Il Gup del Tribunale di Napoli ha definito il procedimento con pene fino a 14 anni per il traffico di stupefacenti intercettato nel Centro agroalimentare di Volla
Si è concluso con dieci condanne il processo celebrato con rito abbreviato davanti al Tribunale di Napoli relativo a un traffico di droga proveniente dalla Spagna e destinato al mercato italiano. Inoltre, l’inchiesta ha ricostruito un sistema di importazione di stupefacenti occultati all’interno di carichi di prodotti ortofrutticoli trasportati su tir. Le operazioni erano concentrate nel Centro agroalimentare di Napoli di Volla, in provincia di Napoli. Questo luogo era utilizzato come punto di stoccaggio. Il procedimento si inserisce in un’indagine avviata dopo un sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza. L’indagine è stata sviluppata dalla Squadra Mobile di Napoli, che ha portato complessivamente a 17 arresti e 21 indagati.
Il sistema di traffico tra Spagna e Italia attraverso i tir dell’ortofrutta
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo avrebbe organizzato un flusso di stupefacenti dalla Spagna verso l’Italia utilizzando una copertura logistica basata su trasporti di prodotti alimentari. In particolare, la droga veniva nascosta nei camion utilizzati per il trasporto di ortaggi e altri beni deperibili. Uno degli episodi emersi nel corso delle indagini riguarda l’occultamento della sostanza stupefacente, hashish, tra cassette di zucche caricate su un autoarticolato. Inoltre, il mezzo, secondo quanto accertato, era guidato da un conducente spagnolo e seguiva rotte monitorate attraverso sistemi di geolocalizzazione nascosti nel carico. Il trasporto era infatti controllato tramite dispositivi satellitari che inviavano aggiornamenti costanti a soggetti incaricati della gestione logistica del traffico.
Gli investigatori hanno inoltre evidenziato come il Centro agroalimentare di Volla fosse stato individuato come punto strategico per lo scarico e lo smistamento della droga. Questo è avvenuto grazie alla presenza di un box refrigerato affittato appositamente per lo stoccaggio temporaneo delle sostanze.

L’indagine della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile
L’attività investigativa ha preso avvio da un’operazione della Guardia di Finanza di Fiumicino, che aveva intercettato un carico sospetto diretto verso il territorio italiano. Da quel primo sequestro si è sviluppato un filone d’indagine più ampio, coordinato dalla Squadra Mobile di Napoli. Questo ha permesso di ricostruire la rete di contatti e le modalità operative del gruppo. Gli inquirenti hanno lavorato su una struttura considerata articolata. Vi erano ruoli differenziati tra chi organizzava le spedizioni dalla Spagna e chi gestiva la ricezione e la distribuzione in Italia. Secondo quanto emerso, una delle figure centrali avrebbe organizzato le spedizioni dalla regione andalusa, coordinando l’invio di ingenti quantitativi di marijuana verso il territorio nazionale.
Le attività di monitoraggio hanno consentito di individuare anche il sistema di tracciamento dei carichi. Questo veniva utilizzato per seguire in tempo reale il viaggio dei tir fino alla destinazione finale. L’insieme degli elementi raccolti ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari nel luglio 2025.
Le condanne del Gup e il quadro giudiziario del procedimento
Il Gup del Tribunale di Napoli, dottoressa Donatella Bove, ha emesso dieci condanne nell’ambito del rito abbreviato. Le pene variano in base alle singole posizioni processuali e ai ruoli attribuiti agli imputati nell’organizzazione. Tra le condanne più rilevanti figura quella a 14 anni di reclusione per Giacomo Visconti e quella a 13 anni e 5 mesi per Francesco Di Fiore e Sabatino Gallo. A questi si aggiungono altre pene: 8 anni e 4 mesi per Renato Montefusco; 6 anni e 10 mesi per Angelo Pugliese; 6 anni e 9 mesi per Foued Boulkham; 6 anni e 8 mesi per Sonia Perez Alcaraz e per Ciro Cirino; 6 anni per Massimo Astuto; e 4 anni per Luigi Pagano.
Nel dispositivo della sentenza, la giudice ha inoltre escluso la transnazionalità dei reati contestati. Questo è un elemento giuridico rilevante ai fini della qualificazione dell’impianto accusatorio. Le difese sono state curate da un collegio di avvocati che ha seguito le diverse posizioni processuali nel corso del procedimento. Il caso chiude un filone investigativo che ha evidenziato l’utilizzo di canali commerciali apparentemente ordinari per il traffico di stupefacenti su scala internazionale. Tale sistema prevedeva l’occultamento delle sostanze sfruttando la filiera del trasporto agroalimentare.

