali vietano la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi nei ristoranti e nelle mense, invitando i cittadini a evitare il consumo anche a casa. Le forze di polizia, insieme agli ispettori delle Asl, stanno intensificando i controlli contro la vendita abusiva e non tracciata, soprattutto in vista delle festività pasquali.

pesce senza tracciabilità

Comunicazione e prevenzione

I consorzi di produttori chiedono una comunicazione chiara e costante da parte delle istituzioni, per fornire ai cittadini informazioni corrette sui rischi e sulle modalità di prevenzione. L’obiettivo è evitare allarmismi e garantire al contempo la sicurezza alimentare. Secondo Palazzo Santa Lucia, la riduzione degli accessi al pronto soccorso negli ultimi quattro giorni è un segnale positivo, ma la sorveglianza continua. La combinazione di campagne vaccinali, monitoraggio degli allevamenti e controlli sui mercati rappresenta la strategia principale per contenere il contagio e proteggere sia la salute pubblica sia l’economia locale.

Nonostante la diminuzione dei casi di epatite A e il controllo sanitario sul territorio, la crisi nel comparto ittico dell’area flegrea resta evidente. Le ordinanze locali, le campagne vaccinali e i controlli sui mercati mirano a garantire la sicurezza alimentare, ma l’impatto economico sulle pescherie e sulle attività di ristorazione rimane significativo. Le istituzioni insistono sull’importanza di informazioni corrette per i cittadini, mentre produttori e commercianti chiedono trasparenza e sostegno per tutelare l’intera filiera. La gestione combinata di prevenzione, monitoraggio e comunicazione sarà decisiva per evitare nuovi focolai e proteggere salute ed economia.

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