De Luca cittadinanza onoraria Montecorvino Pugliano
Vincenzo De Luca
📍 Salerno

26 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Salerno: De Luca sfida il PD e spacca il centrosinistra alla riconquista della sua roccaforte. E intanto nasce un terzo polo “anti deluchiano”

Dallo strappo con il Nazareno al terzo polo: De Luca corre solo contro tutti per riprendersi salerno.

Vincenzo De Luca scuote Salerno preparando il ritorno a Palazzo di Città. Sfida apertamente il Partito Democratico schierando sei liste civiche, includendo Socialisti e componenti dei Verdi. Mentre i Dem esitano tra rottura e compromesso, il centrosinistra organizza freneticamente una coalizione alternativa. De Luca accelera così la sua corsa solitaria, stravolgendo gli equilibri politici locali per riprendersi la guida della sua storica roccaforte.

Il quadro politico verso le Amministrative appare delineato

A Salerno si consuma il paradosso del «Pd di Schrödinger»: un partito sospeso tra esserci e scomparire, la cui reale consistenza sarà svelata solo dall’apertura delle urne a maggio. Il quadro politico verso le Amministrative appare ormai delineato: Vincenzo De Luca si prepara alla quinta scalata verso Palazzo di Città, ma con una clamorosa novità tattica: fare a meno del simbolo ufficiale dei Dem.

L’assetto verso cui si converge vede De Luca pronto a guidare una corazzata di 5 o 6 liste civiche, drenando consensi direttamente dal bacino del Partito Democratico. Tra fedelissimi senza tessera, fuoriusciti e piccoli satelliti di coalizione, l’obiettivo è costruire una forza d’urto personale capace di bypassare i veti romani. Mentre il Nazareno resta congelato nel dubbio, De Luca accelera, trasformando la competizione in un referendum sulla sua figura, lontano dalle logiche di partito.

Il possibile fallimento del campo largo

Il dossier Salerno si trasforma in un vero incubo politico per Piero De Luca. Quest’ultimo, figlio di Vincenzo, nel delicato ruolo di segretario regionale campano, assiste impotente alla manovra del padre che rischia di travolgere la sua carriera diplomatica. Vincenzo De Luca non mostra alcuna intenzione di mediare, negando concessioni persino al proprio sangue e ignorando i delicati equilibri interni.

Questa fuga in avanti condanna Piero a un vicolo cieco: se lo strappo dovesse consumarsi, il segretario campano dovrà presentarsi davanti a Elly Schlein per certificare il fallimento totale della trattativa sul campo largo. La strategia paterna disintegra ogni tentativo di unità, obbligando il partito a una scelta dolorosa tra l’obbedienza al leader locale e la linea nazionale. Mentre il padre blinda la sua roccaforte con liste personali, Piero subisce l’urto di una rottura che mette a nudo la fragilità del PD salernitano, ormai ridotto a spettatore della propria crisi d’identità sotto i colpi di un’ambizione che non ammette eredi o alleati.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Un fronte compatto per scardinare il sistema di potere

Le forze politiche salernitane ufficializzano la nascita di un fronte compatto per scardinare il sistema di potere di Vincenzo De Luca. Attraverso una nota congiunta, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Azione, Italia Viva e numerosi movimenti civici come Oltre e Salerno in Comune confermano la loro partecipazione a una coalizione alternativa in vista delle prossime elezioni comunali.

“Non c’è ancora il nome del candidato sindaco ma, adesso, c’è la conferma della partecipazione di tutte le forze politiche del centro sinistra, fatta eccezione per il Pd e per il Psi, alla coalizione che, alle prossime elezioni Comunali di Salerno, si presenterà come alternativa alla candidatura di Vincenzo De Luca”, scrivono Movimento 5 Stelle,  Sinistra Italiana, Azione, Oltre, Casa Riformista, Italia Viva, Noi di Centro, Salerno in Comune, Semplice Salerno. Comitato Salute e Vita.

Il terzo polo frammenta il centrosinistra locale

Il nuovo raggruppamento esclude categoricamente il Partito Democratico e il PSI, delineando una rottura netta con l’amministrazione uscente. Sebbene la coalizione non indichi ancora un nome per la carica di sindaco, i firmatari ribadiscono l’intenzione di costruire un progetto politico distante dalle logiche di De Luca. Gruppi come Noi di Centro, Casa Riformista e il Comitato Salute e Vita sanciscono così la nascita di un terzo polo che frammenta definitivamente il centrosinistra locale.

Questa mossa isola De Luca e il PD, costringendo gli elettori a scegliere tra la continuità deluchiana e una proposta inedita che promette di rinnovare radicalmente il governo della città.

Il panorama politico salernitano esplode, frammentando il centrosinistra in tre tronconi inconciliabili. Mentre lo De Luca blinda la sua roccaforte con fedelissimi civici, l’ampia coalizione alternativa sfida apertamente il sistema deluchiano. Resta l’incognita del PD, schiacciato tra l’isolamento romano e una crisi familiare che segna irreversibilmente il destino della città verso le urne di maggio.

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