Edmondo Cirielli difende la riforma del governo Meloni: «L’autonomia differenziata non toglierà risorse al Sud. Il Pd l’ha votata con il Titolo V, noi l’abbiamo resa equa».
Nel dibattito sempre più acceso sull’autonomia differenziata, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, Edmondo Cirielli, prende posizione e ribalta le accuse dell’opposizione: «La vera autonomia differenziata l’ha votata il Partito Democratico con la riforma del Titolo V».
L’esponente di Fratelli d’Italia, intervenuto durante una conferenza stampa nella sede del suo comitato elettorale a Napoli, ha difeso la riforma voluta dal governo Meloni, sottolineando che «nessuno toglierà soldi al Sud».
Cirielli: “Siamo già in un regime di autonomia differenziata”
«L’autonomia differenziata per eccellenza – ha spiegato Cirielli – l’ha votata il Pd con la riforma del Titolo V. In realtà siamo già in un regime di autonomia differenziata, e ciò che il governo sta facendo oggi è cercare di risolvere il problema della sperequazione tra Nord e Sud».
Il candidato del centrodestra ha voluto così chiarire la sua posizione sul tema, che negli ultimi mesi è diventato uno dei principali argomenti di confronto tra le coalizioni.
“La nostra è la migliore proposta mai fatta”
Secondo Cirielli, la riforma proposta dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni rappresenta «la migliore versione possibile» dell’autonomia differenziata:
«La nuova riforma prevede che non si possa dare nessuna delega a nessuna Regione se non ci sono i fondi per raggiungere i livelli essenziali delle prestazioni, i cosiddetti Lep. È una garanzia per tutti i territori, non un rischio per il Sud».

Il nodo dei fondi e dei Lep
La questione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) è infatti al centro della discussione: si tratta del parametro che definisce le risorse minime garantite a ogni cittadino per servizi come sanità, scuola e trasporti.
Cirielli ha spiegato che il governo intende introdurre una clausola che impedisca trasferimenti o autonomie senza la piena copertura finanziaria:
«È evidente che nessuna Regione potrà ottenere competenze aggiuntive se non sono garantiti i Lep. Questo è ciò che rende la riforma finalmente equa e sostenibile».
“Da presidente, difenderò gli interessi della Campania”
Il candidato di Fratelli d’Italia ha assicurato che, qualora diventasse presidente della Regione, avrebbe come priorità la tutela degli interessi campani:
«È evidente che io, da presidente della Regione, guarderò innanzitutto agli interessi della mia terra, ma sempre dentro un quadro di interesse nazionale. È giusto che sia così, ma è altrettanto logico che nessuno ci toglierà soldi».

Un tema centrale nella campagna elettorale campana
Le parole di Cirielli si inseriscono in un dibattito che, nelle ultime settimane, ha diviso profondamente la scena politica regionale.
Il centrosinistra e il candidato Roberto Fico hanno accusato il governo Meloni di voler penalizzare il Mezzogiorno, mentre il centrodestra difende la riforma come «uno strumento di efficienza e responsabilità amministrativa».
Cirielli, nel suo intervento, ha cercato di rassicurare gli elettori campani, presentando la riforma come «un’occasione di sviluppo e non di sottrazione».
La replica politica: “Il Pd predica male e razzola peggio”
Dietro la dichiarazione di Cirielli c’è anche un attacco diretto al Partito Democratico, accusato di incoerenza:
«Chi oggi contesta l’autonomia differenziata dovrebbe ricordare che fu proprio il centrosinistra, nel 2001, a introdurla con la modifica del Titolo V della Costituzione. Noi stiamo semplicemente mettendo ordine e regole più giuste».
Il candidato del centrodestra ha ribadito che il suo obiettivo è «un’autonomia responsabile, che garantisca tutti e premi chi sa amministrare».
Con questa presa di posizione, Edmondo Cirielli tenta di spostare il baricentro del dibattito politico, presentandosi come il difensore della Campania nel contesto nazionale e come il garante di una riforma «che non toglierà nulla al Sud».
«Il nostro compito è proteggere i campani e assicurare che ogni euro resti dove serve davvero: qui, nel nostro territorio», ha concluso.


