Donna morta ustionata a Napoli: arrestato il figlio 37enne, accusato di averle dato fuoco con l’alcol dopo una lite. Le indagini hanno escluso il suicidio.
Un drammatico caso di violenza familiare sconvolge la provincia di Napoli. Una donna di 63 anni è morta lo scorso 15 agosto a causa delle gravissime ustioni riportate due settimane prima. In un primo momento si era ipotizzato un gesto volontario, ma le indagini dei Carabinieri hanno ribaltato lo scenario. A distanza di due mesi, il figlio 37enne è stato arrestato con l’accusa di omicidio: avrebbe cosparso la madre di alcol per poi darle fuoco.
I fatti del 31 luglio
La tragedia risale al 31 luglio, quando la donna era stata ricoverata in ospedale per ustioni di terzo grado estese su quasi tutto il corpo. Soccorsa dai sanitari, era stata trasferita d’urgenza in condizioni disperate. Nonostante le cure, la donna è deceduta il 15 agosto.
L’ipotesi iniziale del suicidio
All’epoca dei fatti, i Vigili del Fuoco avevano ipotizzato che la vittima avesse tentato il suicidio, trovando all’interno dell’abitazione solo il figlio, che aveva dichiarato di aver tentato invano di salvarla spegnendo le fiamme. Per settimane l’ipotesi prevalente è rimasta quella di un gesto estremo.
Le indagini dei Carabinieri
Gli approfondimenti investigativi dei Carabinieri della Stazione di Afragola, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, hanno però portato a una conclusione differente. Attraverso accertamenti tecnici e testimonianze, è emerso un quadro accusatorio grave nei confronti del figlio della vittima, ritenuto responsabile di aver provocato volontariamente l’incendio.

Il movente: una relazione non accettata
Secondo gli inquirenti, il 37enne non avrebbe accettato la decisione della madre di intraprendere una nuova relazione sentimentale. Il legame tra madre e figlio, descritto come morboso e tossico, sarebbe stato la scintilla che ha alimentato la tragedia.
La ricostruzione dell’omicidio
Dalle indagini è emerso che l’uomo, accecato dalla gelosia e dalla rabbia, avrebbe cosparso la madre di alcol per poi appiccare il fuoco con un accendino. Una dinamica brutale che ha causato ustioni estese e, dopo due settimane di agonia, la morte della donna.
La consulenza psichiatrica
Il 37enne è stato sottoposto a una consulenza psichiatrica, dalla quale è emerso che soffre di schizofrenia paranoidea. Nonostante la patologia, è stato dichiarato capace di intendere e di volere, poiché da anni seguiva una terapia farmacologica regolare. Questo elemento ha rafforzato l’impianto accusatorio, consentendo l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
La misura cautelare
Il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha disposto l’arresto del 37enne, accogliendo la richiesta della Procura. L’uomo si trova ora in carcere in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, con l’accusa di omicidio aggravato.


