La decisione riguarda tutti gli atti finora acquisiti dai Nas nell’inchiesta sul decesso del bambino avvenuto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore
La Procura di Napoli ha disposto la discovery integrale degli atti d’indagine finora raccolti dai carabinieri del Nas nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino di quasi due anni e mezzo è deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi dopo un intervento di trapianto di cuore non andato a buon fine. La decisione consente ora alla famiglia, agli indagati, ai consulenti tecnici e ai periti di parte di accedere al materiale investigativo fino a questo momento rimasto coperto da segreto istruttorio. Inoltre, il provvedimento segna un passaggio significativo nell’attività della magistratura. Questo punta a garantire la piena conoscibilità degli elementi raccolti nelle prime fasi dell’indagine, in vista dei successivi sviluppi procedurali e degli eventuali approfondimenti tecnici.
La decisione della Procura di Napoli sulla discovery
La scelta della Procura partenopea di rendere disponibili tutti gli atti d’indagine si inserisce nel quadro delle procedure previste nelle fasi avanzate dell’inchiesta. In tali momenti il confronto tra le parti e l’analisi condivisa delle prove diventa centrale per la ricostruzione dei fatti. Nel caso del piccolo Domenico Caliendo, la documentazione acquisita dai carabinieri del Nas riguarda principalmente la ricostruzione delle fasi pre e post operatorie. Include anche le attività svolte all’interno della struttura ospedaliera e le verifiche tecniche effettuate sui dispositivi e sui materiali utilizzati durante il trapianto. Così, la discovery consente ora un accesso completo a tali elementi, che potranno essere esaminati sia dalla difesa sia dai consulenti nominati dalla famiglia. Secondo quanto emerso, tra gli atti resi disponibili figurano anche supporti audiovisivi e sommarie informazioni testimoniali raccolte nei mesi successivi al decesso del bambino. Si tratta di materiale che fino a questo momento non era stato visionabile dalle parti.
I materiali a disposizione delle parti: video e testimonianze
Tra gli elementi indicati come particolarmente rilevanti rientrano due video acquisiti nell’ambito dell’inchiesta. Uno riguarda la documentazione del cuore pulsante. Un altro mostra il contenitore frigorifero presente in sala operatoria con il cuore prelevato a Bolzano destinato al trapianto. Si tratta di materiale che, secondo gli inquirenti, potrebbe contribuire a chiarire la sequenza delle operazioni effettuate e le condizioni in cui si è svolto l’intervento chirurgico. Accanto ai video, sono state rese disponibili anche le sommarie informazioni testimoniali raccolte da personale sanitario ascoltato come persone informate sui fatti. Questi verbali, fino ad oggi non accessibili alle parti, rappresentano una parte importante dell’inchiesta. Contengono infatti le ricostruzioni degli operatori coinvolti nelle diverse fasi del percorso clinico del piccolo paziente. La disponibilità dell’intero fascicolo consentirà ora ai consulenti tecnici di parte di procedere a una valutazione complessiva del materiale, anche in vista di eventuali osservazioni o contestazioni da presentare agli inquirenti.

Le parole dell’avvocato della famiglia Caliendo-Marcolino
Sulla decisione della Procura è intervenuto l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Marcolino, che ha sottolineato l’importanza dell’accesso agli atti per tutti i soggetti coinvolti nel procedimento. «Finalmente la famiglia Caliendo, ma anche gli indagati, i periti e i consulenti di parte, potranno visionare elementi di fondamentale importanza per il caso di Domenico», ha dichiarato il legale, facendo riferimento in particolare ai materiali video acquisiti nell’ambito dell’indagine.
Secondo Petruzzi, la possibilità di esaminare integralmente il fascicolo rappresenta un passaggio rilevante per la prosecuzione dell’attività difensiva e per la ricostruzione puntuale degli eventi che hanno preceduto il decesso del bambino. Il legale ha inoltre evidenziato come fino a questo momento alcuni atti fossero rimasti coperti da segreto istruttorio. Questo ha impedito una valutazione completa da parte delle difese.
Le prossime tappe dell’inchiesta e gli interrogatori
La discovery degli atti potrebbe avere ricadute anche sul calendario degli accertamenti futuri. Secondo quanto riferito dalla difesa, la nuova fase di accesso ai documenti potrebbe incidere sulla programmazione del secondo ciclo di interrogatori preventivi dei cardiochirurghi coinvolti nell’indagine. Questi erano inizialmente previsti a breve e successivamente rinviati. Gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero inoltre portare a ulteriori audizioni di soggetti finora non ancora ascoltati dagli inquirenti. L’obiettivo, in questa fase, è quello di completare il quadro informativo attraverso il confronto tra le diverse versioni e l’analisi dei dati tecnici e clinici raccolti.
La posizione della Procura resta al momento riservata, mentre le parti si preparano a esaminare la documentazione resa disponibile. Il lavoro dei consulenti sarà determinante per eventuali richieste di approfondimento o per la formulazione di nuove osservazioni tecniche nell’ambito del procedimento.


