Guardia di Finanza
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📍 Sorrento

27 Luglio 2026

Martina Sarracino

Droga tra cucine e yacht nella penisola sorrentina: oltre 300 dosi vendute a chef e skipper, sei indagati

Un giro di spaccio scoperto tra Sorrento e i comuni della penisola

Un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di persone. Tutte sono accusate di aver gestito un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella penisola sorrentina. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il gruppo avrebbe venduto cocaina e marijuana soprattutto a lavoratori del settore della ristorazione e a skipper impegnati nelle attività nautiche della zona. L’operazione ha acceso nuovamente l’attenzione sul fenomeno della diffusione delle droghe anche in contesti caratterizzati da turismo, lavoro stagionale e intensa vita sociale.

Oltre 300 dosi vendute in poco più di un mese

Le indagini hanno ricostruito un’attività di vendita particolarmente intensa. In poco più di un mese, gli investigatori avrebbero documentato la cessione di oltre 300 dosi di sostanze stupefacenti. Un volume significativo, considerando il breve periodo preso in esame, che ha permesso agli inquirenti di delineare un’organizzazione strutturata e con numerosi contatti sul territorio. La droga, secondo le contestazioni, veniva distribuita principalmente a persone che lavoravano in ambienti legati al turismo e alla ristorazione, settori fondamentali per l’economia della penisola sorrentina ma spesso caratterizzati da ritmi di lavoro elevati e periodi di forte pressione.

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Immagine di repertorio

Sei persone coinvolte nelle misure cautelari

Al termine delle attività investigative, la Guardia di Finanza ha notificato quattro arresti domiciliari, un divieto di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per altri due indagati, invece, il tribunale di Torre Annunziata si è dichiarato incompetente. Le persone coinvolte sono chiamate a rispondere, secondo l’accusa, dei reati di detenzione ai fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti. Saranno gli sviluppi giudiziari successivi a chiarire le singole responsabilità.

L’indagine nata dopo un controllo del 2021

La vicenda ha avuto origine nell’agosto del 2021, quando due persone dirette verso Sorrento furono arrestate dopo essere state trovate in possesso di 20 dosi di cocaina e 1.600 euro in contanti. Quel controllo ha rappresentato il punto di partenza per una serie di approfondimenti investigativi che hanno portato alla scoperta del presunto giro di spaccio. Attraverso pedinamenti, controlli e altre attività investigative, gli inquirenti hanno ricostruito una rete di rapporti e movimenti legati alla vendita delle sostanze.

La penisola sorrentina è conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze paesaggistiche, le attività turistiche e la presenza di numerose strutture ricettive. Tuttavia, anche territori considerati simbolo di benessere e ospitalità possono essere interessati da fenomeni di illegalità e disagio sociale. Il coinvolgimento di alcune categorie professionali evidenzia come il consumo di droga possa inserirsi in diversi ambienti, senza essere limitato a specifiche fasce della popolazione.

La vicenda invita a riflettere sul rapporto tra lavoro, stress e diffusione delle sostanze stupefacenti. Nei settori caratterizzati da turni intensi, pressione e vita lavorativa irregolare, possono emergere situazioni di fragilità che richiedono attenzione e prevenzione. La lotta allo spaccio non può riguardare solo i controlli delle forze dell’ordine. Deve necessariamente coinvolgere anche famiglie, scuole, luoghi di lavoro e istituzioni locali. Informazione, educazione e sostegno sociale restano strumenti fondamentali per contrastare un fenomeno che può danneggiare sia le persone coinvolte sia l’immagine e la sicurezza delle comunità.

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