L’opera, una “Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria e Sant’Antonio Abate”, era comparsa in vendita su un catalogo online di una casa d’aste
La diocesi di Teano ha ricevuto nuovamente una pala d’altare del XVI secolo trafugata oltre cinquant’anni fa dalla chiesa di San Giorgio Martire di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Il dipinto è attribuito a Girolamo Imparato. È stato recuperato dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli al termine di un’indagine coordinata dalle procure competenti. L’opera era stata individuata in vendita su un catalogo online.
Il dipinto individuato su un catalogo d’aste online
La vicenda ha avuto origine da una segnalazione arrivata da un accademico campano. Quest’ultimo ha riconosciuto l’opera mentre era inserita in un catalogo digitale di una nota casa d’aste toscana. Il dipinto, raffigurante la “Madonna con Bambino tra i Santi Caterina d’Alessandria e Sant’Antonio Abate”, era proposto alla vendita come bene di pregio. Inoltre, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la pala d’altare risultava dispersa da oltre cinquant’anni. Non era più stata censita nei registri ecclesiastici locali dopo il 1972.
Le indagini e il sequestro dell’opera
Le attività investigative sono state condotte dal Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri e coordinate inizialmente dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Successivamente, la fase conclusiva dell’inchiesta è stata seguita dalla Procura della Repubblica di Velletri, che ha disposto la consegna del bene. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire la provenienza del dipinto. Inoltre, è stato confermato il suo trafugamento avvenuto in un periodo successivo al 1972 dalla chiesa di San Giorgio Martire nel comune di Pignataro Maggiore. L’opera è stata quindi sottoposta a sequestro e successivamente affidata alle autorità competenti.
Le verifiche hanno incluso confronti fotografici, analisi storico-artistiche e riscontri archivistici. Questi elementi hanno permesso di attribuire con buona certezza il dipinto al pittore napoletano Girolamo Imparato (1549–1607). Egli fu una figura attiva tra la fine del Rinascimento e l’inizio del Seicento.

La restituzione alla diocesi e il valore dell’opera
La consegna ufficiale della pala d’altare alla diocesi di Teano rappresenta la fase conclusiva dell’operazione. Il bene è stato restituito al vescovo, che ne ha ripreso la disponibilità per la comunità ecclesiastica e per il territorio. Il ritrovamento restituisce non solo un’opera d’arte di rilevante valore storico e religioso. In aggiunta, rappresenta anche un tassello della memoria culturale locale, sottratto per decenni alla fruizione pubblica. Il dipinto, infatti, faceva parte del patrimonio devozionale della chiesa di San Giorgio Martire. Esso rappresenta una testimonianza significativa della produzione artistica campana del XVI secolo. Il caso si inserisce nel più ampio lavoro di contrasto al traffico illecito di opere d’arte portato avanti dalle forze dell’ordine italiane. Negli ultimi anni questa attività ha consentito il recupero di numerosi beni culturali dispersi.
Il contesto storico e artistico
L’attribuzione a Girolamo Imparato colloca l’opera in un periodo di forte transizione della pittura napoletana. Questo periodo era caratterizzato dall’influenza tardomanierista e dai primi elementi del naturalismo seicentesco. Le pale d’altare di questo tipo avevano una funzione centrale nella decorazione delle chiese rurali e urbane del Regno di Napoli. Inoltre, contribuivano alla diffusione della iconografia mariana. Il recupero del dipinto consente ora nuovi studi sulla produzione dell’artista. Inoltre, permette di approfondire la circolazione delle opere sacre nel territorio casertano tra Cinque e Seicento.


